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	<title>Commenti a: Domenica il “Fun Tour” a Civitavecchia</title>
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	<description>Piero Marrazzo - Campagna per la raccolta differenziata dei rifiuti nel Lazio</description>
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		<title>Di: Enzo</title>
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		<dc:creator>Enzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:01:23 +0000</pubDate>
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		<description>Cari concittadini laziali, le chiacchiere stanno a zero. Parlano di differenziata e poi vogliono gli inceneritori costruiti con i soldi nostri (CIP &amp;= soldi delle bollette Enel) che fanno guadagnare solo i soliti privati. Leggete le alternative possibili:

http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/le-alternative-possibili-da-subito-per.html
LE ALTERNATIVE PER NON MORIRE DI INCENERITORI


1 - Prima di tutto è necessario ridurre i rifiuti alla fonte, eliminando imballaggi superflui, evitando l&#039;utilizzo di materiali non riciclabili. (Berlino in 5 anni ha ridotto i rifiuti del 25%).
Quando facciamo la spesa dobbiamo cercare di comprare prodotti più riciclabili e scegliere quelli con meno confezioni o imballaggi.

2 - Riusare i materiali: lo stato, la regione devono incentivare il vuoto a rendere per il vetro, il PET ed altri materiali, premiando a livello economico le aziende ed i privati che lo fanno.
Chi compra una bottiglia e la riconsegna al negozio dopo averla usata, deve avere uno sconto sul prezzo totale.

3 - Raccolta differenziata porta a porta, con la quale si può arrivare in meno 6 mesi al 60 - 70% di rifiuti riciclati, abbassando i costi e diminuendo i rifiuti. Questa raccolta prevede di togliere i cassonetti a campana dalle strade in quanto ogni casa avrà i sui cassonetti differenziati e gli operatori ecologici passeranno a casa periodicamente a ritirare i prodotti separati in maniera corretta. Ogni cittadino verrà istruito ad una educazione al riciclaggio e ad una maggiore selezione dei materiali. E&#039; necessario che le amministrazioni investano nella costruzione di impianti specifici per il tipo di raccolta compiuta. Vicino ad Albano ci sono esempi di raccolta porta a porta con ottimi risultati (Ciampino - Colle Aniene e Decima a Roma). Con il porta a porta si arriva a vari obbiettivi:

* si riducono i rifiuti alla base, perché si diventa più sensibili all&#039; acquisto di prodotti con meno imballaggi (circa del 20%)
* si aumenta enormemente la percentuale di raccolta differenziata (da un 20% con i cassonetti a un 60-70%)
* si riducono i costi pro capite del servizio di igiene urbana


4 - Compostaggio domestico ed industriale, che permette di trasformare la frazione umida dei rifiuti (scarti alimentari) in compost per usi agricoli, ovvero in ottimo terriccio! E&#039; necessario che vengano costruiti impianti di compostaggio (tra l&#039;altro di facilissima realizzazione) in grado di valorizzare gli scarti umidi e destinarli ad altri usi.
[Ricordiamo che il compost costituisce il 30% dei rifiuti totali.]

5 - Trattare il residuo non riciclato (che va dal 30 al 20%) con impianti di TMB a freddo (Trattamento Meccanico Biologico) che comprendono la bioessicazione. Con questi impianti il residuo viene ulteriormente differenziato, l&#039;umido è destinato a compost di seconda generazione ed il secco, attraverso processi meccanici e di bioessicazione, viene trasformato in sabbie utilizzabili nell&#039;industria. Con queste sabbie sintetiche, è possibile costruire mattoni, tavoli e sedie in plastica, ricopertura di manti stradali e riempimenti di vecchie cave. Guarda ad esempio questo.

6 - Convertire i vecchi impianti di incenerimento in centri di compostaggio, riciclaggio ed impianti per il TMB a freddo. Questo tipo di impianti sono più piccoli di quelli di incenerimento, meno costosi, creano più occupazione ed hanno un impatto ambientale pressoché nullo!!!

Con questo tipo di soluzioni è possibile arrivare a gestire i rifiuti senza inceneritori e senza discariche. In poco tempo, si potrebbe arrivare all&#039; obbiettivo “rifiuti zero” come accade già in altre grandi città del mondo che usano le soluzioni suddette.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari concittadini laziali, le chiacchiere stanno a zero. Parlano di differenziata e poi vogliono gli inceneritori costruiti con i soldi nostri (CIP &amp;= soldi delle bollette Enel) che fanno guadagnare solo i soliti privati. Leggete le alternative possibili:</p>
<p><a href="http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/le-alternative-possibili-da-subito-per.html" rel="nofollow">http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/le-alternative-possibili-da-subito-per.html</a><br />
LE ALTERNATIVE PER NON MORIRE DI INCENERITORI</p>
<p>1 &#8211; Prima di tutto è necessario ridurre i rifiuti alla fonte, eliminando imballaggi superflui, evitando l&#8217;utilizzo di materiali non riciclabili. (Berlino in 5 anni ha ridotto i rifiuti del 25%).<br />
Quando facciamo la spesa dobbiamo cercare di comprare prodotti più riciclabili e scegliere quelli con meno confezioni o imballaggi.</p>
<p>2 &#8211; Riusare i materiali: lo stato, la regione devono incentivare il vuoto a rendere per il vetro, il PET ed altri materiali, premiando a livello economico le aziende ed i privati che lo fanno.<br />
Chi compra una bottiglia e la riconsegna al negozio dopo averla usata, deve avere uno sconto sul prezzo totale.</p>
<p>3 &#8211; Raccolta differenziata porta a porta, con la quale si può arrivare in meno 6 mesi al 60 &#8211; 70% di rifiuti riciclati, abbassando i costi e diminuendo i rifiuti. Questa raccolta prevede di togliere i cassonetti a campana dalle strade in quanto ogni casa avrà i sui cassonetti differenziati e gli operatori ecologici passeranno a casa periodicamente a ritirare i prodotti separati in maniera corretta. Ogni cittadino verrà istruito ad una educazione al riciclaggio e ad una maggiore selezione dei materiali. E&#8217; necessario che le amministrazioni investano nella costruzione di impianti specifici per il tipo di raccolta compiuta. Vicino ad Albano ci sono esempi di raccolta porta a porta con ottimi risultati (Ciampino &#8211; Colle Aniene e Decima a Roma). Con il porta a porta si arriva a vari obbiettivi:</p>
<p>* si riducono i rifiuti alla base, perché si diventa più sensibili all&#8217; acquisto di prodotti con meno imballaggi (circa del 20%)<br />
* si aumenta enormemente la percentuale di raccolta differenziata (da un 20% con i cassonetti a un 60-70%)<br />
* si riducono i costi pro capite del servizio di igiene urbana</p>
<p>4 &#8211; Compostaggio domestico ed industriale, che permette di trasformare la frazione umida dei rifiuti (scarti alimentari) in compost per usi agricoli, ovvero in ottimo terriccio! E&#8217; necessario che vengano costruiti impianti di compostaggio (tra l&#8217;altro di facilissima realizzazione) in grado di valorizzare gli scarti umidi e destinarli ad altri usi.<br />
[Ricordiamo che il compost costituisce il 30% dei rifiuti totali.]</p>
<p>5 &#8211; Trattare il residuo non riciclato (che va dal 30 al 20%) con impianti di TMB a freddo (Trattamento Meccanico Biologico) che comprendono la bioessicazione. Con questi impianti il residuo viene ulteriormente differenziato, l&#8217;umido è destinato a compost di seconda generazione ed il secco, attraverso processi meccanici e di bioessicazione, viene trasformato in sabbie utilizzabili nell&#8217;industria. Con queste sabbie sintetiche, è possibile costruire mattoni, tavoli e sedie in plastica, ricopertura di manti stradali e riempimenti di vecchie cave. Guarda ad esempio questo.</p>
<p>6 &#8211; Convertire i vecchi impianti di incenerimento in centri di compostaggio, riciclaggio ed impianti per il TMB a freddo. Questo tipo di impianti sono più piccoli di quelli di incenerimento, meno costosi, creano più occupazione ed hanno un impatto ambientale pressoché nullo!!!</p>
<p>Con questo tipo di soluzioni è possibile arrivare a gestire i rifiuti senza inceneritori e senza discariche. In poco tempo, si potrebbe arrivare all&#8217; obbiettivo “rifiuti zero” come accade già in altre grandi città del mondo che usano le soluzioni suddette.</p>
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