Diamoci da fare!
Mario Tozzi, volto televisivo noto per “Gaia, il pianeta che vive”, è il testimonial, insieme al presidente Marrazzo, della campagna istituzionale di comunicazione sulla raccolta differenziata della Regione Lazio “Insieme facciamo la differenza”.
Nel suo monologo tratto da “Trash”, che presenterà il 19 dicembre all’Auditorium Conciliazione, Mario Tozzi si soffermerà sul fatto che l’uomo è l’unico animale che produce rifiuti che altri organismi non riescono a decomporre, sulla pulizia delle spiagge, sui tempi di deterioramento dei materiali, sul riciclaggio come via maestra per inquinare meno, per risparmiare energia con le kilocalorie prodotte.
Dopo aver affrontato un viaggio simbolico in un bidone della spazzatura, Tozzi parlerà del compostaggio, e dimostrerà che si tratta di una pratica che risale all’Antica Roma, proporrà dei metodi semplici per diminuire la produzione di rifiuti, si soffermerà sull’elogio del vuoto a rendere per arrivare a mostrare l’utilità di multiproprietà, condivisione, car sharing.
Tags: ambiente, mario tozzi, Piero Marrazzo, raccolta differenziata, regione lazio





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Tempo fa avevo letto che oltre il 20% delle discariche è occupato da pannolini ed assorbenti usa e getta. I pannolini sono rifiuti tra i più difficili da smaltire non essendo riciclabili e la loro completa decomposizione richiede addirittura più di 500 anni!
Un Comune Italiano, Maserada sul Piave, che ha deciso di fare qualcosa n proposito. In occasione dell’8 marzo scorso, ha lanciato infatti fra le donne del paese la Mooncup, una coppetta per le mestruazioni “amica dell’ambiente” riutilizzabile ciclo dopo ciclo, al posto dei tradizionali assorbenti.
Le coppette mestruali furono progettate e realizzate negli anni Trenta. La commercializzazione iniziò in contemporanea con i primi assorbenti usa e getta. Dal punto di vista commerciale, l’assorbente interno usa e getta è un prodotto assai più semplice e redditizio per l’azienda produttrice, poichè il consumatore è obbligato a riacquistarlo ogni mese.
Le vendite degli assorbenti usa e getta schizzarono così alle stelle, supportate da massicce campagne pubblicitarie. Le coppette mestruali e gli assorbenti esterni lavabili furono riscoperti negli anni Ottanta, quando molte donne cominciarono a ricercare prodotti eco-compatibili (e anche più economici) alternativi.
Sarebbe, a questo punto, importante allargare il discorso ai pannolini per bambini. E’ stato calcolato che ogni bambino con una media di 5 cambi al giorno, arrivi a consumare nei primi tre anni di vita oltre 5500 pannolini producendo cosi oltre 1,5 tonnellate di rifiuti altamente inquinanti. Tutto questo può essere evitato, ottenendo anche un considerevole risparmio per le famiglie (circa 1500 euro).
Già molto diffusi in Germania, Austria, e Svizzera, (ma anche negli Stati Uniti) i pannolini lavabili vengono prodotti con materiali garantiti per resistere a circa 330 lavaggi; assicurano assoluta pulizia e massima igiene in quanto al momento del cambio si stacca il velo interno e si getta direttamente nel wc e non più nella pattumiera, le mutandine invece sono realizzate con materiali traspiranti e al contempo idrorepellenti.
Molte aziende producono questi pannolini (il sito i Piccolissimi.it ne vende in confezioni risparmio, in materiale ecologico)
Recentemente il comune di Acquanegra sul Chiese, in provincia di Cremona, ha offerto un contributo del 50% alle famiglie che fanno uso di pannolini ecologici.
E il Comune di Roma o La Regione Lazio?
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 09:36|Caro Tozzi,
nel suo monologo spieghi anche la follia degli inceneritori, parli di diossina, nanoparticelle, parli dei tumori portati dal famoso inceneritore di Brescia.
Parli dei rischi per i cittadini del Lazio legati ai nuovi megainceneritori, come quello di Albano Laziale.
Spieghi la truffa dei CIP-6 e del business degli inceneritori.
Grazie
http://www.verdilazio.net/node/124
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 11:08|http://www.beppegrillo.it/2008/10/il_sequestro_dellinceneritore_marcegaglia.html
Proprio oggi alla stazione ferroviaria di Roma Trastevere mi sono goduto la scena dall’interno del treno…… un addetto alla pulizia svuotava i contenitori della raccolta differenzia presenti in banchina direttamente in unico sacco presente nel suo trabacchino con scope ed altri oggetti per la pulizia. Dico solo una cosa…. signori belli della politica e dirigenti, NON PRENDETECI IN GIRO!!
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 11:21|Qualche elemento di risposta ai commenti:
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 12:14|Martina: Le best practices di molti Comuni italiani su questi argomenti, soprattutto in zone dove la cultura della raccolta differenziata è diffusa da più tempo, può di sicuro aiutarci a trovare soluzioni innovative.
Enzo: gli impianti di nuova generazione sono i più controllati e quelli che tutelano di più la saute dei cittadini. Rispettiamo la sua posizione, ma lei stesso saprà che se si decide di non governare la situazione, e di non prevedere periodi di transizione in attesa di poter raggiungere alti livelli di raccolta differenziata, si rischia di avere i sacchi di tal quale in fiamme in mezzo alla strada, e le immagini della Campania sono ancora vive in ognuno di noi. I sacchetti in fiamme producono diossina, non gli impianti nuovi e monitorati. La salute dei cittadini rimane sempre al primo posto.
Marco: Capiamo il suo disappunto, ma non ci sono prese in giro. C’è la volontà di far crescere la raccolta differenziata, e ci sono ancora molte inefficienze. Quelle le combattiamo tutti i giorni, ma non sono una scusa per non comportarsi in modo responsabile. Più l’attenzione dei cittadini sarà – come lei dimostra – alta, più avremo possibilità di raggiungere risultati importanti.
RIFIUTI QUIZ
http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=5257
“Il termovalorizzatore (ribadiamo, sempre di inceneritore si tratta, ndb) di Albano? E’ una scelta inutile, un impianto che si aggiungerebbe ai tre già esistenti nel Lazio (gli altri sono a San Vittore, Colleferro e Malagrotta) per otto linee di combustione.”
Una scelta inutile perché “il quarto impianto non serve, e i numeri lo dimostrano. Tra l’altro anche logisticamente non ci siamo, perché è vicino a molte produzioni agricole, che sarebbero compromesse. Come al solito si fanno gli interessi di certi imprenditori”.
Chi lo ha detto?
Proviamo con un giochino:
1. il rappresentante del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
2. Beppe Grillo
3. un’estremista, aspirante terrorista, disfattista
4. un assessore regionale in carica della regione Lazio
E la risposta esatta è:
la numero 4!
Si tratta dell’assessore al bilancio, Luigi Nieri!
http://www.luiginieri.it/
Ma pensate proprio che i cittadini abbiano l’anello al naso?
Sono un elettore di cento sinistra e chiedo: che cosa avete aspettato in tutti questi anni? cosa ha aspettato la città di Roma, governata ininterrottamente dal centrosinistra per quindici anni? e la regione (giunta Badaloni)? la provincia di Roma?
Troppo comodo innescare le emergenze e poi mettere delle toppe che fanno guadagnare i soliti noti con meccanismi tipo i CIP 6.
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 12:39|Invito i cittadini a combattere contro il megainceneritore di Albano con tutti i mezzi legali e democratici.
Grazie per il fedback, Staff, pero’ non ci dite se la Regione (o il Comune di Roma) potrebbero prendere in esame qualche inziiativa del genere. (Voi trasmettete i nostri suggerimenti?)
Ogni volta che qualcuno nel Lazio dà alla luce un bambino, sarebbe utile che le Istituzioni inviassero le istruzioni (e le agevolazioni) affinchè il nuovo nato non significhi per forza piu’ rifiuti.
Io per esempio avevo comperato molti pannolini in materbì per il mio bambino, nato 2 mesi fa, ma ho avuto qualche problema:
1) per due mesi sono stati troppo grandi (magari il Comune poteva aiutarmi nella scelta di marche che li facessero piu’ piccoli, giusto un’idea)
2) anche se sono biodegradabili, se poi li metto in una busta di plastica e – soprattutto- se non c’è il compostaggio a roma centro, che aiuto ho dato all’ambiente? Andranno in discarica e …NON SI BIODEGRADERANNO!!!
…………………..Quindi ho speso i miei soldi (costano di piu’ dei normali pannolini) per niente.
Il Comune – o la Regione- potrebbe inoltre dare delle sovvenzioni per l’acquisto dei pannolini lavabili. Cosa ne pensa Marrazzo a proposito?
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 16:52|Che intenzioni ha a riguardo?
E sulle buste per la spesa? Potrebbe incentivare che tutti i supermercati laziali distribuissero buste di plastica in Materbì (mais biodegradabile) invece che di plastica? o di carta come negli USA?
Cosa ne pensa?
ALTRE IDEE PER AUMENTARE LA DIFFERENZIATA.
VETRO:
Veltroni ha adottato il provvedimento antivetro a San Lorenzo per migliorare il decoro di quel quartiere.
Credo che ci siano altri modi per eliminare le bottiglie di vetro – e perchè no anche di plastica- da tutta la città e non solo da San Lorenzo.
Basterebbe imitare quello che si fa già in Germania, paese in cui su tutte le bottiglie, siano esse di plastica o di vetro, si paga un deposito che, il più delle volte è pari al prezzo del contenuto. I “vuoti” possono essere consegnati “da chiunque” in qualsiasi negozio e la persona che consegna i vuoti riceve in cambio il corrispettivo in euro. In questo modo può anche succedere che uno trova un vuoto in giro ed è incentivato a ritirarlo per avere in cambio il deposito.
Dal momento che la cifra è interessante (una media di 50 EuroCent), bottiglie in giro se ne vedono poche. Sarebbe necessario che i commercianti fossero comunque disponibili a collaborare con l’amministrazione mettendo in pratica le disposizioni regolamentari che un’ordinanza sindacale potrebbe emanare.
In pratica ogni bottiglia potrebbe avere un valore di 25-30 centesimi di euro, che si andrebbero a sommare al costo reale di un litro d’acqua. Una sorta di scambio, compro sei bottiglie di acqua e riporto nel negozio almeno altre sei bottiglie vuote (sia vetro che plastica), altrimenti pago (non importa in quale supermercato). Questo sarebbe un sistema per incentivare al decoro ed educare le nuove generazioni. Questo sistema in Germania esiste anche per le batterie d’auto esauste, si pagano 7.50 euro in più se non si riporta la vecchia batteria, ed ha contribuito in maniera determinante alla risoluzione dell’accumulo di sporcizia nelle strade e nell’ambiente.
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 16:57|Per Martina, in ambito Provincia di Roma sono state ipotitazzate inizitive a sostegno di interventi mirati alla riduzione di rifiuti. Nella mia attività cerco di spiegare quanto è possibile fare in tale direzione tra cui quella dei pannolini che possono essere lavabili, biodegradabili dove è utile un contributo del Comune (ade es. scrivere una lettera a tutte le neo mamme del Comune indicando cosa è possibile fare, la domanda per il contributo, dove trovare i pannolini. Organizzare anche degli incontri sul tema. Promuoverli anche negli asili nido.) Senza trascurare che esiste sul mercato un contenitore che sigilla i pannolini/pannoloni rendendoli inodori con il vantaggi da poter essere raccolti con il porta a porta dell’indifferenziato. Ad Ariccia partirà il porta a porta e uno degli elementi di criticità dato dalle “fraschette” sarà affrontato a partire dalla riduzione dei rifiuti e dall’eventuale utilizzo di materiali compostabili.
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 17:19|SIGNOR PRESIDENTE BLA BLA BLA “DALLA PARTE DEI CITTADINI” ALLA MIA PRIMA MAIL HA RISPOSTO IL TUO SOLERTE GRUPPO DI LAVORO DICENDOMI CHE NON E’ COLPA DELLA REGIOSE SE I SECCHIONI SONO POCHI. ALLORA MI VIENE UNA DOMANDA: CHE LA STATE FACENDO A FARE QUESTA CAMPAGNA?MA PENSATE VERAMENTE CHE I CITTADINI NON SI INTERESSANO AL LORO FUTURO?AL FUTORO DEI PROPRI FIGLI? INVECE DI SPENDERE SOLDI PER MANIFESTI, PUBBLICITA’ IN TV E RADIO, INVECE DI PAGARE TESTIMONIAL, INVECE DI SPENDERE SOLDI PER QUESTA COMUNICAZIONE, INVECE, SIGNOR BLABLA BLA DALLA PARTE DEI CITTADINI, DI PRENDERE L’INDENNITA’ DI COMMISSARIO STRAORDINARIO PER I RIFIUTI TUTTI QUESTI NOSTRI, E RIPETO NOSTRI, SOLDI LI IMPEGNAVI PER ACQUISTARE I CASSONETTI PER LA DIFFERENZIATA I CASSONETTI PER LA RACCOLTA DEGLI UMIDI, PREDISPONI PER FAR SI CHE I RIFIUTI VENGANO RACCOLTI SOPRATTUTTO NEI PAESINI DI PROVINCIA.
|Lasciato il 30 ottobre 2008 alle 19:00|NOI SIAM STUFI DI FARCI PRENDERE PER IL C… FONDELLI DA VOI POLITICANTI PROFESSIONISTI IO MI SONO ROTTO LE SCATOLE DI DOVER TENERE LA DIFFERENZIATA SUL BALCONE.
DIPENDENTI STIPENDIATI DALLE MIE TASSE, VOI CHE DOVRESTE ESSERE A TEMPO DETERMINATO, LA LEGISLATURA, MA CHE IECE CI STATE PRENDENDO LA PENSIONE, VOI CHE PENSATE SOLTANTO AL VOSTRO “GIARDINETTO” METTETEVI IN TESTA CHE DOVET LAVORARE PER CHI VI PAGA, ALTRIMENTI RISCHIATE QUALCHE BEL CLCIO IN CULO…
roberto iorio
Presidente Marrazzo, sono Luca cittadino di Cecchina di Albano Laziale. Vivo sotto il camino del futuro inceneritore da oltre 200.000 tonnellate di Albano Laziale.
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 01:19|Presidente, a me cosa dice? Parla anche a me di differenziata? Perchè non viene qui con la ramazza? Lei che zittiva i bravi con fare deciso ora fa gli interessi di Cerroni.
Perchè invece non racconta a oltre 800.000 persone + Roma dei 4 inceneritori in soli 60 chilometri più due centrali turbogas? Ci spieghi Presidente Marrazzo, sono curioso. Siamo in emergenza da rifiuti ma per costruire un inceneritore occorre del tempo. E intanto l’emergenza? Sa che l’MTB è efficientissimo, costa meno e non causa tumori? Sa, io sono veramente voglioso di riciclare da uomo Sapiens Sapiens, non fare ciò che neppure l’uomo di neanderthal faceva: bruciare.
Presidente non c’è alcuna Arca di Noè per nessuno, privilegiato o meno che sia, è bene che questo Lei lo sappia… soprattutto in tema di nanopolveri.
Le auguro sagge scelte, sicuramente più oculate e giuste di quelle che sta facendo.
Buon lavoro.
Martina: le sue proposte sono ben accette, e servono per alimentare una discussione a cui abbiamo tutte le intenzioni per dare sbocchi concreti. In alcuni casi, però, converrà che solo la sensibilità diffusa, e che quindi arrivi in sedi nazionali, può dare risposta. Parliamo ad esempio degli accordi necessari con la grande distribuzione per la riduzione della produzione dei rifiuti o per il materiale in cui sono confezionate le buste della spesa. Sulle campagne informative siamo impegnati e proseguiremo nel nostro impegno. Nel pratico, ad esempio, abbiamo dato vita con l’assessorato all’Ambiente a un sistema di vendita di detersivi “alla spina” in alcuni grandi centri commerciali. Siamo agli inizi di un percorso virtuoso che vogliamo sviluppare con decisione, anche se ottenere tutto e subito non è semplice e soprattutto non è concretamente nelle possibilità di nessuno. Paghiamo un passato di emergenze, non lo dimentichi, da cui siamo appena venuti fuori. Ora abbiamo la possibilità di costruire, tassello su tassello, un sistema più logico, più virtuoso e soprattutto più conveniente per tutti.
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 11:16|Per il signor Roberto Iorio: Lei ha tutto il diritto di indignarsi, e da parte nostra non troverà risposte polemiche, ma il tentativo dare spiegazioni concrete ed essere costruttivi. Ripetiamo che nelle istituzioni ci sono competenze specifiche, e quello della sistemazione dei contenitori per la raccolta stradale è una esclusiva competenza delle amministrazioni locali e delle aziende municipalizzate che si occupano della raccolta. La Regione, però, sta finanziando nei comuni l’acquisto di compostiere domestiche e sta accompagnando molte amministrazioni nel passaggio alla raccolta porta a porta. Pur volendo, i soldi della campagna istituzionale non avrebbero potuto essere utilizzati per altro, perché erano stanziamenti specifici per la comunicazione. E in ogni caso crediamo che una campagna di sensibilizzazione fosse necessaria, se non altro perché non credo che nella nostra Regione – lo saprà anche lei – tutti i cittadini siano consapevoli dell’importanza della raccolta differenziata. Quanto alla parte polemica, ci dispiace constatare che lei parli per luoghi comuni. Se si fosse informato davvero su indennità e costi della struttura commissariale non avrebbe detto quello che la sua indignazione l’ha portata a dire.
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 11:28|Per il signor Luca:
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 11:53|Sono stato ad Albano meno di un mese fa, e ci verrò ogni volta che sarà possibile e utile. Mi farà piacere incontrarla e incontrare i cittadini di Albano, e le ribadisco che gli unici interessi che difendo sono quelli dei cittadini del Lazio. Rispetto il fatto che lei non sia contento dell’impianto di chiusura del ciclo che il piano rifiuti prevede sul suo territorio, ma mi sento di poterla rassicurare dicendo che le rilevazioni sulla qualità dell’aria saranno rigorosissime, e che la salute di nessuno sarà mai messa in pericolo. Parliamo d’altra parte di un impianto di nuova generazione, che assicura standard altissimi di controllo delle emissioni.
Signor Luca, non siamo più in emergenza da rifiuti, e questo perché siamo riusciti a predisporre un piano che renderà la nostra Regione autosufficiente. L’impianto di Albano, come gli altri tre impianti del Lazio, le politiche di riduzione di produzione dei rifiuti, l’implementazione della raccolta differenziata serviranno per mettere fine alle discariche di tal quale e per ridurre gli spazi necessari per i rifiuti – sempre trattati – in discarica. A regime il sistema sarà autosufficiente e non produrrà emergenze. Nel frattempo avviamo a esaurimento le discariche ancora aperte. Nessuna decisione è facile, ma non decidere sarebbe stato l’unico modo per provocare davvero danni gravi ai nostri territori.
Facile decidere sulla pelle e sulla salute dei cittadini, ignorando gli allarmi dei medici dell’Emilia Romagna o di quelli francesi sugli effetti mortali degli inceneritori!
LE ALTERNATIVE [in sintesi] PDF Stampa E-mail
1- Prima di tutto è necessario ridurre i rifiuti alla fonte, eliminando imballaggi superflui, evitando l’utilizzo di materiali non riciclabili. (Berlino in 5 anni ha ridotto i rifiuti del 25%).
Quando facciamo la spesa dobbiamo cercare di comprare prodotti più riciclabili e scegliere quelli con meno confezioni o imballaggi.
2- Riusare i materiali, lo stato la regione deve incentivare il vuoto a rendere per il vetro, il PET ed altri materiali, premiando a livello economico le aziende ed i privati che lo fanno.
Chi compra una bottiglia e la riconsegna al negozio dopo averla usata, deve avere uno sconto sul prezzo totale.
3- Raccolta differenziata porta a porta, con la quale si può arrivare in meno 6 mesi al 60 – 70% di rifiuti riciclati, abbassando i costi e diminuendo i rifiuti. Questa raccolta prevede di togliere i cassonetti a campana dalle strade in quanto ogni casa avrà i sui cassonetti differenziati e gli operatori ecologici passeranno a casa periodicamente a ritirare i prodotti separati in maniera corretta. Ogni cittadino verrà istruito ad una educazione al riciclaggio e ad una maggiore selezione dei materiali. E’ necessario che le amministrazioni investano nella costruzione di impianti specifici per il tipo di raccolta compiuta. Vicino ad Albano ci sono esempi di raccolta porta a porta con ottimi risultati (Ciampino – Colle Aniene e Decima a Roma). Con il porta a porta si arriva a vari obbiettivi:
* si riducono i rifiuti alla base, perchè si diventa più sensibili all’ acquisto di prodotti con meno imballaggi (circa del 20%)
* si aumenta enormemente la percentuale di raccolta differenziata (da un 20% con i cassonetti a un 60-70%)
* si riducono i costi procapite del servizio di igiene urbana
4- Compostaggio domestico ed industriale, che permette di trasformare la frazione umida dei rifiuti (scarti alimentari) in compost per usi agricoli, ovvero in ottimo terriccio! E’ necessario che vengano costruiti impianti di compostaggio (tra l’altro di facilissima realizzazione) in grado di valorizzare gli scarti umidi e destinarli ad altri usi.
[Ricordiamo che il compost costituisce il 30% dei rifiuti totali.]
5- Trattare il residuo non riciclato (che va dal 30 al 20%) con impianti di TMB a freddo (Trattamento Meccanico Biologico) che comprendono la bioessicazione. Con questi impianti il residuo viene ulteriormente differenziato, l’umido è destinato a compost di seconda generazione ed il secco, attraverso processi meccanici e di bioessicazione, viene trasformato in sabbie utilizzabili nell’industria. Con queste sabbie sintetiche, è possibile costruire mattoni, tavoli e sedie in plastica, ricopertura di manti stradali e riempimenti di vecchie cave. Guarda ad esempio questo.
6- Convertire i vecchi impianti di incenerimento in centri di compostaggio, riciclaggio ed impianti per il TMB a freddo. Questo tipo di impianti sono più piccoli di quelli di incenerimento, meno costosi, creano più occupazione ed hanno un impatto ambientale pressoché nullo!!!
Con questo tipo di soluzioni è possibile arrivare a gestire i rifiuti senza inceneritori e senza discariche. In poco tempo, si potrebbe arrivare all’ obbiettivo “rifiuti zero” come accade già in altre grandi città del mondo che usano le soluzioni suddette.
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 11:58|Gentile Presidente Marrazzo,
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 13:10|abito in una zona a nord di Roma dove è presente ed opera da anni l’Associazione Consortile di Recupero Urbano “Le Cerquette Grandi”, di cui faccio parte. Con gli anni, tanta fatica, e grazie al meccanismo delle opere a scomputo che ci ha permesso di utilizzare i soldi da noi pagati per gli oneri concessori, abbiamo realizzato i servizi primari (fogne, strade, illuminazione), riuscendo a trasformare e rendere vivibile una ex borgata abusiva. E ci stiamo dando da fare per mettere in campo iniziative per salvaguardare e riqualificare l’ambiente dove viviamo; non a caso, nel 2006 proprio dalla regione Lazio che lei presiede, siamo stati indicati, insieme ad altre zone di roma, come prototipo di “quartiere ecologico modello” (http://www.lecerquettegrandi.it/Articoli/quartieri_ecologici.pdf) dove dovevano essere realizzati interventi pilota volti alla sostenibilità ambientale (mobilità, verde urbano, ciclo di smaltimento rifiuti, ecc.).
L’occasione della campagna “Insieme facciamo la differenza” promossa dalla regione ci è propizia per ribadire e ricordare che noi delle “Cerquette Grandi”, come quartiere ove abitano circa 2500 persone, siamo disponibili a partecipare ad iniziative per la salvaguardia ed il miglioramento dell’ambiente che siano, ad esempio, la raccolta differenziata porta a porta così come qualunque altra attività. Ci aspettiamo però non semplici proclami ma interventi seri, ai quali siamo pronti a rispondere in termini di partecipazione e sensibilizzazione dei cittadini.
Buon lavoro e auguri
giorgio pontuale
Mi sono divertito a leggere i suggerimenti che i lettori hanno lasciato in questi due giorni.
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 15:21|Tutti interessanti ed estremamente logici e di non costosa attuazione.
A questo punto mi domando perché iniziative di questo genere, per quanto nobili e per me essenziali, vengono prese dalla Regione che non può mettere i cassonetti o orientare le catene di distribuzione o dare le disposizioni necessarie, mentre i comuni (in particolare quello di Roma) ed i governi centrali sembrano del tutto arretrati rispetto agli altri paesi Europei?
Perché tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni (incluso il precedente che avrebbe dovuto essere particolarmente interessato a tematiche ambientali) ancora non effettuano un esame approfondito delle cose da mettere in campo e non legiferano di conseguenza?
Visto che in due giorni pochi lettori hanno brevemente evidenziato una serie di cose ragionevoli e facilmente attuabili, non capisco perché i governi per anni stentano a indirizzare una vera politica di gestione dei rifiuti.
Non credo che il problema sia nella non volontà dei cittadini di rispettare le regole, ma nella volontà dei governati a lasciare le cose così come sono.
Caro Marrazzo e Tozzi, da quando l’AMA, tanti anni fa, ha messo i cassonetti per la differenziata nella mia zona (S.Basilio – Roma) mi prodigo giornalmente per fare la mia parte e sia a casa che al lavoro ho “installato” i tre contenitori per la carta, plastica/metallo e umido. A volte mi sembro ridicolo perchè vado a separare anche i fogliettini di carta dalle bottiglie di plastica, ma questa è una mania e non ci posso fare nulla…
|Lasciato il 31 ottobre 2008 alle 18:30|Girando però per il quartiere, ho notato che al mercato rionale di S.Basilio vicino ai secchi normali (quelli verdi), ci sono cataste di cassette della frutta, sia in legno che in plastica, per non parlare dei cartoni che straripano dai contenitori!! Allora mi chiedo, che senso abbia la mia meticolosità nel separare in casa quando fuori ci sono degli sprechi pazzeschi di materiale riciclabile..
Quello che propongo è: perchè non mettere proprio li dei cassonetti grandi per la differenziata, adatti ai grossi volumi che fa un mercato? Ci sono decine di chili di imballaggi in cartone, legno e plastica che finiscono nell’unico camion che a fine mattina carica tutto indistintamente…
Spero che il mio consiglio venga preso in considerazione!
Buon lavoro, Alberto Recchia.
Luca Tittoni: RISPONDO ALLA RISPOSTA DEL PRESIDENTE PIERO MARRAZZO
Gentile Presidente Marrazzo,
Innanzitutto desidero scusarmi per alcuni accenti del mio precedente commento qui postato (www.facciamoladifferenza.it). Apostrofare che non fa parte del mio modo di relazionarmi ma d’altronde, non lo nego, la rabbia è molta. Uso la parola rabbia e La invito ad internderLa chiaramente in senso stretto ma affatto contro di Lei o qualcuno in particolare. Uso la parola rabbia, disgusto, nausea perché io sono nato a Marino Laziale, vivo degnamente a Cecchina di Albano Laziale e ovunque sia andato ho sempre portato con me i Castelli Romani. Nel cuore. Lei è giornalista, ha scritto, sa chi e cosa narrava dei e sui Castelli Romani, questo meraviglioso angolo di mondo. Il mio esser radicato a questo territorio alle mie origini che amo, stimo, rispetto, ammiro, e che mi rendono fiero ora mi provoca un sentimento amaro. Rabbia nel vederle non deturpate, bensi devastate, dilaniate, aggredite nel quotidiano da scelte mediocri, discutibili, sicuramente opinabili da tutti. Il mio amore verso questa terra, un amore apolitico che non ha colore e schieramento se non quello genuino, dello sviluppo vero, del progresso, dello sviluppo umano in termini di servizi e qualità della vita. Del passato asfaltato e ignorato.
Premesso ciò e rileggendo il mio precedente commento, trovo come il mio “dire” sia stato anche lacunoso dal punto di vista del merito e, mi permetta, la Sua risposta per certi aspetti non è stata da meno. Mi rivolgo a Lei perché con privilegio rispetto ad altri utenti noto che Lei ha risposto a me di persona e non a mezzo staff. Detto ciò in qualsiasi relazione democratica di dialettica politica e civile mi sento di risponderLe e di invitarLa ad un confronto vero. Innanzitutto credo che occorra sgomberare subito il campo da qualsiasi dubbio da Lei eventualmente sollevato:
1- Io non “tifo” per quell’immobilismo tanto routineggiante e presente nel nostro ex Bel Paese e nelle nostre istituzioni (ad ogni livello e, per carità, non mi sto riferendo in modo esclusivo all’ente che Lei gestisce). Non tifo per quel sistema distorto che garantisce politiche nulle, cioè, appunto, immobilismo. Io voglio scegliere, voglio decidere, voglio caricarmi le responsabilità. Voglio limare le problematiche e ricondurle al fisiologico se non addirittura estirparle. Parlare da un notebook è facile Presidente, governare una regione con pressioni economiche e politiche che piovono da tutte le parti è altra cosa, lo immagino. Però voglio/vorrei far questo con ciò che la comunità, le tecnologie e l’economia mi mettono a disposizione al meglio; non certo con scelte ancestrali preda e frutto del barbaro sovraprofitto monopolista.
2 – Presidente mi perdoni. Temo che ci sia una dicotomia netta tra la Vs tempistica formale e la realtà pratica. Il fatto che Lei dica che non siamo più in emergenza perchè è stato approntato un piano di chiusura del ciclo dei rifiuti ecc ecc.
Ma sa quante politiche in Italia si fermano alla darsena senza toccare mai il molo del porto? Lei lo sa! Il caso rifiuti in Campania? Il famigerato piano rifiuti d’avanguardia della Regione Campania? Dov’è? Lì forse ci sono altre variabili di natura “Gomorriana”? Si e no. Sa quanti ospedali (esempio) non entrano a regime (a proposito il Policlinico dei Castelli Romani? Non so chiedo. Anche perché con un inceneritore a soli 3 km non sarebbe il trionfo della pianificazione territoriale – urbanistica) sebbene messi in agenda, deliberati, valutati (VIA) e appaltati. Il fatto che ci sia l’ok in seno alla regione Lazio per la costruzione futura di questi impianti innanzitutto non ci risolve il problema emergenziale ATTUALE che soprattutto una certa imprenditoria “romana” e parte del mondo a Lei satellite ha dichiarato più volte con toni seriosi e preoccupati di vivere. Emergenza pronunciata a mezzo stampa, quella stampa che Lei conosce, emergenza sillabata con parole dove dire allarmismo significa parlare di eufemismo.Paura, il cittadino deve essere impaurito per renderlo più accondiscendente. E questa attuale emergenza mi creda era riferita ad “altro”, non certo al lasso di tempo tecnico così nomenclato dai suoi collaboratori per via del Suo periodo commissariale. Poi, mi scusi, la frase “RENDERA’ la nostra regione” la usa Lei stesso, il tempo verbale è quello che è, quindi qui qualcosa non torna con quanto dichiarato o potrebbe non tornare.
Le dico guardi, ho sempre provato (ripeto, provato) ad essere privo di preconcetti. Ebbene, Presidente, per farmi male, far violenza su me stesso perchè immaginavo, ho deciso di seguire un incontro organizzato presso l’aula consiliare di Albano Laziale. De Lillo cuore Azzurro. Incontro sia chiaro, PRO inceneritore. Il termine/titolo: Termovalorizzatore, minaccia o risorsa era una boutade. Sarebbero stati più seri dicendo: Elencazione dei vantaggi dell’incenerimento dei rifiuti. Presenti dei validi esperti: un fisico (se non erro, ma credo proprio di non sbagliarmi), un ingegnere del Gaia, un tecnico della Pontina Ambiente.
Sono entrato per rasserenarmi per prendere atto delle sue decisioni a me sovraordinate che da subordinato mi/ti cambiano la vita. Sono uscito terrorizzato, lacerato.
Elencazione dei vantaggi nulla, ologramma, non li sanno nemmeno loro e se li conoscono sono incapaci a comunicare o a vendere la propria merce.
Governatore Marrazzo torni a Roncigliano, torni ai Castelli e venga con costanza. Le dirò di più, venga anche tra dieci/venti anni; sarà in grado di stimare le esternalità negative umane, naturali ed economiche di questa Vs futura opera d’avanguardia.
Io credo che Lei in quanto uomo delle istituzioni e ultimo (se non ultimo sicuramente uno degli ultimi) firmatario di questo ecomostro col pennacchio, dovrebbe spiegare alla popolazione di Roma Sud e dei Castelli Romani più aspetti:
In primis il combustibile con il quale verrà alimentato questo impianto. Non mi dica CDR La prego, sa a cosa mi riferisco.
Le discariche nuove e vecchie, quelle che verranno chiuse, quelle aperte. Indicizziamo gli invasi attualmente presenti in alcuni discariche, confrontiamoli con il numero post incenerimento da rifiuti.
Questo termocombustore vaporizzerà indifferenziata/tal quale o differenziata? Mi dice che senso ha bruciare la differenziata che Lei stesso con questo portale incentiva? In caso bruciasse tal quale, se non subito nel breve/medio termine, si rende conto delle esternalità negative da Roma Sud al litorale passando per i Castelli Romani? Mi parla del sito di “stoccaggio” della differenziata di Aprilia, di Verdegale… so che c’è qualcosa di sottoutilizzato. Sono solo frasi o c’è del vero?
L’acqua. Presidente Marrazzo conosce la nostra situazione idrica? E’ al corrente dell’emergenza vera (non quella della Pontina Ambiente) e costante di tutti i comuni castellani? Non parlo di Albano Laziale, comune ormai devastato che non fa più testo se non per scenari spettrali da horror, parlo di Nemi, Ariccia, C. Gandolfo, Ciampino, Frascati, Rocca Priora (persino alle falde della Doganella e del Regillo!) ecc ecc. E’ al corrente dei valori di Arsenico, Vanadio, Manganese e Fluoro? Sa cosa provoca il fluoro? Io purtroppo lo so benissimo. Conosce il lago Albano, vuole leggere qualche mio umile e modesto scritto sul bacino? Conosce la potabilità, vuole che gliela dica? Altrimenti Le porto io le analisi con i valori specifici, mi dia l’ok in una settimana le porterò le analisi. A questo ecomostro l’acqua chi gliela darà? Un noto politico alla presentazione del nuovo PRG di Albano Laziale ha detto che per le nuove costruzioni previste dal PRG di Albano l’acqua c’è perché ACEA sta facendo un’altra tubatura da 20 cm che fornirà Albano ed un’altra località Mola Cavona (mi perdoni sul nome non ho udito bene non sono sicuro). L’acqua c’è. Oggi. Non è che ci si pone la domanda: “l’acqua oggi c’è ma a questo ritmo nel medio termine potrebbe…” Temo che non ci si ponga proprio il punto, la questione. L’impressione è che ci si soffermi nel dire: “Acea ad oggi mi eroga l’acqua, io costruisco, io faccio l’inceneritore, io utilizzo l’arma di distruzione di massa dei Patti Territoriali, stop. Poi se domani…” non importa, non conta, non ha valore, non rientra nel mio mandato. Capisco che Manlio Cerroni usufruirà della fidata Acea ma io non mi fido, ci sto male. L’Acea è quell’ex municipalizzata che con appositi comunicati stampa fa sapere all’intero comprensorio dei Castelli Romani che la scarsità idrica è dovuta alla poca neve sui Simbruini. In primis sui Simbruini ogni tanto piove anche, poi non credo più ai comunicati stampa dopo aver intravisto due redazioni sebbene faccia Economia. Frattantose vuole, visto che Acea ha sottolineato il tutto, posso indicarLe i valori di neve dell’ultimo decennio sui Monti Ernici e sui Monti Simbruini. Vi scio dall’età di otto anni assaporandone ogni respiro ed ogni latrato della montagna, conosco bene qui luoghi e lo stato neve, Eccetto l’inverno 2006/2007 e quello del 2001/2002 l’Acea dice o può dire per lo più “baggianate” utili al mercato non al cittadino. Le ragioni sono ben altre.
Questo impianto trasformerà soltanto rifiuti laziali? Ne è sicuro? Ce lo garantisce… almeno per la durata del Suo mandato? Sentivo come altri il puzzo del mega business da incenerimento dei rifiuti nel Lazio già dal novembre scorso, ai primi accenni della (temo voluta) crisi campana e dei CIP 6 regionali che qualcuno (da come dicono) reclamava. Avrei voluto chiederglielo direttamente presso il Palazzo Chigi di Ariccia per la presentazione della Collezione Lemme. Purtroppo non ne ho avuto l’opportunità.
Nanopolveri. Montanari a molti non è gradito ma spiega terribilmente bene perché è semplice. Rende chiaro ciò che altri “burocratizzano”. I suoi tecnici, coloro che hanno rilasciato la VIA o altri ancora conoscono il tema? I Suoi uffici sono esperti? Si fida dei dati della Pontina Ambiente o del GAIA o di altri ancora? Ci dia qualche nome. La Pontina Ambiente sventola certificazioni sulla discarica di Roncigliano. Anche Lehman, Parmalat, Enron e Cirio erano certificate da altri in altri ambiti (perdoni l’excursus). Secondo me mancano e mancavano alcune misure basilari di controllo. Ad esempio i pozzi di emung. scavati (credo) vigliaccamente pochi mesi orsono. Sa che in determinati periodi dell’anno un nauseabondo odore di acido si libera dalla discarica e copre tutta la parte sud dei Castelli. Per chi è a Cecchina obbligatorio chiudere persiane e finestre, possibilmente non respirare, ma questo ahimè non è possibile. Certificazioni. Che bari. Non so, non sono provocazioni, mi creda, sto cercando di capire. Ho avuto modo di documentarmi un po’ ovunque non soltanto intervistando Montanari. Ho letto, visto, chiesto ad un mio amico biochimico. Non c’è da stare allegri e la distanza non aiuta affatto. Lei, Cerroni, potete parlare di impianti all’avanguardia, di controlli rigorosi. Bene,ammettiamo che io mi fidi altamente di Lei, ma dopo? Il post Marrazzo presidente? Questo è il paese in cui si manomettono i software per le rilevazioni al camino, in cui l’Arpa sovente è un ologramma e… per natura, ripeto, per natura i famosi filtri non riescono a fare quel che devono fare. Tutto ciò che è xenobiotico ad una cellula è potenzialmente tossico, figuriamoci le nanopolveri. Presidente vogliamo parlarne? La invito umilmente e sinceramente ad un confronto. Questo perché Lei parla tanto di comunicazione (anche recentemente alla presentazione della tangenziale/superstrada di Frascati) ma tutta questa comunicazione dell’ente Regione su di un tema così fondamentale latita. In compenso parlano altri. Ad una“conferenza” presso Albano Laziale un noto ingegnere donna del Gaia parlava di CDR più da esperto di marketing che da ingegnere. Le dirò di più, trasudava una certa fastidiosa presunzione verso il cittadino ovviamente profano del tutto. “I Vs rifiuti, il mio CDR”. Al 90% ho tutto registrato, vuoLe ascoltare?
Zona agricola. Cancelliera è l’ultimo baluardo insieme al Frascati (anche questo lesionato dal cemento), l’ultima zona vinicola veramente d’eccellenza (termine questo inflazionato dall’ASP Colline Romane che purtroppo di eccellenza temo produca ben poco se non qualche concertino commerciale e uno tsunami di cemento per garantire la rendita di enti sovraordinati) e non solo dei Castelli Romani. Ci teniamo le sagre senza la materia prima questo è ciò che accade, il nome senza il prodotto vero. Presidente, verso quale modello di sviluppo, di peculiarità andiamo? Nanopolveri e Malvasia, diossine e olio d’oliva? Non c’è logica non c’è futuro tangibile. Credo che Lei lo sappia benissimo, ma temo che sia dentro un sistema interrelato che richieda quasi per forza certe scelte a cui non ci si può quasi sottrarre.
Quattro inceneritori e due centrali turbogas in soli 60 chilometri. Non citi città del nord, centri abitati verdi con camini a svettare. Se quelli sono modelli abbiamo fallito. Piuttosto prendiamone i dati. Intanto annovero come tra borgo Montello e Malagrotta vi siano soltanto 60 chilometri (satellite). Cosa abbiamo fatto come comunità per meritare tutto ciò? Lei indirettamente, se così staranno le cose, mi propone una sola possibilità, la fuga, andarmene… ed è quello che con immensi sacrifici farò. Il piano d’emergenza del governo prevede un numero di cinque termocombustori in tutta la regione Campania. Lasciamo stare le linee. Presidente siamo vittime del sovraprofitto attuale e futuro di qualcuno con metodiche arcaiche atte a garantire uno status, oppure volete veramente farci credere che la nostra situazione è tale? La “paura”, l’emergenza, a volte non funzionano. Crede che una comunità possa assorbire un simile impatto antropico-industriale senza risentirne? Se per Cerroni e Sorgenia queste sono istanze economiche da vincere per Lei e per noi divengono un problema morale. Etico. Non voglio tediarLa ulteriormente parlando di Germania, di Francia, di alternative reali non fittizie come l’MTB e altro, molto altro che Lei saprà.
Mi rivolgo a Lei Presidente Marrazzo. La Sua risposta per certi versi mi ha sorpreso perché non filtrata, non mediata dallo staff. Diretta, a bruciapelo, chiara come Lei intende difendere le Sue scelte. Io La rispetto ma non condivido. Il confronto è tutto e Lei nella Sua risposta me lo ha offerto di persona. I lettori, e non solo io hanno capito e letto questo. In caso lo rilegga. Non voglio avocarmi nulla, intendiamoci. Incontriamoci. Non cerco niente che possa essere affine ad articoli o altro, niente presidente, non ci penso proprio e non mi interessa. Di fronte allo spettro di un inceneritore di simile stazza me ne farei ben poco e, a questo punto, non sarebbe di valore aggiunto alla comunità. Stando alle Sue parole emergerebbe una disponibilità all’incontro. Tramuti le parole in fatti, non le lasci cadere dando vita ad un sentimento non positivo. Voci me l’hanno descritta poco incline a ricevere delegazioni di Albano Laziale per svariati motivi che non sto qui a sindacare. Le chiedo ciò a fronte della Sua risposta e soltanto in virtù delle parole da Lei spese. Dirima queste voci. 15 minuti di tempo in Regione, non Le ruberò un secondo di più. In pratica vivo dietro gli uffici della Sua/nostra regione. L’inceneritore di Albano e altre tematiche territoriali, un dialogo su ciò che resta del mio/nostro territorio. Tre domande non di più per vivere più sereno, per non esser costretto a fuggire con anticipo e sacrificio dalla paura dei fatti e aiutarmi a capire con maggior compiutezza. Penso che da cittadino costituzionalmente garantito, legato a Lei per diritto di suffragio e sulla base di una Sua anche piccola apertura vorrei avere il privilegio di scambiare qualche parola con Lei sui Castelli Romani e sulle loro distorsioni. Lo staff ha tutti i miei contatti e in caso dovesse esser necessario renderli pubblici non ho alcun problema. Lo facciano pure. In attesa di una Sua cortese risposta e di un Suo positivo riscontro La ringrazio augurandoLe buon lavoro.
Infine un ultima cosa: penso che se Lei fosse ancora conduttore di “Mi Manda Rai Tre” la situazione venutasi a creare tra Malagrotta e Borgo Montello con Albano Laziale nel mezzo, sarebbe stato un tema che Lei e la Sua redazione non Vi sareste fatti sfuggire. Non colga in me provocazioni, colga sincerità estrema, franchezza genuina. Recepisca i miei dubbi e li dissipi. Resto in attesa di un Suo cordiale e prezioso, preziosissimo cenno.
Luca Tittoni
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 12:49|Errata corrige: VEDELAGO.
Luca Tittoni
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 13:26|grande luca,ti faccio veramente i complimenti non solo per il contenuto chiaro e fondamentale della tua mail, ma anche per la forma, semplice ed esplicativa e soprattutto per la pazienza e la voglia di provare ancora la strada del dialogo con persone che hanno dimostrato già in più occasioni d’esser “sorde”!!!!!!!!!!!!!!
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 20:12|ho letto con grande attenzione cio che ha scritto il nostro “compaesano” Luca Tittoni. Essere d’accor-do mi sembra scontato. Noi cittadini dei Castelli non siamo arroganti ne tantomeno maleducati ma ab-biamo l’impressione che qualcosa non quadri.
|Lasciato il 7 novembre 2008 alle 13:07|Non fa riflettere che tantissime persone siano contrarie alla costruzione dell’inceneritori? pensa real-mente che siamo tutti condizionati, tutti un po’ psicopatici?
Ho letto, Presidente, che non si allarma per coloro che “non voteranno” piu a Lei. Ma non crede che così facendo possa dare un altro colpo (forse mortale) al centro sinistra?
Invece credo che dovrebbe ascoltare questo lamento che si espande a macchia d’olio.
Siamo legati alla nostra terra, carente nei servizi elementari consideri Presidente Marrazzo che la ferro-via dei castelli ROMA-FRASCATI, È STATA INAGURATA 7 LUGLIO 1858, al tempo di Pio IX invece la linea per VELLETRI E DEL 1863. A tutt’oggi viviamo come se fossimo rimasti a due secoli (millennio) fa.
Faccio il pendolare e non immagina la mattina cosa significhi prendere il “treno” di coloro che in futuro saranno gli appestati del megamostro di roncigliano.
Tra le altre cose vorrei far notare che oltre all’inquinamento del “particolato” emesso dall’ecomostro si sommerà l’inquinamento da tir che trasporteranno i rifiuti.
Io sono un uomo di sinistra e riprendendo la frase di un celebre attore-regista “faccia qualcosa di sini-stra” e non si omologhi ad un pensiero unico ahime troppo diffuso.
Caro Presidente, qui non si parla di immobilismo, nessun lo desidera, ma desideriamo proposte che tengano lontani gli spettri dell’inquinamento irreversibile.
Riprenda in mano il progetto dell’ecomostro e consideri un altro luogo, ne gioverà l’ambiente ma tutta la politica sana, e ne gioverà anche la nuova Sinistra.
Caro Presidente non ci abbandoni nelle mani di coloro che confondono le persone con numeri, vo-gliamo vivere e non far finta di vivere.
Infine chiedo al dott. Luca Tittoni di informarci dell’eventuale incontro con il Presidente.
Grazie Luca.
Infine voglio ringraziare, sia la Regione a nome del dott. Marrazzo che comunque ha messo a disposi-zione il blog e tutti coloro che partecipano anche in maniera “sanguigna” alle discussioni perche come diceva Giorgio Gaber la DEMOCRAZIA È PARTECIPAZIONE.
UMBERTO
a proposito di immobilismo…qualcuno si occupi anche della inefficientissima raccolta differenziata che viene svolta nei comuni di Tivoli e Guidonia(2 città alle porte di Roma che formano una conurbazione di circa 130.000 abitanti)
|Lasciato il 9 novembre 2008 alle 08:07|