La piena autonomia per me è una regola

25 nov 2008

di Piero Marrazzo

Ho da poco finito di registrare “Dossier 56” e il tema dominante è stato, come è normale in questi giorni, quello dei rifiuti. Durante la trasmissione ho potuto chiarire che non esistono rapporti stretti tra me e Co.La.Ri.

Io rapporti falsati non ne ho! Sono uno che ha fatto dell’autonomia piena una regola. E’ vero, nella Regione c’è una presenza forte del privato, ma io l’ho ereditata. E’ un errore che ci sia un solo privato ad andare avanti sull’impiantistica, e non il pubblico, ma non potevo mica chiudere Malagrotta. Resta il fatto che il pubblico deve tornare a svolgere un ruolo centrale, ma da parte del Comune c’è da sciogliere la questione Ama-Acea.

Prima di acrivere questo intervento ho letto i vostri interventi e ringrazio chi mi testimonia il proprio sostegno, e vorrei riuscire a rispondere a tutti.
E’ difficile perché iniziate a essere molti. Ogni suggerimento, però, sarà utile. Anche le polemiche sono utili, anche le ragioni di chi la pensa diversamente dai cardini con cui è stato redatto il piano.

Rimanendo all’attualità, credo che oggi il sindaco di Roma debba velocizzare la decisione sulla nuova discarica. Serve l’indicazione di un nuovo sito, e bisogna decidere se farla gestire al pubblico. Anch’io ho detto che bisogna chiudere Malagrotta. Ma bisogna dire qual è la nuova discarica. E prima ancora si deve realizzare il nuovo impianto ad Albano. Altrimenti è prematuro parlare della realizzazione di un nuovo impianto. E poi dove si farebbe un altro impianto? E con quali risorse?

Io ho messo quaranta milioni di euro per gli impianti e trenta milioni per la raccolta differenziata ordinaria. Ora bisogna chiedersi che cosa fa Ama per la raccolta differenziata. Che cosa fa il comune di Roma per la differenziata? Io ci ho messo la faccia e i fondi. Ma non sono il commissario e la regione che possono amministrare la raccolta. Noi abbiamo presentato un piano regionale rifiuti che poggia le sua fondamenta sulla raccolta differenziata. Certo che se il comune di Roma non fa la differenziata, è evidente che gli impianti non bastano.

Prima di concludere torno sulla questione Report, e vorrei precisare che Mario Di Carlo non ha svolto nessuna attività decisionale sulle scelte più importanti in materia di rifiuti: deleghe e firme sono sempre rimaste mie. Quanto alle vicende giudiziarie sul nuovo impianto di Malagrotta, io rimango sempre dalla parte della magistratura. La magistratura fa bene a chiarire tutto perché se ci fosse stato qualcuno sotto di me, negli uffici regionali,  che ha sbagliato,  deve pagare. Lati oscuri non ce ne devono essere.

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36 commenti a “La piena autonomia per me è una regola”

  1. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Caro Marrazzo,
    .
    lei non è diverso da Di Carlo: finge di dialogare ma poi prende in giro i cittadini. L’inceneritore di Albano, voi lo chiamate impianto perchè vi vergognate a dire alla gente che morirà di tumore per la diossina, le polveri sottili, le nanoparticelle e le altre porcherie emesse dall’inceneritore.
    .
    Dovrete passare sui nostri corpi per fare l’inceneritore, è bene che ve lo mettiate bene in testa.
    .
    Ad Alemanno chieda perchè non fa la raccolta porta a porta in tutto il comune di Roma, invece di chiedere il suo giocherello-inceneritore.
    .
    I soldi degli inceneritori li risparmi e li usi per ridurre i rifiuti, riciclare, differenziare la raccolta, usando le tecnologie alternative che NEANCHE NOMINATE come il Trattamento Meccanico Biologico a freddo e la bioessicazione.
    .
    Cari concittadini, difendiamoci con le nostre mani e i nostri cuori da questa gente senza scrupoli e senza cervello.
    .
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/

  2. andrea scrive:

    Caro Marrazzo,
    grazie per il suo impegno per la raccolta differenziata, una cosa che forse io non capisco, o non è chiara è questa:

    Se lei mette 30 milioni di € per la raccolta differenziata, e questi 30 milioni vengono letteralmente bruciati nell’inceneritore “perchè la carta e la plastica bruciano bene” (come dice Di Carlo), allora sono 30 milioni SPRECATI.

    Se lei come giustamente o meno, dice che non è il responsabile di questa presa in giro dei cittadini, allora denunci la situazione, cerchi il responsabile e faccia in modo che la nostra raccolta differenziata non finisca MAI PIU’ bruciata e ci faccia riacquistare la fiducia nelle istituzioni e nella sua faccia.

    Per tornare come dice lei sul caso Di Carlo, uno che ha gestito la “monnezza” del comune di Roma, ed adesso la gestisce in regione, ed è a conoscenza che la carta e la plastica (che noi con enorme spreco di tempo e di risorse giornalmente differenziamo) vengono sistematicamente dirottate negli inceneritori qualche ruolo nella faccenda lo ha oppure no?

    Lei cosa ne pensa?

    Un ultima cosa, sicuramente incenerire ulteriormente la spazzatura e costruire un altro inceneritore ad Albano, a mio avviso non è un ottima idea… troviamo altre soluzioni magari, oppure se dobbiamo fare questo inceneritore costruiamolo lontano dai centri abitati e facciamo in modo che il suo impatto ambientale sia bilanciato al massimo.

    apprezzo in ogni caso il suo intervento nel cercare di chiarire la situazione.

    saluti
    andrea

  3. enza scrive:

    caro presidente, ma lo sa che con 30 milioni di euro + 40 milioni per gli impianti si possono costruire 14, ripeto quattordici, impianti come quello in funzione a Vedelago (TV) che serve 1.000.000 di cittadini e che ha raggiunto il 100% di riciclo senza discariche e senza inceneritori. questi sono dati che ormai conosciamo tutti, perchè voi continuate ad ignorarli? perchè vi ostinate a volerci infliggere discariche ed inceneritori? siete consapevoli che non potete più nascondervi dietro l’ignoranza? siete consapevoli che prima o poi qualcuno vi chiederà conto dei danni che fate e non potrete giustificarvi dicendo: non lo sapevo. la sig.ra Carla Poli, proprietaria dell’impianto di Vededlago, è andata a Napoli il 29 ottobre alla Camera di Commercio. Non c’era neanche un politico ad ascoltarla. questo il link per chi vuole ascoltarla http://napoli.blogolandia.it/2008/10/30/carla-poli-alla-cciaa-di-napoli-a-napoli-bastano-10mln-di-e-per-gestire-i-rifiuti-senza-discariche-ne-inceneritori-video/

  4. veronica scrive:

    Si deve costruire QUELL’impianto ad Albano?

    Quando parlate di valorizzare i prodotti agricoli della nostra Regione, quando stanziate fondi per una o l’altra iniziativa enogastronomica, quando dite ai romani di consumare prodotti a km0, … sapete che quelli sono altri soldi e parole buttati al vento?

    Sì perchè se da una parte volete aiutarci a valorizzare i nostri prodotti (parlo da agricoltore) dall’altra ce li uccidete costruendo l’ennesimo AMMAZZA ARIA nella zona…

    E venga a fare questo Wine&Agro-Tour Presidente!

    Le faccio io da guida. Sono apolitica, nè di destra nè di sinistra, amo SEMPLICEMENTE SOSTENERE chi non segue il motto “MORS TUA, VITA MEA”….venga a vedere quanti agricoltori ci sono: il biologico, biodinamico, ci stanno bene sotto l’inceneritore? Poi che farete? i farete anche chiudere perche annaffiamo con acque inquinate? Il caso Avvelenitaly, non ci ha insegnato nulla? La mozzarella alla diossina è solo la punta dell’iceberg…Preveniamoli i problemi! Tuteliamo il territorio, i prodotti tipici, le Doc prodotte qui, dove volete costruire…
    W Vededlago! Se proprio dovete….

  5. gianni scrive:

    Visto che con le parole non riusciamo a farci capire, si guardi questi filmati caro Presidente (e caro Alemanno e caro Zingaretti)
    Se a gestione dei rifiuti fosse come quella dei video non sarebbe necessario costruire nuovi inceneritori.
    1.http://it.youtube.com/watch?v=qiEocZZ3b_g
    2.http://it.youtube.com/watch?v=WYYUK004BhE
    3.http://it.youtube.com/watch?v=X8egCU6ECx4

  6. gianni scrive:

    riscrivo i link che nel commento precedente non appaiono
    http://it.youtube.com/watch?v=qiEocZZ3b_g
    http://it.youtube.com/watch?v=WYYUK004BhE
    http://it.youtube.com/watch?v=X8egCU6ECx4

  7. alessandro liberati scrive:

    Grazie per questa indifferibile campagna, Presidente, e anche per il suo essersi messo in gioco. Per aumentare il livello di credibilità e per un’ottimizzazione dei risultati,suggerisco che alla campagna di comunicazione si affianchino misure per l’implementazione e la gestione della raccolta differenziata a partire dalle situazioni più facilmente controllabili, magari dalle stesse sedi della Regione Lazio. Se in via Rosa Raimondi Garibaldi qualcosa si fa, non così in altre sedi, come quella di viale del Caravaggio. Dopo un paio di tentativi abortiti nell’ultimo anno (cui avevano partecipato con entusiasmo i dipendenti e gli stessi operatori dell’azienda di pulizie), e dopo qualche ovvio rimpallo di responsabilità siamo stati lasciati soli. Non serve la presenza di pochi contenitori ’specchietto’ nei piani bassi della palazzina E, perché qui di fatto non si separa nulla, come è stato appurato. Permetteteci di differenziare utilmente: siamo tutti pronti!

    Alessandro Liberati

    |Lasciato il 26 Novembre 2008 alle 11:07|

  8. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Caro Marrazzo,
    le faccio una richiesta pubblica alla quale spero vorrà rispondere.
    .
    Ma lei lo ha visto il video dell’intervento della signora Carla Poli dell’impianto di Vedelago (vedi sopra intervento di Enza)?
    .
    Secondo lei la Poli è una matta? Oppure racconta frescacce?
    .
    Secondo lei a Treviso sono tutti pazzi? Magari saranno leghisti ma pazzi non credo!

    Il sistema di Vedelago può funzionare? Lo sa che serve un milione di abitanti?

  9. andrea scrive:

    allego sito internet del progetto Vedelago… http://www.centroriciclo.com

    visto che siamo così efficienti, perchè non ci assume tutti al posto di Di Carlo nel suo team? Il comune, la regione, la provincia e compagnia bella risparmierebbero un sacco di soldi con un iniziativa come quella di Vedelago, in 6 mesi (tempo di costruirla) si risolverebbero i problemi della città e magari facciamo anche una bella bonifica a malagrotta eh?

    dai Marrazzo, facci sperare un pò che qualcosa si può veramente cambiare…

    andrea

    ps
    se trovassi la mail del sindaco scriverei volentieri anche a lui. Grazie della disponibilità.

  10. Luciano scrive:

    Beh…dopo aver letto tutti i commenti alla presa di responsabilità del Pres. Marrazzo delle cifre che verranno spese per SMALTIRE e non gestire i rifiuti, e far aumentare l’incidenza di malattie tumorali e cardiovascolari a Roma e dintorni….beh cosa mi rimane da aggiungere?
    Conti della serva: 5 impianti stile Vedelago = 25 milioni circa e rimangono 45 milioni per tutto il resto…senza avere incidenza sulla spesa della Sanità che, con il piano d’incenerimento rifiuti Marrazzo, sono decisamente destinate ad aumentare.

    Presidente….ha mai provato davvero a chiedere agli abitanti di Albano se un impianto stile Vedelago AL POSTO dell’attuale discarica sarebbe ben accetto???

    …Invece leggo dal suo post che continua DA SOLO (tra lei ed alemanno evidentemente…i cittadini poco contano…) a parlare di costruire NUOVI impianti pubblici e NUOVE discariche pubbliche…

  11. raduta laura scrive:

    parole, parole!!
    ma se neanche in regione sapete fare la differenziata!! svegliatevi!
    basta mangiare sulle spalle di chi poi va a morire di tumore!!! lei ha avuto genitori morti poi di tumore…la prego, in memoria loro, smetta di fare finta di non sapere! se farà delle cose coraggiose, rimarrà nella storia!!e la rivoteremmo!!ma faccia un passo avanti, lazio a rifiuti 0 entro il 2015! lei sa che si puo , dando lavoro(tanto), e spendendo poco (relativamente alla spesa per “impianti”di incenerimento=morte).
    ci faccia vedere come è bravo!(e non colluso con interessi privati!)

  12. gianni scrive:

    Ho finito le parole…me ne sono rimaste solo 3:
    CENTRO RICICLO VEDELAGO (l’unica soluzione se non volete che la gente si incateni ai termovalizzatori che l’unica cosa che valorizzano è il patrimonio di Cerroni).
    Si informi e poi ci spieghi nel dettaglio quali sono i motivi per cui non può essere costruito un
    CENTRO RICICLO.

  13. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Vetro a rendere?
    .
    C’è un progetto Fipe Confcommercio, Legamebiente, Peroni, San Pellegrino ecc. ecc. per riportare le bottiglie di bevande vuoto a rendere in bar, ristoranti, alberghi ecc.
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/torna-il-vetro-rendere-anche-roma.html
    Perchè non lo adottiamo SUBITO in tutto il Lazio, a partire dalla città di Roma?
    Se davvero non vogliamo essere come Napoli (come ripete sempre Marrazzo) perchè no?
    Alemanno, Zingaretti, Marrazzo: dove siete? Che fate?
    Noi siamo stufi del circolo vizioso “consumare, buttare, discarica, inceneritore”!

  14. Luciano scrive:

    Giro un messaggio per Veronica e per tutti gli altri che mi dicono “non passi”. Siccome sono certo che non ci sia censura su questo blog dove si cerca il confronto con i cittadini lo posto tale e quale:
    Ciao Veronica, vorrei poterti “rassicurare” ma non posso averne la certezza.
    In ogni caso il Commissariamento è finito: se il Presidente Marrazzo col suo ultimo atto da Commissario non ritirerà la decisione di costruire un INCENERITORE ad Albano (neppure il coraggio di chiamarlo col suo nome…) ne sarà penalmente e civilmente responsabile per i danni patrimoniali, esistenziali e ambientali che potrebbe provocare.

    In Italia fortunatamente siamo ancora in uno stato di diritto.
    La zona dei castelli romani è prevalentemente agricola: piazzare industrie insalubri di 1 categoria, a termini di legge è perlomeno complesso.
    Esistono leggi che fanno espresso divieto di allocare in terreni dove si producono prodotti agricoli e alimentari di qualità DOC, DOP, DOCG, IGT, impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.

    In questo blog stiamo assistendo, non a un dialogo, ma a monologhi di un Presidente che in tre anni vi posso testimoniare non ha mai incontrato la Rete regionale rifiuti del Lazio: la sola causa scatenante della presenza anche a Roma del porta a porta (il solo sistema risolutivo, innanzitutto a livello economico), nei quartieri di Colli Aniene, Decima, Massimina.

    Quando poi il Presidente Marrazzo si prende i meriti di aver “finanziato con 30 milioni” fa abbastanza sorridere pensare che solo per trattare 1/9 della produzione giornaliera di “rifiuti” di Roma (nel modo più costoso e immorale) il Commissariato ha autorizzato Colari a incamerare almeno 180 milioni di euro di denaro pubblico confermando di fatto le “ordinanze Verzaschi” del marzo 2005.
    Per quanto “legale” è un atto profondamente illegittimo derubare la collettività via Enel contro la direttiva 2001/77/CE, e prima o poi tutti gli italiani lo sapranno come vengono destinati i loro soldi e a chi.

    Senza sussidi occulti NESSUNO costruisce inceneritori, e questo il Presidente Marrazzo lo sa perfettamente, anche se non risponde.

    Il sistema Vedelago è ottimo Veronica, ma per poterlo sfruttare bisogna attivare la separazione secco umido su tutto il territorio laziale.
    Con i cassonetti stradali, la gestione che in un centro di riciclo come Vedelago viene valorizzata diviene molto difficoltosa se non impossibile, come ha ben spiegato anche Report domenica sera.
    La purezza del materiale è importantissima: non si può avere materia pulita coi cassonetti e le campane stradali.

    Il mio sito è a disposizione di tutti per approfondire tecniche di separazione spinta dei materiali già oggi a disposizione di più di 8 MILIONI di italiani (e lo staff di questo blog parla di “paesini”: incredibile).
    Non mi sembra che questo blog possa spiegare o rispondere, non vi aspettate risposte: discariche e inceneritori sono solo smaltimento.
    La gestione è un’altra cosa.

    Roberto Pirani
    http://www.buonsenso.info

    La lista video vale più di mille spiegazioni (comprese le mie!)
    Aggiungo un video in particolare dell’Assessore di Colorno Marco Boschini:

    http://www.comunivirtuosi.org/index.php/news/4-news-generica/106-marco-boschini-a-treviso

    vale più di tutti i discorsi perchè tratta di FATTI conclamati, non di opinioni.

  15. Gianluca Bracca scrive:

    In effetti il commento di Gianni è una sfida lanciata alla (per ora presunta) coerenza e buon senso del Presidente Marrazzo.

    Rinnovo e mi accodo alla richiesta:
    .
    .
    “Presidente Marrazzo, Sindaco Alemanno, gradiremmo conoscere in maniera dettagliata quali sono gli impedimenti a che si costruiscano impianti di recupero e riciclo e conseguente catena del rifiuto -differenziazione, porta a porta, tariffa puntuale…- sulla falsariga di esperienze già avviate ed efficienti come Vedelago(TV).
    Se pubblicamente lei o chi per lei deste risposte a questo, molti cittadini forse si metterebbero l’anima in pace, soccombendo all’inevitabilità dei vostri impianti di incenerimento.
    Ad oggi, a parte decantare le lodi di questi mostri ecologici, nessuno ha realisticamente ’smontato’ modalità operative, costi, impatto ambientale, tempi e risultati ottenuti da alternative sostenibili quali uno o più centri riciclo. Grazie.”
    .
    .
    In ultimo mi preme ricordare che madre natura non ha previsto nel suo complesso ed equilibrato funzionamento la produzione di “protesi” inorganiche (le varie suppellettili che a montagne inondano le discariche) e soprattutto non ha mai previsto il FUOCO quale forma di recupero o smaltimento di materiali organici e non.
    Quindi è già contronatura produrre plastiche e derivati sintetici, lo è ancor di più tentare di trasformarli in altre composizioni tossiche per l’ambiente e per l’uomo che dentro ci vive.
    Continuare ad insistere su questa fallace strada è solo un procrastinare le vere soluzioni a questo ormai gigantesco problema con l’aggravante di aggiungere sempre più dispensatori di malattie e morte al mondo futuro dei nostri figli.
    Ci pensi e se ne ha il coraggio se ne prenda pubblicamente la responsabilità: anche l’amianto è stato un tempo “pulito” per industriali e politici, quegli stessi che oggi in piccolissima parte ne rispondono di fronte alla legge.

  16. gianni scrive:

    Questa settimana non perdete la puntata di CHI L’HA VISTO…si parlerà dello Staff di Marrazzo

  17. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianni
    Ci dispiace deluderla, non ci sono stati commenti perché la discussione si stava sviluppando da sé, con un bel botta e risposta tra i lettori. Abbiamo letto tutto, anche le affermazioni “pesanti” che non condividiamo in alcun modo e di cui soltanto gli autori sono reponsabili.
    A tutti i cittadini che hanno parlato dei “rifiuti zero” abbiamo già risposto più di una volta, ma riceviamo di rimando slogan e ogni tipo di ironia. Non c’è problema, ma non si capisce per quale motivo continuare a dare la stessa risposta a chi non vule sentirla. Comunque, per riassumere: nel Lazio, per uscire dall’emergenza, si sono fatte delle scelte. Non si è scelta la via di risolvere tutto con i termovalorizzatori, non si è scelta la via dei rifiuti zero. Si è scelto di arrivare al 2011 con il 50% di raccolta differenziata e il 50% di rifiuti da trattare per produrre Cdr da destinare ai quattro impianti già esistenti o autorizzati nella Regione. Questo nel massimo rispetto e mettendo in campo tutti gli strumenti per la tutela della salute dei cittadini, che è il nostro impegno principale. In un territorio in cui siamo al 20% di differenziata, e in cui in molti credono che già il 50 sia inarrivabile (mica saremo soltanto noi a sentire queste voci!)questa è una scelta che consente di creare la sensibilità verso la differenziata che porterà poi a creare modelli ancora più virtuosi. Tutti gli esempi citati nei commenti sono esempi che andrebbero adattati a una metropoli e che, dove sono stati adottati, è stato grazie a lunghi processi di sensibilizzazione. Lo stesso esempio di Berlino, che pure non troviamo calzante, proviene da 30 anni di sensibilizzazione sulla differenziata.
    Questa è la scelta che è stata fatta per il Lazio, questi sono i motivi che hanno portato alla decisione. Tutto il resto sono fantasie o legittime aspettative di cittadini ambientalisti. Che però non possono far finta di non vedere qual è la cornice legislativa in queste materie, quali sono le scelte dei governi, quali sono gli atteggiamenti di molti amministratori locali. Sbarcare tutti insieme su uno spazio aperto alla discussione per attaccare chi comunque si prende le proprie reponsabilità è molto semplice e gratificante per chi lo fa, ma non dà un grande contributo a risolvere i problemi.

  18. gianni scrive:

    Sono contento che alla mia ironia è seguita finalmente una Vostra risposta netta (anche se condita di un pò di rancore)che non avevo letto fino ad ora anche se voi sostenete il contrario. Delle affermazioni “pesanti” se ne prende la responsabilità chi le ha fatte io non le ho mai fatte perché non è nel mio stile. Se pensavate che in questo blog ci sarebbero state solo voci inneggianti alle vostre decisioni e nessun parere contrario forse avevate fatto male i conti nonostante tutti coloro che sono intervenuti invece siano favorevoli al confronto e lo hanno dimostrato non semplicemente “attaccando” ma proponendo anche soluzioni alternative. Per quanto riguarda le responsabilità purtroppo ci sono onori e oneri e nessuno qui vuole sostituirsi a voi e nessuno sta mettendo in dubbio la vostra professionalità.Quello che chiediamo sono soprattutto informazioni e chiarezza di cui ne abbiamo il diritto in quanto è in gioco la salute nostra e dei nostri figli. Forse è per questo che a volte la discussione si fa accesa anche se non mi sembra che sia mai scaduta in banalità e volgarità.

  19. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Signori del fantomatico staff,
    in primo luogo dite a Marrazzo (c’è anche una rubrica con questo titolo, no?) che potrebbe degnarsi di rispondere personalmente ai cittadini.

    L’arroganza che mostrate nei commenti è pari solo alla vostra scarsa conoscenza dei problemi e alla meccanica e ossessiva ripetizione degli slogan presidenziali.

    Nei quartieri di Roma dove è stata avviata la raccolta differenziata porta a porta, in pochi mesi si è arrivati al 60%: ma di cosa parlate? Ma almeno informatevi e non fate queste figure pietose. Gli inceneritori (non gli impianti, la Unione Europea ha detto che dovete parlare di inceneritori e anche su questo una buona volta informatevi), gli inceneritori, dicevamo, sono figli solo degli interessi che abbiamo ben visto durante la puntata di Report.

    Ah: mi pare di aver letto solo commenti nei limiti della dialettica democratica, quindi le vostre minacce relative alle “…affermazioni “pesanti” che non condividiamo in alcun modo e di cui soltanto gli autori sono responsabili…” potete anche tenervele. Se ci sono commenti offensivi o volgari dovete eliminarli o purgarli come si fa normalmente nei forum, invece di piangervi addosso.
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/

  20. lo staff del presidente marrazzo scrive:

    per Enzo
    Il presidente Marrazzo risponde ogni volta che può, e può verificarlo andando a vedere nei commenti e nei post già pubblicati.
    In secondo luogo, la raccolta differenziata nei quartieri di Roma, come abbiamo più volte puntualizzato, è stata finanziata proprio dalla Regione Lazio. Siamo quindi ben consapevoli dei risultati. Certo, lei condividerà che la Regione non può e non ha il compito di finanziare la raccolta differenziata per tutti i comuni, ma di stabilire le regole e incentivare queste pratiche. Ci sarebbero altri destinatari per le sue critiche, speriamo ne sia consapevole. Infatti sono le leggi dello Stato a fissare gli obiettivi di raccolta differenziata, e sono i comuni e le aziende municipalizzate o i consorzi a occuparsi della raccolta. Il piano commissariale della Regione Lazio è stato messo a punto nel rispetto delle leggi dello Stato e ha avuto l’approvazione del Governo.
    Infine, abbiamo già risposto sugli impianti per la chiusura del ciclo: il piano commissariale ne prevede 4, e serviranno per il 50% dei rifiuti che al 2011 non sarà raccolto con il sistema della differenziata. Da più parti affermano che 4 impianti sono pochi, ma questa è la soluzione che si è deciso di adottare, puntando sulla sensibilizzazione dei cittadini per raggiungere gli obiettivi che in altre Regioni e in altri paesi sono stati raggiunti grazie a un percorso durato decenni. Paghiamo anche questa arretratezza, ma ci stiamo finalmente muovendo.
    Saprà bene che per arrivare a quel 50%, che al momento è un obiettivo ambizioso vista la media regionale, c’è bisogno della collaborazione di tutti, anche della sua. Speriamo sinceramente che voglia dare il suo contributo, al di là della battaglia che ha deciso di condurre contro i termovalorizzatori. Più si riuscirà a essere efficienti con la raccolta differenziata, meno ci sarà bisogno di impianti per la chiusura del ciclo.

  21. Enzo - Inceneritori' No, grazie! scrive:

    Caro Gianni, cari concittadini,
    ci prendono in giro e ignorano i fatti di cui parliamo.
    Dite la verità una buona volta: avete ripetuto in ogni riunione che l’inceneritore di Albano avrebbe bruciato solo la monnezza dei Castelli Romani e ora scopriamo che arriveranno fiumi di autotreni da Civitavecchia.
    Ma di che cosa parlate?
    L’inceneritore lo fate ad Albano perchè i terreni sono di cerroni e perchè vi serve la vicina discarica per buttare le ceneri altamente tossiche residuo dell’incenerimento che sono pari a un terzo del volume iniziale.
    Ma che razza di soluzione è quella di ridurre a un terzo i rifuiti avvelenando l’aria?
    E’ una soluzione per ignorare e rimandare il problema, magari sperando di rivincere le elezioni.
    Ma per voi i cittadini hanno proprio l’anello al naso?
    Ma credete che nessuno di noi viaggia, va all’estero, oppure semplicemente in qualche comune del Lazio o fuori in cui si fa la differenziata moderna, la porta a porta, la riduzione dei rifiuti alla fonte?
    Cari concittadini, autoorganizzatevi, parlate con il vicino di casa, boicottate in ogni modo queste politiche suicide e medievali.
    Il 5 dicembre intervenite in massa davanti alla regione Lazio in via della Pisana per dire No agli inceneritori!

  22. gianni scrive:

    @Enzo: io tempo con questi non ce lo perdo più : hanno fatto intendere che ormai le decisioni sono prese e non hanno intenzione di tornare indietro. Mi chiedo a che serve questo blog, se hanno intenzione di estendere la raccolta porta a porta a tutta la città (ne dubito) si fa come in tutte le altre parti : si invia materiale informativo direttamente ai cittadini dove si spiega prodotto per prodotto come va fatta la raccolta, si dà un periodo di ambientamento e poi si comincia a sanzionare i negligenti.
    “Non si è scelta la via di risolvere tutto con i termovalorizzatori, non si è scelta la via dei rifiuti zero”…come sempre si è scelta la via del compromesso e del temporegiamento e non del decisionismo d’altronde “la verità sta nel mezzo”.[...]“Questo nel massimo rispetto e mettendo in campo tutti gli strumenti per la tutela della salute dei cittadini, che è il nostro impegno principale”…sì andatelo a dire ai cittadini di Malagrotta e al WWF.
    ” Tutto il resto sono fantasie o legittime aspettative di cittadini ambientalisti”…o l’una o l’altra decidete (parola poco conosciuta in politica) anzi dimenticavo: “la verità sta nel mezzo”.

  23. Luciano scrive:

    Vorrei commentare delle frasi dello Staff che riporto di seguito, che danno a noi degli “ambientalisti” (noi ci siamo documentati…non ci fidiamo delle VOCI), mentre nelle loro frasi si legge “l’indottrinamento”:
    1) “Infine, abbiamo già risposto sugli impianti per la chiusura del ciclo…”;
    COn i vostri 4 inceneritori non c’è nessuna chiusura di nessun ciclo! Il ciclo dei materiali è il riciclo, in natura non esistono rifiuti! invece voi chiuderete la linea retta “estrarre-utilizzare-bruciare” che è contro natura. Inoltre ricordate sempre ai vostri elettori che il 30% della quantità bruciata rimane poi in discarica come cenere pericolosa!
    2) “Si è scelto di arrivare al 2011 con il 50% di raccolta differenziata e il 50% di rifiuti da trattare per produrre Cdr da destinare ai quattro impianti già esistenti o autorizzati nella Regione.”;
    Esatto! Avete scelto! Non è che non si possa realizzare la differenziata porta a porta….è solamente che avete scelto di fare il contrario! Altrimenti sarebbe stato difficile trovare una scusa per poter bruciare comunque qualcosa…
    3) “In un territorio in cui siamo al 20% di differenziata, e in cui in molti credono che già il 50 sia inarrivabile (mica saremo soltanto noi a sentire queste voci!)”
    Ecco…appunto le voci! Io, finora le uniche persone scettiche su quanta differenziata si possa raggiungere sono CERRONI (ma guarda un pò…) e Marrazzo ed il suo staff! oltre ai vari Bassolino, Bertolaso etc etc….guarda caso tutti quelli che propongono inceneritori…

    A tutto ciò….potrei avere i vostri commenti al piano rifiuti alternativo, proposto più volte in link? Vista la vostra vasta preparazione sull’argomento potrete sicuramente illuminarmi sul perchè non si possa realizzare….
    http://www.buonsenso.info/buonsenso/rifiuti_provincia_roma.doc

  24. staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Luciano
    Ci creda, non ci sono indottrinamenti né altro, e speriamo di dimostrarlo anche con questa risposta.
    Il documento che lei propone nel link è pienamente condivisibile. Di più, è già condiviso. Al di là del fatto che sia “tarato” soltanto sulla Provincia di Roma, è una dichiarazione di intenti che si integra perfettamente con il piano commissariale e i suoi obiettivi. Mira infatti al raggiungimento del 50% di raccolta differenziata entro il 2011, per arrivare a circa il 60% per il 2015. Sono esattamente gli stessi obiettivi previsti dal piano in vigore, compresa la riduzione della produzione di rifiuti, l’incentivazione del porta a porta e il monitoraggio costante sui risultati. Non si tratta quindi di un piano alternativo, ma di un piano che condivide gli obeittivi del piano commissariale e li proietta, dopo il primo passo condiviso del 2011, fino al 2015. E’ esattamente quello che diciamo da tempo anche su questo blog. Da nessuna parte, in quel documento, però, si legge che non ci sia bisogno di termovalorizzatori. D’altra parte è il piano “per la riduzione dei rifiuti urbani e l’implementazione della raccolta differenziata”: non spiega quindi come trattare il 50% di rifiuti che fino al 2011 (e il 40% entro il 2015) non sarà raccolto adottando la differenziata. Questo perché se – come è vero – si arriverà entro il 2011 al 50% di raccolta differenziata, è anche vero che per il restante 50% di rifiuti prodotti sarà necessaria una soluzione diversa dalla discarica. Se non fosse così, le discariche del Lazio andrebbero esaurite molto prima della fine del periodo di transizione, che è comunemente individuato al 2011. Quindi, per concludere, il piano contenuto nel link che ha pubblicato si può e si deve realizzare, non soltanto per la Provincia di Roma ma su tutto il territorio regionale. E’ esattamente lo sviluppo del piano commissariale su un singolo territorio, e ricalca l’obiettivo della Regione Lazio. Questo, ovviamente, senza entrare nello specifico dei fondi necessari e delle strategie dell’amministrazione, che ha ovviamente in proposito tutta la propria autonomia.

  25. Luciano scrive:

    Ok. Ma non mi sembra che nel documento si parli di bruciare alcunchè ma di gestirlo…Riporto alcune brevi parti del documento che relazionano il fatto che non c’è bisogno dei vostri TERMOVALORIZZATORI quindi i nostri INCENERITORI. (invito nel frattempo a cercare il termine che vi ostinate ad usare in un qualunque dizionario…per questo ho scritto i termini in maiuscolo)
    Riporto:
    …Il tema della prevenzione non può però essere affrontato con efficacia se non viene coniugato in modo sinergico con azioni di riorganizzazione del sistema di raccolta…
    …La rimozione dei cassonetti stradali spinge anche i cittadini a cambiare le vecchie abitudini…
    …La seconda priorità che il D.I. intende perseguire è il riciclaggio di materia. La scelta di privilegiare il riciclaggio rispetto al recupero energetico deriva dalle seguenti considerazioni:
    • il riciclaggio ha maggiori effetti sulla prevenzione dei rifiuti rispetto al recupero energetico, perché richiede la raccolta differenziata, che coinvolge i consumatori nella catena di gestione dei rifiuti, e li spinge a diminuire la produzione di rifiuti (ad esempio diminuendo gli acquisti di prodotti non riciclabili);
    • dal punto di vista strettamente energetico, è stato ormai ampiamente dimostrato che mantenendo la struttura esistente del materiale anziché bruciandola, si può minimizzare il materiale e l’energia necessari per ottenere un nuovo prodotto;
    • il riciclaggio, essendo maggiormente labour intensive rispetto al recupero energetico, produce maggiori livelli occupazionali.

  26. Luciano scrive:

    …senza aggiungere il solito invito ad una gita presso Vedelago ed il Consorzio Priula per vedere con i propri occhi che non serve incenerire nulla. Serve solo un amministrazione che abbia il coraggio di muoversi per il cittadino in tutto e per tutto, piuttosto che assecondare l….vetusti modi di vedere i rifiuti…per così dire!

    Invito tutti, soprattutto voi dello Staff, a leggere questo (la situazione a Salerno a luglio…) http://starbearer.wordpress.com/2008/08/05/salerno-in-15-giorni-raggiunto-il-90-di-raccolta-differenziata/
    dove c’è la dimostrazione che il cittadino può fare, ma deve essere supportato dall’amministrazione….ma purtroppo non è detto che, nonostante l’alta percentuale di differenziata poi l’amministrazione non decida di costruire comunque un inceneritore….
    …a pensar male sembra tutta una questione di soldi e incentivi statali….

  27. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Luciano
    Mi dispiace contraddirla, ma nel documento che lei ci propone non c’è scritto da nessuna parte che non ci sia bisogno di termovalorizzatori. E i passi che lei cita sono riferiti – ci sembra chiaro – alla parte di rifiuti raccolti con la differenziata. Siamo d’accordo su tutto, ma ci sembra chiaro che il documento si riferisca alla produzione di Cdr rispetto alla frazione di rifiuti raccolti con la differenziata. D’altra parte il documento parla di “riduzione dei rifiuti urbani e implementazione delle raccolte differenziate”, e ha l’obiettivo – proprio come il piano regionale, del 50% entro il 2011. Il documento non indica da nessuna parte come trattare il rimanente 50%, che nel frattempo sarà stato raccolto in maniera indifferenziata. Il presidente di una Regione deve pensare anche a questo, a come cioé smaltire tutti i rifiuti prodotti nella Regione, non soltanto il 50%. La inviteremmo infine a riflettere su un fatto: come mai il piano che lei definisce “alternativo”, ma che alternativo non è, in quanto si attaglia perfettamente al piano commissariale, ha esattamente gli stessi obiettivi di differenziata di quello Ragionale? Non le viene da pensare che quel 50% entro il 2011 sia il frutto di uno studio serio? Se quella percentuale va bene sul piano che lei propone, perché dovrebbe essere da bocciare quando la propone la Regione? Il resto dei suoi esempi sono interessanti, ma applicarli su metropoli è in questo momento troppo rischioso. Sarà meglio prima aver stabilizzato la situazione, e poi ambire a obiettivi più alti. Proprio come si legge sul documento che ci ha proposto, e che non parla né di Vedelago né di altri consorzi. Applicare queste modalità su metropoli non è semplice e non può essere sperimentato sull’orlo di un emergenza. E se sta per citare Los Angeles o Perth, come aveva fatto ieri Enza, le facciamo presente che lì la sensibilizzazione dura da molto più tempo, e soprattutto sono grandi città urbanisticamente molto diverse dalle nostre. Se volessimo fare lo stesso confronto con Londra, Bruxelles, Madrid o Parigi si accorgerebbe che raramente in quei centri la raccolta differenziata supera il 50%. E noi, intanto, proprio a quel 50% miriamo.

  28. gianni scrive:

    Carissimo Marrazzo,
    E bello poter parlare con lei anche se in maniera indiretta.. io sono dalla sua parte e so che la sua onestà ed abnegazione ci sono molto utili per salvare dal disastro questa regione….
    Non posos pero’ tacere dopo la visione di REPORT la quale ha mostato molto bene che la gestione dell’affare rifiuti nel laziop è stata delegata ad un privato che (da privato) se ne infischia del bene comune e pensa solo al bene delle sue tasche!
    Tutto questo mi fa molto dipsiacere perchè io nelle giunte di Sinistra ci ho creduto e ci credo ancora…..
    Anche se vedendo la faccia e le parole(e qui mi fermo) del suo assessore Di Carlo……

    Dalla intervista rilasciata dal Sig. Di Carlo certo non trapela la voglia di migliorare uno status quo fin qui fallimentare!!
    Marrazzo PERCHé NON LO CACCIA!! Cosi puo andare a mangiare a coda alla vaccinara con L’imprenditore di turno?
    NOI cittadini ROmani E laziali! Vogliamo che vi sediate attronoad un tavolo Comune Provincia E Regione! e che ci risolviate almeno questo enorme problema dei Rifiuti!!
    LA RACCORLTA DIFFERENZIATA A ROMA E IN LAZIO NO FUNZIONA!!!
    E’ fatta male!! VA RIPENSATA!

  29. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianni
    La ringraziamo innanzitutto per le parole gentili, e cerchiamo di dare risposta a quanto ci chiede:
    Report parlava nello specifico di Roma, dove come immaginerà la situazione esistente l’abbiamo ereditata. Il presidente Marrazzo crede fermamente nel ruolo del pubblico nella gestione del ciclo dei rifiuti, e nei suoi atti ha sempre cercato di favorire questo tipo di soluzione. Tra i proponenti del progetto sul termovalorizzatore di Albano, ad esempio, il privato in questione è presente al 33% con Ama e Acea che detengono il restante 66. Inoltre nel resto della Regione non si può in nessun modo parlare di monopolio, perché discariche, impianti di trattamento e impianti di chiusura del ciclo sono sia privati e sia pubblici, e non fanno mai capo a nessun “monopolista”.
    Quanto all’assessore Di Carlo, dopo l’intervista con Report ha rimesso il suo incarico, e il presidente Marrazzo ha assicurato che non lo affiderà più al di fuori del suo staff.
    Quanto alla collaborazione istituzionale con Comune e Province crediamo sia fondamentale, e proprio per questo il presidente incontrerà nelle prossime ore il sindaco Alemanno e tutti i presidenti delle Province del Lazio. Vogliamo che l’aumento della raccolta differenziata sia un’esigenza condivisa e vogliamo che tutti gli amministratori siano coinvolti in questo progetto.
    Del fatto che la differenziata non funzioni in molte realtà non smetteremo di chiedere conto ai singoli amministratori, perché riteniamo che raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti sia una importante battaglia di civiltà.

  30. laura raduta scrive:

    ma avete capito che la parola termovalorizzatore non esiste?!
    vi posso prestare il mio vocabolario!
    e quando si incommincerà a fare la differenziata anche nella sede della regione?
    avete mai sentito di compostaggio?

  31. Luciano scrive:

    Volevo farvi notare che una mia risposta in questo post continua ad essere in “attesa di pubblicazione”…infatti ho provato a ripostarla una seconda volta non ottenendo effetto….
    queste sono le date in cui ho lasciato il commento:
    |Lasciato il 3 Dicembre 2008 alle 10:58|
    |Lasciato il 3 Dicembre 2008 alle 18:27|

  32. Luciano scrive:

    @Staff e per tutti:
    Nel documento da me citato non c’è scritto da nessuna parte
    che ci sia bisogno di inceneritori.
    …Cosa ben diversa….
    e non capisco dove vediate così chiaro che “il documento di si riferisca
    alla produzione di Cdr…”quando si dice chiaramente: “che è stato
    ampiamente dimostrato che mantenendo la struttura esistente del materiale
    anzichè bruciandola, si può minimizzare il materiale e l’energia per
    ottenere un nuovo prodotto”.
    Il documento non parla di differenziata dei nostri soliti bidoni
    ingoia-tutto, ma dice di prediligere il porta a porta come
    soluzione più sensata. Sul resto del materiale per il quale ci
    vorrà più tempo per portarlo come differenziato ci sono i
    soliti TMB, i centri riciclo etc etc…
    Nessuno dice che alla regione e alla base dei vostri studi non
    ci sia serietà e vi si prenda per stupidi….al massimo si potrebbe,
    con un pò di malizia pensare forse a troppa furbizia per sfruttare
    gli ottimi studi per altri fini.
    Insomma vi piacciono le percentuali del piano proposto,
    ma non siamo d’accordo sul TIPO di differenziata.
    Si parla di 50% di differenziata porta a porta,
    voi parlate del 50% di differenziata dei cassonetti Blu e bianchi.
    Ora il presidente della regione, credo, debba pensare si a come
    gestire il 50% che non viene raccolto in modo differenziato…
    (notare il termine gestire non trattare…) e credo che debba
    deciderlo non solo nel termine di “velocità nel farlo”,
    ma nei termini economici più vantaggiosi per la regione e
    quindi la cittadinanza.
    Ora i costi dei centri riciclo li abbiamo già detti prima (5 milioni
    a centro circa), ed abbiamo visto che con molti meno soldi di
    quelli stanziati dal piano Marrazzo se ne costruirebbero molti
    di più rispetto agli inceneritori (che poi necessitano anche dei
    fondi statali (distolti alle vere fonti rinnovabili) per campare…i famigerati
    cip6) e quindi la scelta è anti-economica.
    Gli inceneritori producono energia? e quanto ci costa questa
    energia per essere prodotta (per bruciare serve altra energia…
    mi sembra ovvio…)?
    Poi dobbiamo contare i costi di NUOVE discariche, perchè, come
    sappiamo il 30% della materia bruciata torna in polveri nocive che
    devono essere sversate in discariche.
    Nel costo contiamo quanta altra energia ci vorrà per costruire
    nuovamente i materiali che avrete bruciato? Quindi alla fine
    della fiera non c’è convenienza economica.
    Se poi vogliamo contare i costi in termini di sanità dovuti
    alle diossine “in termini di legge”(non di legge naturale…)
    sparse nell’aria, alla nanopatologie derivanti dai materiali che
    usciranno dai filtri di ultima generazione….basta leggere cosa dice
    l’OMS (da un comunicato stampa del lontano 22 giugno 2005),
    che calcola in 28 miliardi di euro la cifra che l’Italia potrebbe
    risparmiare riducendo l’inquinamento atmosferico da particolato.
    A tutto ciò possiamo togliere un numero decisamente basso di nuovi
    occupati, al contrario del sistema porta-a-porta+centroriciclo che
    porta a molte nuove assunzioni (..autofinanziate dallo stesso sistema…)
    Non capisco la “buona amministrazione” che un presidente di regione
    dovrebbe avere dove sia nel caso della scelta CDR+Inceneritori.
    Un ottimo amministratore riuscirebbe a creare ricchezza “dal nulla”,
    piuttosto che spendere molti più soldi di prima…per nulla!
    Rivendere, tramite centri riciclo e TMB (possibilmente di proprietà
    regionale o comunale…), materie prime secondarie porterebbe tanti
    soldi in cassa a fronte di investimenti decisamente bassi.
    Secondo voi i cittadini farebbero molta fatica a darvi la materia
    prima, cioè i rifiuti, visto che poi i soldi tornerebbero alla collettività?
    Credete che i cittadini non vi aiuterebbero a costruire centri riciclo e
    Tmb vicino alle loro case, visto che porterebbero sul serio lavoro senza
    danni alla salute?
    Mi si continua a parlare di rischi…rischi del NON FARE.
    Ma qui il discorso è ben diverso: si parla di FARE COSE DIFFERENTI…
    di fare scelte diverse da quelle fatte finora in Italia, perchè solo in
    Italia si continua a fare scelte del genere.
    Termino con 3 links di documenti o articoli contenenti documenti che
    possono far riflettere e imparare di più sull’argomento….se letti…
    1) Il documento dei medici francesci contro l’incenerimento:
    http://www.rrrlazio.it/DOCUMENTI/medicifrancesicontroincenerimento.pdf
    2) Il Comunicato dei medici italiani sul piano salute e rifiuti:
    http://procidaniuse.wordpress.com/2008/08/12/medici-contro-gli-inceneritori/
    3) La sapete quella dell’inceneritore che inquina quanto un’auto?
    http://www.pressante.com/ambiente-e-salute/1133-la-sapete-quella-dellinceneritore-che-inquina-quanto-unauto.html

    |Lasciato il 3 Dicembre 2008 alle 10:58|

    |Lasciato il 3 Dicembre 2008 alle 18:27|

  33. Luciano scrive:

    Divido un commento in 2 parti, che non viene preso perchè forse troppo lungo. Parte 1:
    @Staff e per tutti:
    Nel documento da me citato non c’è scritto da nessuna parte
    che ci sia bisogno di inceneritori.
    …Cosa ben diversa….
    e non capisco dove vediate così chiaro che “il documento di si riferisca
    alla produzione di Cdr…”quando si dice chiaramente: “che è stato
    ampiamente dimostrato che mantenendo la struttura esistente del materiale
    anzichè bruciandola, si può minimizzare il materiale e l’energia per
    ottenere un nuovo prodotto”.
    Il documento non parla di differenziata dei nostri soliti bidoni
    ingoia-tutto, ma dice di prediligere il porta a porta come
    soluzione più sensata. Sul resto del materiale per il quale ci
    vorrà più tempo per portarlo come differenziato ci sono i
    soliti TMB, i centri riciclo etc etc…
    Nessuno dice che alla regione e alla base dei vostri studi non
    ci sia serietà e vi si prenda per stupidi….al massimo si potrebbe,
    con un pò di malizia pensare forse a troppa furbizia per sfruttare
    gli ottimi studi per altri fini.
    Insomma vi piacciono le percentuali del piano proposto,
    ma non siamo d’accordo sul TIPO di differenziata.
    Si parla di 50% di differenziata porta a porta,
    voi parlate del 50% di differenziata dei cassonetti Blu e bianchi.
    Ora il presidente della regione, credo, debba pensare si a come
    gestire il 50% che non viene raccolto in modo differenziato…
    (notare il termine gestire non trattare…) e credo che debba
    deciderlo non solo nel termine di “velocità nel farlo”,
    ma nei termini economici più vantaggiosi per la regione e
    quindi la cittadinanza.
    Ora i costi dei centri riciclo li abbiamo già detti prima (5 milioni
    a centro circa), ed abbiamo visto che con molti meno soldi di
    quelli stanziati dal piano Marrazzo se ne costruirebbero molti
    di più rispetto agli inceneritori (che poi necessitano anche dei
    fondi statali (distolti alle vere fonti rinnovabili) per campare…i famigerati
    cip6) e quindi la scelta è anti-economica.
    Gli inceneritori producono energia? e quanto ci costa questa
    energia per essere prodotta (per bruciare serve altra energia…
    mi sembra ovvio…)?

  34. Luciano scrive:

    Parte 2:
    Poi dobbiamo contare i costi di NUOVE discariche, perchè, come
    sappiamo il 30% della materia bruciata torna in polveri nocive che
    devono essere sversate in discariche.
    Nel costo contiamo quanta altra energia ci vorrà per costruire
    nuovamente i materiali che avrete bruciato? Quindi alla fine
    della fiera non c’è convenienza economica.
    Se poi vogliamo contare i costi in termini di sanità dovuti
    alle diossine “in termini di legge”(non di legge naturale…)
    sparse nell’aria, alla nanopatologie derivanti dai materiali che
    usciranno dai filtri di ultima generazione….basta leggere cosa dice
    l’OMS (da un comunicato stampa del lontano 22 giugno 2005),
    che calcola in 28 miliardi di euro la cifra che l’Italia potrebbe
    risparmiare riducendo l’inquinamento atmosferico da particolato.
    A tutto ciò possiamo togliere un numero decisamente basso di nuovi
    occupati, al contrario del sistema porta-a-porta+centroriciclo che
    porta a molte nuove assunzioni (..autofinanziate dallo stesso sistema…)
    Non capisco la “buona amministrazione” che un presidente di regione
    dovrebbe avere dove sia nel caso della scelta CDR+Inceneritori.
    Un ottimo amministratore riuscirebbe a creare ricchezza “dal nulla”,
    piuttosto che spendere molti più soldi di prima…per nulla!
    Rivendere, tramite centri riciclo e TMB (possibilmente di proprietà
    regionale o comunale…), materie prime secondarie porterebbe tanti
    soldi in cassa a fronte di investimenti decisamente bassi.
    Secondo voi i cittadini farebbero molta fatica a darvi la materia
    prima, cioè i rifiuti, visto che poi i soldi tornerebbero alla collettività?
    Credete che i cittadini non vi aiuterebbero a costruire centri riciclo e
    Tmb vicino alle loro case, visto che porterebbero sul serio lavoro senza
    danni alla salute?
    Mi si continua a parlare di rischi…rischi del NON FARE.
    Ma qui il discorso è ben diverso: si parla di FARE COSE DIFFERENTI…
    di fare scelte diverse da quelle fatte finora in Italia, perchè solo in
    Italia si continua a fare scelte del genere.
    Termino con 3 links di documenti o articoli contenenti documenti che
    possono far riflettere e imparare di più sull’argomento….se letti…
    1) Il documento dei medici francesci contro l’incenerimento:
    http://www.rrrlazio.it/DOCUMENTI/medicifrancesicontroincenerimento.pdf
    2) Il Comunicato dei medici italiani sul piano salute e rifiuti:
    http://procidaniuse.wordpress.com/2008/08/12/medici-contro-gli-inceneritori/
    3) La sapete quella dell’inceneritore che inquina quanto un’auto?
    http://www.pressante.com/ambiente-e-salute/1133-la-sapete-quella-dellinceneritore-che-inquina-quanto-unauto.html

  35. Luciano scrive:

    ….scusate…alla fine è passato due volte il commento…sia intero che diviso!
    Risposte? Oppure siam passati avanti…?

  36. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    per Luciano
    Ci limitavamo a dire che siamo completamente d’accordo sul piano che lei ci ha dato la possibilità di leggere, e che la Reigone sta finanziado la raccolta differenziata porta a porta, non il multimateriale stradale. La Regione non può però intervenire sulle scelte che spettano ai Comuni, e quindi non può opporsi al Comune che decida di fare il multimateriale stradale.
    Per il 50% di non differenziata, una scelta è stata fatta, anche se ci rendiamo conto che alcuni cittadini possano non condividerla. Ci si è basati considerando gli impianti già esistenti e già autorizzati, e utilizzando la stessa modalità di chiusura del ciclo in fase di uscita dall’emergenza.
    Questo non vuol dire che non si prendano in considerazione altri modelli, ma che si è individuata una via intanto per uscire dall’emergenza e per accompagnare la raccolta differenziata al 50%.
    Lei avrà avuto modo di vedere che da più parti questo incremento della differenziata sta trovando ostacoli “politici”, e che da più parti si richiedono altri termovalorizzatori.
    Bene, la scommessa ora è di arrivare al 2011 con il 50% di differenziata, facendo in modo che ogni amministratore si prenda su questo le proprie responsabilità di fronte prima di tutto ai cittadini. Ci creda, è la parte più difficile, rispetto alla quale c’è bisogno di attenzione e sensibilità da parte di tutti. Alla fine del periodo di transizione potremo capire che ha voluto raggiungere gli obiettivi e chi non ha voluto farlo – se quelcuno non avrà voluto – e ogni responsabilità sarà chiara.

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