Qualcuno avrebbe preferito la politica che non decide?

di Piero Marrazzo
Mi fa piacere vedere che questo strumento di discussione sta raccogliendo le opinioni di tanti cittadini, e non voglio sottrarmi al confronto, nonostante spesso si cada sulla polemica personale vicina alla maleducazione. A chi è più infervorato e si lascia andare a considerazioni fuori luogo, vorrei semplicemente dire che questo strumento esiste per volontà del presidente della Regione, che legge e risponde direttamente. A chi minaccia “ritorsioni elettorali” voglio far sapere che non ne ho paura, e che è proprio la democrazia a stabilire, per fortuna, che gli amministratori siano sottoposti al giudizio dei cittadini.
Vorrei ricordare – soprattutto ai più polemici – che stanno contestando alcune decisioni. Decisioni che in passato si era fatto di tutto per rimandare. Non so se vi soddisfa di più la politica che non decide, la politica che rimanda. Io ho sempre interpretato il mio ruolo in modo differente, e faccio del mio rapporto diretto con tutti i cittadini del Lazio una prerogativa di questo mandato. Vorrei che la stessa veemenza potesse essere indirizzata a chi questi spazi di discussione non li apre, a chi di questo confronto non ne fa un punto qualificante. Ma lasciamo andare queste puntualizzazioni di poco conto, e passiamo al merito.
Intanto vorrei ringraziare tutti quei cittadini che ci segnalano, se pur impropriamente, le inefficienze delle aziende municipalizzate che si occupano della raccolta dei rifiuti. E’ bene che si crei la consapevolezza di cosa non funziona, e noi siamo disponibili a far presenti a chi di dovere le vostre segnalazioni.
Vedo anche che questo blog sta diventando un punto d’incontro per tutti i cittadini che sono contrari all’impianto di Albano. Rispondiamo a tutti ancora una volta.
Renato trova in contraddizione il fatto che, spingendo sulla differenziata, abbiamo avviato l’iter per la realizzazione del quarto impianto. Non è così, perché vorrei fosse chiaro che nel Lazio, a fronte di una raccolta differenziata al 50%, saranno necessari 4 impianti di chiusura del ciclo. Sono quindi strade che procedono parallele, e una non esclude l’altra. Il piano prevede che, per scongiurare emergenze, arriviamo al 2011 con quattro impianti per la chiusura del ciclo e il 50% di raccolta differenziata. A chi dice che sarebbe meglio il 100% di differenziata senza termovalorizzatori rispondo che sono d’accordo, ma che al momento siamo soltanto al 20% e tutti continuano a produrre rifiuti. Accettare questo pur nobile obiettivo oggi significherebbe purtroppo porre le basi per una catastrofe: sento nelle orecchie le lamentele di chi ancora oggi dice che già raggiungere il 50% è un’utopia. Dovremmo tutti responsabilmente cercare di raggiungere obiettivi concreti, e da quelli ripartire, piuttosto che driblare i problemi e porre l’asticella dove sappiamo che sarebbe troppo rischioso per l’equilibrio del ciclo dei rifiuti regionale.
Sempre Renato si dice preoccupato delle falde acquifere della zona di Albano. Rispondo a lui e anche a Rita, che si chiede come mai la Valutazione d’impatto ambientale sia stata prima negativa e poi positiva. E’ successo perché nella prima procedura non era stata data a chi aveva presentato il progetto la possibilità di presentare le proprie controdeduzioni, e questo avrebbe reso il pronunciamento degli uffici impugnabile di fronte al Tar con grande perdita di tempo prezioso. Tra le controdeduzioni, poi regolarmente presentate, e che sono state la base per la concessione della valutazione di impatto ambientale, c’era – mi spiegano i miei uffici – sia l’assicurazione su un monitoraggio continuo e costante dell’aria, sia quella che l’impianto non avrebbe avuto bisogno di prelievi nelle falde acquifere locali, perché raffreddato ad aria.
A chi continua a dire che non voglio incontrare i cittadini di Albano rispondo ancora una volta che è falso, e la prova è che sono stato a un appuntamento pubblico ad Albano meno di un mese fa, e che sono qui a parlare anche con loro e a dire che se l’impianto di Albano vedrà la luce, se supererà quindi tutte le fasi istruttorie che esistono proprio a tutela della cittadinanza, questo accadrà con il più attento monitoraggio ambientale a tutela della salute di tutti.
Al signor Claudio, che dice di aver smesso di fare la raccolta differenziata per le difficoltà logistiche, vorrei dire di riprendere e di pretendere dalle aziende municipalizzate e dagli amministratori, proprio come fa con noi, i mezzi per poterla fare senza dover ogni volta affrontare una peripezia.
Infine a chi, magari impegnato in associazioni ambientaliste, come Serenella, ci chiede la raccolta porta a porta spinta, rispondo intanto dicendo che il suo impegno per questa causa le fa onore, e poi ponendole un problema pratico. Come lei ben saprà non è la Regione che può né deve per legge farsi carico di un impegno del genere. Spetta a ogni provincia, e a ogni singolo comune, reperire i fondi per attivare questi interventi e metterli in pratica. Consapevole delle difficoltà, e con alle spalle un periodo di commissariamento durato non pochi mesi ma 10 anni, la Regione ha messo a disposizione fondi e competenze, e sta facendo sensibilizzazione. Insieme anche alle associazioni possiamo spingere su ogni amministratore locale perché si faccia carico di questa scelte, ma se questo non avviene non possiamo permetterci di andare alla deriva.
Appena usciti dall’emergenza, non possiamo rientrarci per essere stati troppo ambiziosi. Facciamo oggi, tutti insieme, il possibile per innescare un circuito virtuoso che potrà portarci a dimostrare in tempi ragionevoli la convenienza della differenziata e del porta a porta “spinto”.
Tags: Albano, blog, discussione, raccolta differenziata, termovalorizzatori





Articoli

Caro Presidente, forse Le è sfuggita la parte più critica del mio messaggio, ben venga la raccolta differenziata spinta,
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 17:27|ma come pensa si sentano i cittadini impegnati a operarla, sapendo che i loro soldi vengono però sprecati in investimenti obsoleti… come appunto l’impianto che ho descritto nel mio messaggio precedente, che ha senso di esistere solo se NON SI VUOLE puntare al riciclaggio.
L’impianto che Lei vuole collocare nel nostro comune, che ospita da più di vent’anni la seconda discarica del Lazio, vuole rifiuto NON DIFFERENZIATO, crea CDR da BRUCIARE, e prevede una NUOVA DISCARICA!
Lei la trova una scelta ragionevole? Non i cittadini, non le associazioni ambientaliste.
Ricordo che durante la sua campagna elettorale, lei mi guardò negli occhi (Hotel Imperatore Adriano – Villanova di Guidonia) e mi disse
“…. e comunque non preoccupatevi, Guidonia ha già dato! “
E Lei lo sa che è maledettamente vero!
Naturalmente parliamo di cifre astronomiche, sia per i costi dell’impianto e della gestione, sia per le tonnellate di conferimento dei rifiuti! Per giustificare l’investimento a quel punto NON SI DOVRA’ superare determinate percentuali di riciclaggio, ma per almeno altri vent’anni…. altrimenti sarebbero soldi sprecati, ASSURDO!
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 17:36|Gentile Serenella, su Guidonia si sta puntanto alla raccolta differenziata spinta, con ingenti stanziamenti della Regione Lazio, superiori ai 500 mila euro. L’obiettivo è quindi di ottenere da quel territorio, con la collaborazione degli enti locali di riferimento e auspicabilmente delle associazioni, risultati importanti. L’impianto che lavora il rifiuto non differenziato sarà utilizzato soltanto ciò che non sarà stato differenziato. Il fatto che dalla lavorazione si crei Cdr è un’ulteriore garanzia che le volumetrie di discarica richieste saranno in prospettiva soltanto residuali. E d’altra parte, mi pare di capire che anche la raccolta differenziata al 100% non escluderebbe l’uso di discariche, e che anche quelle tecnologie ancora in sperimentazione come il Tor, che tanti citano, alla fine non farebbero sparire i rifiuti, ma li trasformerebbero in residui liquidi, polveri e Cdr, tutti materiale da stoccare o smaltire. Lei ci chiede come si devono sentire i cittadini del Lazio: io credo che si debbano sentire come i cittadini che, con il loro impegno, possono fare di questa regione un esempio virtuoso sul ciclo dei rifiuti. Siamo tutti impegnati in questa direzionie. Dopo dieci anni di commissariamento, ripetiamo, stiamo offrendo soluzioni concrete: su tutto si può discutere, ma questo ci sembra un fatto. Ripartiamo da qui, e per migliorare, con il contributo di tutti, ci sarà tempo e modo.
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 18:31|Patrizia da Cancelliera di Albano risponde:
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 21:17|non credo di aver avuto tutte le risposte,alcune sono state sommariamente sfiorate, ma non esaudite.State cercando di eludere le preoccupazioni vere degli abitanti di Albano con frasi generiche come”gassificatore di ultima generazione”, “moderni e sofisticati filtri”, che soddisfano solo quelli che non si sono informati.
State dando degli incompetenti a scienziati e medici famosi a livello internazionale che propagandano, a viva voce e gratis, i danni provocati alla salute e all’ambiente da questi impianti, e propongono l’alternativa già sperimentata e riuscita in altri Paesi: l’irraggiungibile RACCOLTA DIFFERENZIATA E IL RICICLAGGIO DEI MATERIALI DA RIFIUTO.
Pensare alla chiusura del ciclo con l’incenerimento è un metodo “barbaro”, che i paesi più civili di noi hanno abbandonato o che stanno abbandonando, per sposare il metodo più sano e più civile che è appunto la raccolta differenziata.
L’incenerimento dei rifiuti non provoca danni dite voi, cosa mi dite degli inceneritore di Pietra Santa di Lucca e di Vercelli che hanno chiuso per falsificazione dei dati di emissione?
Dell’inceneritore di Terni anche quello chiuso e dell’inceneritore di San Vittore?
Mi direte che quelli sono di vecchia generazione,
questo che si costruirà non brucerà CDR? Che cosa uscirà dalla ciminiera? Profumo alla violetta?
Mi direte anche che i filtri sono di nuova generazione, ma come si può intrappolare la diossina che è aria? Come si possono fermare le nanoparticelle? Allora come si può affermare che non fa male, se vicino a tali impianti c’è un aumento di tumori, di malattie respiratorie, di allergie e intolleranze alimentari?
Come mai é stata trovata diossina anche nel latte materno? Anche i nostri bambini sono colpiti da questa corsa economica. Il nostro Paese sta regredendo non si sta sviluppando, perchè si curano solo gli interessi economici di alcuni e non il bene comune.
A quanto pare anche lo staff del presidente che dovrebbe garantire insieme alle altre istituzioni la realizzazione degli obbiettivi fissati, ossia il 50% di RD al 2010 ( precedentemente si era detto il 60% poi avete fatto un passo indietro) non conosce i progetti dei relativi impianti che dovranno essere realizzati. Il progetto da realizzare parla chiaro, l’impianto proposto dalla stessa società che gestisce la discarica, sempre di proprietà del magnate dei rifiuti, il sig. Cerroni, ha un ammortamento di 30 anni, per un investimento di decine di milioni di euro, che nessuno investe se poi l’impianto non riceve il rifiuto indifferenziato, pagato molto bene per ogni tonnellata, con i soldi dei cittadini.
|Lasciato il 4 novembre 2008 alle 21:32|L’impianto sarà costruito per ricevere 190.000 tonnellate di indifferenziato di tutti i comuni dell’ato 2, se tutti questi comuni raggiungessero il 35% l’impianto lavorerebbe molto meno, ma nessuno investe per perdere soldi….. L’impianto recupererà solo circa il 4/5% massimo dei metalli, tutti gli altri materiali andranno in discarica, e solo una parte di quelli con alto potere calorifero,massimo il 30% (si prega di leggere il progetto) come pet e carta andranno a comporre CDR, che verrà combusto anche nei cementifici come ad esempio quello della Buzzi Unicem di Guidonia, uno stabilimento obsoleto, al centro della città già troppo inquinante per Guidonia, nel quale ultimamente dopo alcune denunce la Magistratura sta indagando per dei reati ambientali importanti. Neanche l’umido si salva perché indifferenziato, produrrà un compost grigio, non rivendibile nel mercato e neanche da immettere nelle cave visto che ancora oggi non si conoscono gli effetti per uno stoccaggio del genere. L’umido nella discarica di Guidonia risulta il 35% del totale dei rifiuti (dati APAT), se ci fosse una raccolta pulita dello stesso in impianti anaerobici appositi produrrebbe anche gas oltre che compost di qualità ottimo per l’agricoltura. Se a questo 35% si aggiungesse il riciclaggio degli altri materiali si arriverebbe in pochi anni a più del 60%.
Ma per voi queste sono favole, perché ancora una volta non siete informati, non pensate in grande non guardate le altre regioni tipo il Veneto, le altre nazioni. Nessuno poi ha mai parlato di altri impianti che distruggono i rifiuti, i rifiuti non si possono distruggere, si devono solo riciclare, produrre di meno, riutilizzare. Non si vede una politica sulla riduzione dei rifiuti, del riuso dei materiali, solo di differenziata in piccola percentuale a quanto pare, si parla solo di combustione e di discariche.
Queste ultime serviranno sempre, e proprio per questo si deve fare il massimo per interrare meno possibile i rifiuti, le vostre decisioni non sono per questa direzione, impianti del genere sono obsoleti, e non di carattere sostenibile. Non ci meravigliamo purtroppo, visto che per il consigliere Di Carlo, che non sappiamo se faccia parte o meno dello staff, ma sappiamo che si occuperà dell’attuazione del piano regionale dei rifiuti, ha dichiarato più volte che il raggiungimento della percentuale di differenziato può arrivare massimo al 35%, alla FACCIA della Differenziata, dello sviluppo sostenibile. I cittadini di Guidonia sono stanchi di prese in giro, neanche i centinaia di fax inviati al Dott. La Porta della lettera con la dichiarazione di 49 medici di zona che si esprimo contrari all’impianto in quanto preoccupati per l’aumento di patologie gravi riconducibili all’inquinamento può servire a far cambiare idea. È meno male che aspettavamo da 2 anni un vostro invito come avete promesso per risolvere la situazione.
L’informazione, quella vera, noi la faremo, sempre, perché tutti devono sapere.
Egregio Presidente,
|Lasciato il 5 novembre 2008 alle 07:27|abito a Fiano Romano e sinceramente non ho ancora capito se l’amministrazione Comunale del paese concepisce la raccolta differenziata come strumento per dire ‘anche noi siamo per il rispetto della natura!!’ o per dire ‘visto che ci hanno dato le campane, sarà pure il caso di metterle da qualche parte!!’.
Nel paese la raccolta non viene presa sul serio, a cominciare dalla stessa amministrazione. Pensi che di fronte al palazzo dove abito, vi è solo la campana per la raccolta della plastica…per il vetro e la carta occorre percorrere circa 200 metri. Un bel giorno ho preso coraggio e ho scritto al Sindaco chiedendo l’adeguamento dei contenitori, per tutta risposta ho scoperto che sono di competenza della PROVINCIA!!.
Così ho scritto alla struttura competente provinciale, la quale con molta solerzia e soprattutto gentilezza mi ha comunicato che le campane vengono distribuite secondo un criterio che premia i comuni più virtuosi, però… e c’è sempre un però, mancano gli stanziamenti per aumentare il numero dei raccoglitori…
Il cane che si morde la coda…
E’ la dimostrazione che in Italia vi sono troppi galli a cantare e nessuno che decida veramente la cosa migliore per il futuro dei cittadini.
Cordialmente
Pierdomenico
A chi chiede le specifiche tecniche di ogni singolo impianto, cosa che è stata valutata in tutte le sedi tecniche competenti, la risposta è che ogni progetto è stato approvato mettendo al primo posto la salute dei cittadini, scegliendo tra i progetti presentati e che rispondessero ai requisiti fissati.
|Lasciato il 5 novembre 2008 alle 18:41|Detto questo, sarebbe il caso, per buonsenso, di fermarsi un momento sull’esempio delle altre Regioni: quelle più virtuose – intanto – non vengono fuori da 10 anni di commissariamento. Lì la cultura della raccolta differenziata ha avuto tempo di svilupparsi nel tempo, di entrare a far parte della consapevolezza dei cittadini, così oggi si ottengono i risultati che tutti leggiamo, e a cui noi abbiamo intenzione di arrivare. Qui ci troviamo con percentuali basse di differenziata, e non è da un giorno all’altro che dal rischio Campania possiamo passare al modello Veneto. Qui veniamo da anni in cui nessuno si era posto il problema, e stiamo recuperando il terreno perduto.
Ora ci si chiede che venga calato sul Lazio da un giorno all’altro il sistema migliore possibile. E non ci si pone il problema dei tempi, della effettiva realizzabilità che una “rivoluzione” del genere avrebbe su un territorio e su tante amministrazioni locali che potrebbero essere molto più impreparate di quanto si pensi. Non ci si pone nemmeno il problema del tempo che ci sarebbe voluto per mandare a regime questo “sistema ideale”, e di cosa sarebbe successo nel frattempo in un territorio con le discariche quasi giunte a esaurimento.
Tutto da realizzare in tempi rapidissimi, per giunta, perché se non avessimo preso le decisioni che abbiamo preso il sistema intero avrebbe rischiato il collasso. Un collasso non ipotetico, non una “minaccia”, come da più parti si sente dire, perché c’è la prova: altre Regioni che non hanno agito ci si sono trovate dentro fino al collo. Ma pare che questo non sia interessante, pare che calarsi nella realtà non sia interessante, nonostante alla redazione del piano commissariale siano stati coinvolti – credo sia stata l’unica volta – anche le amministrazioni locali e le associazioni.
Ora, invece di apprezzare i passi in avanti, che scongiurano l’emergenza che si è verificata altrove, ci si sente dire che va tutto male, si rifiuta di fatto di ammettere quali sono i vantaggi della nuova situazione rispetto a quella ereditata. Si Rifiuta di riconoscere i vantaggi dell’uscita dal commissariamento, o almeno si preferisce non parlarne. Non si vuole considerare l’importanza del fatto che ora la gestione del ciclo dei rifiuti torna alla sua sede propria, quella dei comuni e delle province. Si rifiuta addirittura di vedere quanto importante possa essere il ruolo delle associazioni in questa nuova fase. E per di più, senza fare i conti con la realtà, con la cronaca, con i fatti, ma soltanto con la propaganda del migliore dei mondi possibili.
Bene, il presidente di una Regione ha una responsabilità diversa. Ha prima di tutto la responsabilità di non far respirare ai cittadini del Lazio la diossina – quella sì che è davvero diossina – dei sacchi della spazzatura dati al fuoco nelle strade. Questo è un risultato da rivendicare, e di cui tutti dovrebbero essere soddisfatti. Da qui si può ripartire insieme. Si può ripartire nella consapevolezza che la tutela della salute dei cittadini è stato finora il primo punto all’ordine del giorno, per tutte le decisioni prese finora e per quelle ancora da prendere.
Ora ogni territorio potrà essere protagonista, e in ogni Comune le associazioni potranno giocare pienamente il loro ruolo, fondamentale in una democrazia. Vogliamo ripartire da qui? Oppure vogliamo insistere con le polemiche “nostalgiche” dell’emergenza e del commissariamento? A chi sarebbe stata utile una Regione ancora commissariata e in perenne emergenza? Non avrebbe fatto comodo a nessuno, men che meno a un associazionismo serio e intenzionato a far valere le proprie ragioni sul territorio.
La cosa più triste è sentirvi parlare, non riesco veramente a capire dove finisce l’incompetenza e inizia la pigrizia amministrativa, o forse il clientelismo.
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 10:51|Perchè non riuscite a capire che la gente è pronta, LA GENTE VUOLE UN CAMBIAMENTO RADICALE.
Uscire da un commissariamento, per ritrovarci nel medioevo, non servirà a farvi sentire apposto con la coscienza! E lo scoprirete presto, la gente non ha più fiducia nelle istituzioni e questo è grave quanto respirare i veleni di un’inceneritore! Non raccontateci più balle, almeno! Abbiate il buon senso di ammettere i vostri limiti! Non potete essere ambientalisti solo quando non governate, non ci casca più nessuno! Peccato ancora una volta una grande delusione, ne riparleremo tra dieci anni… se ancora vivrò in Italia!
Presidente, non si è mai domandato che cosa avrebbe fatto la destra al suo posto! Io una risposta ce l’ho, la stessa cosa che sta facendo lei! niente di meno niente di più.
E questo la fa star bene?
Cominciamo a cambiare il CIP 6 … e investire VERAMENTE i nostri soldi in energia pulita, e magari anche in Raccolta Differenziata SPINTA!
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 12:00|Ma questa è un’altra favola….
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 12:01|Carissimi,
mi rallegro di cuore per questa campagna, ma non posso fare a meno di farmi sorgere dei dubbi sulla sua efficacia.
Temo infatti che il messaggio non arrivi bene a tutti, ma solo a quelli “già interessati” all’argomento.
Personalmente, sono venuta a conoscenza della campagna dai manifesti sparsi in città e, solo in quanto persona “già interessata” all’argomento, sono andata a visitare il vostro sito dove ho trovato maggiori dettagli.
Credo invece che serva EDUCARE CAPILLARMENTE i cittadini, in particolare CHI NON E’ GIA’ INTERESSATO
Un modo semplice e non troppo costoso potrebbe essere quello di inviare gruppi di volontari in giro per la città, una sorta di “TOUR” quartiere per quartiere, per spiegare con parole semplici agli utenti dei cassonetti il loro corretto utilizzo.
Io personalmente l’ho fatto in più occasioni nel mio quartiere:
- spiegando a un pensionato che “anche il cartone si può gettare nei cassonetti bianchi” (lui lo stava gettando in quelli blu)
- dicendo al negoziante che “gli imballaggi non vanno gettati nel cassonetto generico, ma in quelli differenziati”
- apponendo appositi cartelli esplicativi (fatti a mie spese) sui cassonetti di raccolta differenziata, con buoni risultati.
Insomma, condivido totalmente la politica del dialogo diretto, ma che sia rivolto a tutti, e in particolare a chi “non è già interessato”.
Che ne pensate? E’ una buona idea?
Saluti
Laura Proietti
PS: Molto bella anche l’idea dei codici a barre: bravo Federico
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 12:18|Cara Laura, quando parte un progetto SERIO di raccolta differenziata, quello che tu vorresti fare è la prima delle tappe. Anzi ti dirò di più, ci devono essere persone, selezionate e qualificate, … difficile che un volontario abbia tanto tempo da destinare alla sua pur nobile causa…. che per un periodo di tempo prestabilito attuano un capillare e assiduo porta a porta, con materiale idoneo all’impresa e “formino” i cittadini al loro nuovo ruolo! Illustrandone anche i benefici economici.
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 12:49|Il fatto che a Roma questo non avviene, e non avviene nemmeno nel mio comune, Guidonia, dove l’obiettivo è ancora più ambizioso di quello della capitale, dimostra che pur essondoci i fondi, tutto procede a ritmi lentissimi e insostenibili? Qui la domanda nasce spontanea… Perchè? nella migliore delle ipotesi c’è una dilagante incompetenza da parte di chi gestisce le nostre risorse! Mi dispiace ovattare la tua “partecipazione” ma la cosa va gestita in modo serio a monte, non improvvisata da noi “interessati”…. non capisco il tuo virgolettato, scusa la mia ingenuità!
Saluti
Serenella Di Vittorio
per Laura: i suoi suggerimenti sono preziosi. E’ probabile che questo spazio sia utile per chi è già interessato all’argomento, ma comne vede leggendo i commenti è comunque uno spazio di discussione utile, anche quando i toni probabilmente vanno un po’ fuori dalle righe. Accanto al Blog, però, stiamo dando vita a iniziative itineranti in diverse piazze del Lazio (le trova sul blog, il “fun tour”) rivolte soprattutto ai banbini, e a una campagna di affissioni e spot. Questo è quanto nelle competenze della Regione sulla “sensibilizzazione” e la comunicazione. Accanto a questo ci aspettiamo che ogni Provincia e ogni Comune metta in campo tutto il proprio impegno per attuare la differenziata e formare direttamente i cittadini, per completare un circuito vistuoso che porterà vantaggi a tutti.
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 15:54|Per Serenella: le avevamo già fatto presente che a Guidonia è prevista la raccolta differenziata spinta, e che per questo è previsto uno stanziamento regionale. Quanto ai suoi auspici sul Cip6, saprà bene che non parliamo di competenze regionali. E’ chiaro che se tutti gli strumenti che regolano queste materie, a partire dal livello nazionale, fossero armonizzati, probabilmente sarebbe tutto più semplice. Quanto al resto, noi e personalmente il presidente le abbiamo fatto presenti le nostre motivazioni. Lei è liberissima di averne di diverse.
Voi avete mai visto un comune virtuoso che pratica la RD spinta … e che parallelamente … ospita più di 20 anni una megadiscarica che tale resterà per altri 20 anni, con un impianto concepito per ricevere 190.000 tonnellate di indifferenziato, di altri comuni “presumibilmenete!”, e per di più all’interno dell’unico polmone verde presente sul territorio comunale? …. io purtroppo ci vivo!
|Lasciato il 6 novembre 2008 alle 17:30|Perdonatemi ma non capisco.. si continua a parlare di come, quando, cosa e perchè sulla R.D. e intanto tutto resta come prima…
|Lasciato il 7 novembre 2008 alle 08:29|Mi chiedo perchè in alta Italia o almeno in alcune aree, la raccolta differenziata funziona e invece nel territorio romano e interland (perdonatemi inglesismo..) si può assistere alla vergognosa sfilata di cassonetti, campane stracolme di ogni sorta di materiale. Per cui, mi viene spontaneo chiedermi, cosa c’è che non funziona. Siamo noi cittadini che presi da crisi isteriche, riempono questi contenitori non appena li vedono vuoti, o qualcuno non provvede al loro svuotamento?
Uno opuscolo (ben fatto), che illustri la RD si potrebbe anche distribuire, non dico un porta a porta, ma almeno nei luoghi di maggior affluenza (Chiese, farmarcie, Bar, luoghi Pubblici, ecc.).
Anche perchè non credo che tutti noi sappiamo con assoluta precisione cosa può essere riciclato e cosa no…
Un saluto a tutti..
Caro Marrazzo,
|Lasciato il 10 novembre 2008 alle 09:09|lei le chiama “ritorsioni elettorali” ma si tratta della libera espressione dei cittadini e della volontà popolare. Non le sarà sfuggito che il suo dirimpettaio Zingaretti è stato eletto alla provincia salvandosi dal crollo della sinistra nel Lazio grazie ai voti dei Castelli Romani.
I cittadini dei Castelli non vogliono un megainceneritore che serve a bruciare la mondezza di Roma, prodotta dall’incapacità dei sindaci che si sono succeduti in questi anni (lei li conosce?).
PUNTO
Se gli inceneritori, come dite voi, non fanno male, fateli a Villa Borghese o a Castro Pretorio.
Perchè dobbiamo morire di tumore (noi e i nostri figli e i figli dei nostri figli) per bruciare la mondezza di Roma?
Perchè non si seguono le alternative possibili e concrete già oggi?
Perchè non parla con il sindaco di Capannori (Lucca), il primo comune a rifiuti zero?
E ancora: perchè l’inceneritore non è pubblico (quindi anche mio) anche se è costruito con i miei soldi del CIP 6 (cioè delle mie salate bollete Enel)?
Mi sembra che a queste semplici domande qui non vedo risposte ma demagogia (che come già dicevano gli antichi greci è la corruzione della demagogia).
Voi non mollerete, noi neppure.
Un elettore di sinistra
@ Enzo: Nessuno si merita un inceneritore. Nè i Castelli, nè Roma, nè nessun altro. Qui il discorso deve esser fatto per il Bene Comune non per il proprio giardino.
@ Marrazzo: Comincio da poche parole, tanto Capannori, la provincia di Treviso e Vedelago, credo che per lei siano sempre utopie. Cominciamo allora da Massimina e Colli Aniene. Estendiamo il porta a porta ovunque, facciamo sparire i bidoni “ingoia tutto” e dopo cominciate un vero ciclo del riciclo e non un ciclo di produzione del CDR (Combustibile da Rifiuti). Sono certo che dopo i suoi “termovalorizzatori” (i nostri inceneritori) non avranno niente da valorizzare in quanto sarebbe già tutto valorizzato come MATERIA PRIMA SECONDARIA…quella che compriamo anche dall’estero!
|Lasciato il 20 novembre 2008 alle 09:07|Per esempio su questo sito http://www.buonsenso.info ci sono molti documenti con i quali ci si può informare.
Saluti
un unico suggerimento a Marazzo e suoi collaboratori:
|Lasciato il 20 novembre 2008 alle 12:00|prendete 1 giorno di ferie, andate a Vedelago,(non su Marte, ma in Italia)e fatevi spiegare come hanno fatto a riciclare tutto! e quanto hanno speso.
poi venite qui e in tv e raccontate come hanno fatto .
grazie!
nel fratempo che si libera, per andare a Vedelago, il presidente potrebbe visionare questo filmato:
http://video.google.it/videoplay?docid=5077074483143778069
grazie e buon Lavoro…
|Lasciato il 20 novembre 2008 alle 17:02|Per Luciano. Non vogliamo rispondere per principio alle polemiche, perché questo è un luogo di discussione, non di polemica. E credo si possa apprezzare che sia un luogo di discussione aperto, in cui nulla viene censurato, nemmeno i commenti di chi vorrebbe imporre il proprio punto di vista. Tornando al merito: caro Luciano, siamo certi che lei non ignori il fatto che se le sperimentazioni di Massimina e Colli Aniene sono state realizzate questo è avvenuto grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio, e siamo allo stesso modo certi che lei sappia che sarebbe impossibile per una Regione prendere sulle proprie spalle i costi dell’estensione di queste sperimentazioni su tutto il territorio della Regione. Noi stiamo indicando una via – e credo sia la stessa che auspica anche lei – e stiamo mettendo a disposizione incentivi per intraprenderla. In più cerchiamo di fare sensibilizzazione, e avvicinare anche chi non si è ancora posto il problema.
|Lasciato il 20 novembre 2008 alle 18:01|Sono davvero deluso dalla risposta che ha dato al sig. Luciano, il quale la invitava a ben altra riflessione, non mi taccia di polemica perchè se anche lo fosse non penso sia sterile: se i toni rimangono nel dibattito educato fanno parte della dialettica politica e, soprattutto, della Democrazia.
Lei ha solo ribadito di aver fatto qualcosa di buono per la Regione Lazio, s’è preso i meriti di qualche azione e nulla più. Non mi soddisfa.
Non mi soddisfa che un amministratore pubblico, che gestisce e destina soldi pubblici per conto mio e di altre migliaia di cittadini, valuti solo taluni aspetti dei problemi che è chiamato a risolvere e non altri.
Dalla risposta data al sig. Luciano si evince che il problema, secondo lei, è incentrato sui costi di implementazione “seria” di un ciclo di gestione dei rifiuti.
A molti però risulta che i costi di gestioni “illuminate” dei materiali post consumo siano nettamente inferiori a quelli delle soluzioni “sporche” che sta portando avanti la Regione Lazio di concerto con l’intera lobby degli inceneritoristi.
E l’invito del sig. Luciano andava visto in quest’ottica: la mia impressione è che lei abbia i “paraocchi” quando le si indica Vedelago (TV) come esempio da seguire. Alcuni dati potranno chiarire i termini della questione:
- a Vedelago NON esiste discarica
- a Vedelago NON esiste inceneritore
- a Vedelago circa UN MILIONE (1.000.000) di cittadini sono serviti da questo impianto
- a Vedelago si recupera TUTTO, l’indifferenziato (~1%) diventa sabbia sintentica molto ambita dal mercato edilizio
- a Vedelago con quel genere di gestione si offre lavoro a quasi un migliaio di persone (a Brescia, il più grande inceneritore d’Europa, lavorano solo 70 persone)
- a Vedelago si producono materie prime che si rivendono
- a Vedelago NON si BRUCIA nulla
- a Vedelago si risparmia in SALUTE (ha incluso nelle sue valutazioni questo fattore di costo, visto anche lo stato in cui versa la sanità laziale?)
- a Vedelago con pochi milioni di euro si sono dotati di questo impianto (sono davvero pochi i soldi da sottrarre ai big del fuoco, pensi che in Campania è stato valutato che con metodologie simili basterebbero 10mln di euro per risolvere la questione)
- a Vedelago vanno in “pellegrinaggio” numerosi osservatori esteri (come mai solo esteri?) per studiarne ed acquisirne la tecnologia
- a Vedelago gli impianti si sono realizzati in pochi mesi
- a Vedelago la popolazione non si sogna nemmeno di scendere in piazza, organizzare presidi di protesta, o scrivere al presidente della Regione
E questo è Vedelago, Italia. Mi chiedo anche quanto siano folli, ad esempio, gli amministratori di Sidney, Perth, Tel-Aviv, Seattle, San Francisco (tutti grandi centri) a rifiutare l’incenerimento per investire su una strategia non di emergenza ma di lungo respiro, di cui i nostri figli ce ne sarebbero grati.
Il mio invito, quindi, segue quello di altri “folli” ambientalisti che sin qui hanno scritto -ma cosa avremmo mai da guadagnarci noi? Che interessi di parte potremmo mai avere a spendere energie e tempo a lottare ed informare su questi temi?- ed è quello di andare a far visita a Vedelago, parlare con la disponibilissima dott.sa Poli e, magari, tornare a Roma con idee diverse, più rivolte al bene dei cittadini che l’hanno scelta per amministrarli che non a quello di gruppi industriali che sul mercato dei rifiuti lucrano scommettendo sulla salute di intere generazioni future (non è un caso che in Italia e sottolineo SOLO in Italia, questo mercato abbia raggiunto proporzioni seconde solo all’edilizia ed alla criminilità organizzata).
Pensi che un tempo, per una questione del genere, forse ne avrebbe fatto una trasmissione “dalla parte dei cittadini”.
I miei saluti
——————
Approfondimenti
Vedelago, riciclo al 99% (video):
http://current.com/items/88962046/centro_di_riciclo_di_vedelago_tv_riciclo_al_99.htm
Napoli, 10mln per gestire i rifiuti senza discariche ed inceneritori (video):
http://current.com/items/89473181/napoli_bastano_10mln_di_per_gestire_i_rifiuti_senza_discariche_ne_inceneritori.htm
Carla Poli, la realtà di Vedelago (video):
http://current.com/items/89150533/carla_poli_la_realt_di_vedelago.htm
Rifiuti a riciclo totale (documento):
http://current.com/items/88972982/rifiuti_a_riciclo_totale.htm
Inceneritori, rifiuti e strategia zero (presentazione):
http://perilbenecomunelazio.blogspot.com/2008/05/inceneritori-rifiuti-e-strategia-zero.html
Capannori, strategia rifiuti zero (documento progettuale):
|Lasciato il 20 novembre 2008 alle 20:13|http://current.com/items/89005064/strategia_rifiuti_zero.htm
queste non sono polemiche: sono fatti.
|Lasciato il 21 novembre 2008 alle 00:47|.
che la raccolta porta a porta è un metodo concreto e immediato per portare la percentuale di raccolta differenziata oltre al 60% è un fatto, perchè è quanto accaduto in tutti i comuni che l’hanno adottata, a partire proprio dai quartieri di Roma.
.
gli inceneritori sono velenosi, producono diossina e nanopolveri e fanno venire i tumori: questi sono fatti, non polemiche.
.
caro Marrazzo, tagli le prestazioni alla sanità ma non pensi ai costi sociali dei veleni degli inceneritori.
Gentile Presidente e gentile personale dello staff del Presidente, gentili sì ma evidentemente molto occupati visto che a tuttoggi non ho ricevuto alcun riscontro ad una mail che ho spedito più di un mese fa alla Regione Lazio, alla Segreteria del Presidente, all’U.R.P., all’Assessore all’Ambiente ed a svariati altri uffici della Regione. La mail conteneva il pdf del Rapporto per il 2007 del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici Francesi con cui, al termine di un’articolata e circostanziata disamina, si chiedeva la moratoria degli impianti di incenerimento. Volevo solo che lo leggeste per non perseverare in scelte in merito alla gestione dei rifiuti che solo il profitto o l’ignoranza (intesa come non conoscenza) possono giustificare. Venuta meno l’ignoranza (sempre intesa come non conoscenza) mi piacerebbe sapere quale può essere la giustificazione per la scelta di costruire impianti che oltre ad essere micidiali per la salute e l’ambiente (sfido chiunque a contestarlo), oltre ad essere antieconomici (l’eventuale energia ricavata da cdr è molte volte inferiore a quella ricavabile con il riuso od il riciclo), oltre ad essere antisociali (in termini di posti di lavoro un inceneritore non regge il confronto con un sistema di raccolta differenziata porta a porta) sono anche completamente inutili per lo scopo primario per il quale dovrebbero servire cioè la distruzione dei rifiuti e questo perché come fin dalle scuole medie inferiori ci insegna Lavoisier, non “distruggono” proprio niente ma “trasformano” i materiali in micidiali nanopolveri, gas velenosi, ceneri tossiche da conferire in discariche apposite. A questo punto la domanda è abbastanza spontanea: se sono inutili, micidiali e costosi, perché continuate a volerceli propinare per forza? Se il problema fosse l’ignoranza (sempre intesa come mancanza di conoscenza) vi invito caldamente a visitare il sito del dott. Stefano Montanari, esperto di nanopatologie, oppure quello della Rete Rifiuti Zero, o quello dei Comuni Virtuosi o un altro delle migliaia di siti in cui viene spiegato per filo e per segno come pianificare una gestione dei rifiuti che porti in tempi brevi ad azzerare la necessità di discariche, inceneritori, gassificatori e tutti quegli ameni impianti che tanto piacciono a chi ci lucra sopra.
|Lasciato il 21 novembre 2008 alle 08:20|p.s. non sono Luciano ma vorrei commentare alla risposta data dallo staff: la regione ha indicato la strada per Massimina e non può ovviamente farsi carico di tutta la regione ma con i costi di un solo impianto di incenerimento si possono costruire 60 impianti come Vedelago (costo 5.000.000 di euro)
nessuna polemica! Considerate che io parlo sempre con il sorriso sulle labbra anche se qui non si può vedere in quanto scriviamo su un pc!
A me piace il confronto ma bisogna essere onesti su tutto. Quale è lo scopo ultimo del piano regionale dei rifiuti? Smaltire l’immondizia trasformandola in Cdr oppure ho letto male io il documento?
Le persone invece credono che quando si fa la differenziata (vera) le cose che getta via vengono riutilizzate! Quindi bisognerebbe anche cambiare obiettivo del piano rifiuti, per questo avevo inserito il link di un piano alternativo ( http://www.buonsenso.info/buonsenso/rifiuti_provincia_roma.doc ) con il quale confrontarsi, e non per polemica. Non è un documento scritto da me sia chiaro, ma l’ho studiato con la stessa attenzione con la quale ho studiato quello approvato da Marrazzo!
Inoltre, oltre a ricordare che i soldi per Massimina e Colli Aniene li ha messi la regione, se non ricordo male bisognerebbe anche ricordare la rete regionale rifiuti che ha spinto la regione in questo senso!
@giorgio: cito testualmente il Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics:”Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tutt’altro che rare.”
|Lasciato il 21 novembre 2008 alle 08:55|Presidente Marrazzo, tutto quanto scritto a commento di questo di post perde di utilità ed efficacia di fronte a quanto, in verità una piccola parte, si è visto ieri sera sulla terza rete nazionale nella puntata di “Report”.
Immediate, a questo punto, dovrebbero essere le dimissioni di quel pittoresco personaggio che veste il ruolo delicatissimo di assessore presso la Regione Lazio e che, sotto questo punto di vista, amministra qualche milione di cittadini, loro salute compresa.
Al di là del comico spettacolo offerto da Mario Di Carlo, che già di per se nulla avrebbe a che vedere con la carica da lui ricoperta -ma su questo iniziamo a farci l’abitudine, visto anche il “capocomico” che ci governa-, preoccupano le commistioni tra interessi privati e faccende pubbliche, come da lui stesso ammesso, nella gestione di uno degli aspetti più delicati e cruciali per il futuro dell’intera Regione.
Certo è anche strano cogliere la spudoratezza con cui l’assessore candidamente esterna fatti inconfutabili in quanto da lui stesso sottoscritti.
L’altro aspetto da non trascurare, e che conferma quanto da me ed altri affermato in precedenza su questo sito, è l’assoluta inadeguatezza e dannosità di un piano rifiuti, quello laziale che lei, Presidente Marrazzo, ha approvato e porta avanti da tempo, il quale sbeffeggia ogni pratica virtuosa di raccolta, differenziazione e riciclo dei materiali, a vantaggio invece di azioni industriali poco trasparenti e soprattutto ben dannose per la salute.
Mi piacerebbe sapere, visto che a me non ha avuto la gentilezza di rispondere, cosa ha da dire a suo/vostro discapito di fronte all’affermazione della redazione di Report: “Nel Lazio il piano rifiuti ed il porta a porta così come organizzato, è solo un BLUFF”.
Grazie e buona giornata.
|Lasciato il 24 novembre 2008 alle 10:28|è doveroso da parte sua chiedere le immediate dimissioni di Mario DI Carlo…
|Lasciato il 24 novembre 2008 alle 12:36|da subito.. in un paese normale, sarebbe gia sucesso…
nessun commento da parte dello staff sul post n. 23? non merito proprio nessuna risposta?
|Lasciato il 25 novembre 2008 alle 16:32|