Non mi lascio intimidire

28 nov 2008

di Piero Marrazzo

Questa mattina un gruppo di ragazzi esuberanti, figli di una cultura politica, hanno depositato 2mila sacchetti di spazzatura bloccando l’entrata del S. Giacomo. Voglio dire loro, anche attraverso questo strumento, che è meglio che le loro forze, se le vogliono usare, le impegnino per aiutare a fare la raccolta differenziata.

Vorrei che fosse chiaro che non mi lascio intimidire da nessuno: stiamo lavorando bene e in modo trasparente, e andremo avanti.

Abbiamo già chiari i prossimi passi: adesso chiederò ai presidenti delle Province di riunirci per quanto riguarda le politiche sulla differenziata, mentre con il sindaco Alemanno siamo d’accordo per vederci e risolvere alcune questioni.

Credo che sia importante anche comunicarvi che ci sarà un consiglio regionale straordinario sui rifiuti, richiesto dal centrodestra, a cui aderisco. Ma voglio aggiungere che su questo tema c’è un programma da rispettare, Malagrotta deve chiudere entro il 31 dicembre, perché non ci sono proroghe. Con Alemanno parleremo anche di alcune difformità sui numeri.

Infine vorrei chiarire che sarò accanto alla città di Roma: una cosa deve essere chiara, se oggi non c’è neanche un sacchetto per le strade, tranne quelli lasciati dagli attivisti di An, è perché c’è un piano scelto dal commissario e sottoscritto dal governo.

(L’immagine è tratta dal sito di Repubblica – Roma)

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69 commenti a “Non mi lascio intimidire”

  1. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Cari concittadini,
    Marrazzo parla con un linguaggio che guarda solo ai partiti e non alle necessità e alle richieste dei cittadini.
    Proprio come hanno fatto prima di lui, ai vari livelli:
    Rutelli e Veltroni (sindaci della città di Roma in cui la raccolta differenziata è un bluff e la raccolta porta a porta, forse perchè troppo positiva, non va avanti)
    Storace e Badaloni presidente della regione Lazio,
    Gasbarra presidente della provincia di Roma: non pervenuti rispetto alle politiche moderne di gestione dei rifiuti.
    Zingaretti e Alemanno, ciascuno per la sua parte, danno già ottimi segnali di inattività e di incapacità rispetto ai rifiuti.
    Caro Marrazzo, la questione dei rifiuti lei non la sta gestendo bene: la sta gestendo malissimo, solo nella spirale perversa discariche/inceneritori/gassificatori/tumori/diossina/nanopolveri.
    Perchè non fate un referendum ai Castelli Romani per sentire se i cittadini preferiscono l’inceneritore o la raccolta differenziata porta a porta (che se spinta come nei casi di Capannori e Vedelago rende inutile e antieconomico ogni inceneritore di Cerroni)?
    La risposta: perchè avete paura! E’ di questo che avete paura, non dei sacchetti di monnezza lanciati da quattro giovanotti.

  2. lo staff del presidente marrazzo scrive:

    per Enzo
    Il presidente Marrazzo parla prima di tutto rivolgendosi ai cittadini, e gli obiettivi sono chiari: dare un impulso forte alla raccolta differenziata, che al momento è ferma al 50%, e rendere la regione autosufficiente nel ciclo dei rifiuti. Per questo saranno necessari quattro impianti per la chiusura del ciclo. Quelli da costruire per rispettare questo piano sono stati autorizzati. Lei guarda al passato, ma dimentica di dire che questa Regione era commissariata dal ‘99, e che soltanto oggi è uscita dall’emergenza con un piano approvato anche dal Governo. Lei è libero di non condividere le linee del piano: come lei non le condividono tutti quei cittadini e quegli amministratori che chiedono invece la costruzione di altri termovalorizzatori. Rimanere fermi avrebbe significato trovarsi a breve con i sacchetti di spazzatura abbandonati per strada e con il sistema paralizzato. Non parliamo di fantascienza, ma di fatti che altrove sono successi e che hanno creato sdegno oltre che gravi danni all’ambiente e alle popolazioni.
    Ai cittadini delle zone interessate dagli impianti di chiusura del ciclo vogliamo soltanto dire che la loro salute sarà sempre al primo posto, e che per questo avranno a disposizione una serie di strumenti per monitorare le emissioni degli impianti con standard più restrittivi rispetto a quelli previsti dalle leggi nazionali.
    Infine, nessuna paura. Il presidente ha soltanto stigmatizzato un gesto che noi riteniamo incivile, come siamo sicuri lo consideri anche lei.

  3. Enzo - Inceneritori' No, grazie! scrive:

    Bla, bla, bla…

    Cittadini, usate la Rete per informarvi come già fate e per conoscere le informazioni che questi signori vi nascondono. Fanno finta di ignorare che esistono Capannori, Vedelago, che a Ciampino la differenziata è al 68,9% con la porta a porta (fonte ASP Ciampino),
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/ciampino-689-per-la-raccolta-porta.html
    che nei tre quartieri di Roma la porta a porta ha portata la quota di differenziata al 60% (fonte AMA Roma).

    Fingono, fingono, fingono, e si trincerano dietro alla minaccia dei sacchetti di monnezza agli angoli delle strade. “Noi non siamo come Napoli” ripete Marrazzo.

    Invece mi sa tanto che sei come Bassolino, se non peggio. I sacchetti di monnezza vanno per le strade perchè voi siete incapaci di politiche moderne, razionali, avanzate e soprattutto dalla parte dei cittadini.

    Gli inceneritori (non si chiamano impianti, l’Unione Europea ha detto che si chiamano inceneritori) hanno autorizzazioni fasulle, in particolare quello di Albano dove la VIA negativa è stata ignorata dal signor Marrazzo.

    La VIA è stata rifatta solo perchè non vi piaceva!

    Sulla vostra preoccupazione per la salute dei cittadini, abbiamo ben visto come monitorate l’aria intorno a Malagrotta. Ma chi volete prendere in giro?

    O vogliamo parlare della turbogas di Aprilia?

    Gli inceneritori sono come l’amianto, come il petrolchimico di Marghera, come la diossina di Seveso ma la regione Lazio, come altre regioni dissennate in Italia, fanno finta di niente e pensano solo agli interessi economici di qualche privato.
    Il cancro, le malformazioni, le malattie che lasciate a noi, ai nostri figli e ai figli dei nostri figli non vi interessano… forse credete di essere immortali…
    La Terra vi giudicherà ma anche noi quando sarà il momento di votare: tanto tutta ’sta differenza tra Veltroni/Rutelli/Storace/Zingaretti/Gasbarra/Marrazzo nella gestione dei rifiuti (e in tante altre cose) noi mica la vediamo.

    Aggiungo, per vostra conoscenza, questo brano sugli inceneritori:

    Giappone ed USA (i paesi in passato più propensi agli inceneritori) stanno facendo marcia indietro.
    La Svezia ha abbandonato completamente la loro costruzione a favore della raccolta differenziata dei rifiuti.
    62 paesi di tutto il mondo (21 dell’Europa, 18 dell’Asia e dell’Oceania, 12 dell’Africa, 8 del Sud America e 3 del Nord America) hanno aderito alla “GAIA” (Alleanza Globale Contro gli Inceneritori).
    La “Convenzione di Stoccolma” del maggio 2001 (a cui hanno aderito 91 paesi di tutto il mondo) al fine di arrivare alla graduale eliminazione degli inquinanti organici persistenti (POP), ovvero dei composti chimici molto tossici e persistenti (come le diossine), si sta muovendo per il bando totale dell’incenerimento dei rifiuti per bloccare le emissioni delle diossine.

    Ma di cosa parlate?
    Cittadini, sveglia, riprendiamoci la nostra terra!

  4. S. scrive:

    Il problema è proprio questo, che non vi lasciate intimidire. Nulla vi ferma, dov’è il confronto?

    Ben vengano azioni come queste, fortunatamente c’è ancora chi pensa per sé e per gli altri. Una dimostrazione pacifica, anche se forte, rappresenta ormai l’unico modo di contatto tra due mondi, quella dei politicanti con il popolo pensante.

    Dopo il caso Malagrotta, credo che per molti sia chiaro come questa campagna di sensibilizzazione sia una mera propaganda politica. E finisce lì. In più anche scema.

    Noi facciamo la differenza, ma voi non riciclate. Allora è tutto inutile.

    L’ennesimo esempio di come sia incapaci di fare tutto, non c’è cultura, soprattutto da parte di chi amministra.

    La più grande dicarica d’Europa, affidata ad un monopolio privato, che guadagna quanto più NON ricicliamo. E voi speculate. Vergogna.

  5. Lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per S.
    Ci permettiamo di dire che non è vero che non ci sia confronto. Il presidente Marrazzo non si è mai sottratto al confronto. Lo stesso piano commissariale è nato dopo un’intensa fase di confronto con cittadini, associazioni e amministrazioni locali. Ma le istituzioni hanno anche il dovere di prendere decisioni. Nel nostro caso sono decisioni documentate e trasparenti. Le spiegazioni sulla valutazione di impatto ambientale ad Albano come su tutte le altre questioni sollevate dal signor Enzo sono già state date molte volte, l’unico problema è che chi sta conducendo una battaglia come la sua preferisce non sentirle e non rispondere nel merito, ma parlare di “politicanti” e dicendo che tutti sono uguali. Abbiamo detto più di una volta perché non è così. Lei è c conoscenza del fatto che il precedente piano sui rifiuti prevedeva il doppio dei termovalorizzatori che sono previsti oggi? E’ stata fatta una scelta precisa: dare una spinta forte sulla differenziata per uscire dall’emergenza, e prevedere un numero di impianti per la chiusura del ciclo che consentisse di fronteggiare la situazione. Il piano è stato redatto in osservanza delle leggi dello Stato, ed è stato approvato dal Governo.
    Nessuno specula, si cerca soltanto di fare il meglio per il rispetto dell’ambiente e la salute dei cittadini. Sulle rilevazioni a Malagrotta, ad esempio, stiamo pensando a un sistema innovativo che dia in tempo reale il polso della situazione in tutta l’area. Una volta che avremo superato con successo il periodo di transizione, potremo mirare a pratiche ancora più virtuose. Non ci sembrano argomentazioni così strane: nelle metropoli in cui la raccolta differenziata funziona bene e ha percentuali importanti, la sensibilizzazione è durata decenni, basterebbe informarsi per rendersene conto.

  6. Luciano scrive:

    Come mai li chiamate “impianti per la chiusura del ciclo”?
    E’ stato inventato un altro termine?
    Termovalorizzatori non era efficace?
    Perchè non usate mai la parola “INCENERITORI”?
    D’altronde tutti questi impianti di cui parlate servono per BRUCIARE i rifiuti!

    Io di confronto ancora non ne vedo….continuo a chiedere il confronto con il piano proposto in questo sito: http://www.buonsenso.info/buonsenso/rifiuti_provincia_roma.doc
    …riguarda la Provincia di Roma quindi…mi sembra a fagiolo. Eppure non vedo Marrazzo e voi dello staff CONFRONTARSI con questo piano, ma state solo qui a ribadire che voi agite, che ci avete fatto uscire dall’emergenza e che i soldi per i progetti pilota li avete messi voi…
    Con il vostro piano avete rotto il Ciclo naturale…e vorrei vedere in quel piano anche l’aumento dei costi sanitari dovuti alle nanopatologie che deriveranno da tutti quegli impianti di incenerimento che volete costruire!

  7. Matteo Biaggetti scrive:

    Allora se la Regione era commissariata dal 99 P.Marrazzo dia un vero segnale di discontinuità. Che non è certo quello di incenerire la monnezza.
    Ancora parlate di Gassificatori,di Albano e Malagrotta.la questione è che dopo Report parlate ancora.Da indignarsi.
    Hanno detto bene,referendum.

  8. enza scrive:

    Prima di tutto mi fa piacere cominciare con un grazie allo staff di Marrazzo che ha ripreso dopo un periodo di silenzio a rispondere ai post di questo blog. Era avvilente pensare di parlarsi addosso. Non so però quanto sia meno avvilente avere la percezione di dialogare con un muro di gomma. Qualsiasi obiezione vi viene mossa, qualsiasi proposta vi viene fatta, sembra che voi continuiate per la vostra strada senza dar segno di aver percepito ciò che vi viene detto. Il lettore Luciano vi ha invitato più e più volte a confrontarvi su un piano rifiuti pubblicato sul sito di Roberto Pirani, senza avere mai un cenno di riscontro. Vari lettori vi hanno invitato più volte a spiegare la “scelta” di utilizzare 40 + 30 milioni di euro per costruire inceneritori, quando ne basterebbero 25 per costruire 5 impianti come quello di Vedelago, senza la minima risposta, se non quella che Roma è una metropoli ma a noi sembra che anche San Francisco o Perth siano metropoli. Il lettore Enzo vi ha postato l’informazione di quanti paesi europei e non abbiano già aderito alla scelta di non costruire più inceneritori, senza neanche un commento. Tutti noi continuiamo a chiedere perché ci si ostini in un piano dannoso per la salute, non economico, non vantaggioso ai fini dell’occupazione e non riceviamo come risposta che un “…Il piano è stato redatto in osservanza delle leggi dello Stato, ed è stato approvato dal Governo…”
    Ai lettori delle zone interessate alla costruzione degli impianti (cioè tutti perché non esistono limiti al viaggio delle nanopolveri) si continua ad assicurare che tutto sarà monitorato e misurato. Monitorare equivale forse a rendere innocue le nanopolveri? Non è che sapere esattamente quante polveri sottili inaliamo ci farà morire più sereni. Siamo felici di questo confronto ma gradiremmo anche non essere presi in giro.

  9. staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Enza
    I ringraziamenti dovrebbero essere i nostri per tutte le persone che partecipano a questo blog, che danno dimostrazione di passione civile e di voglia di confrontarsi. Se a volte il tono delle risposte può sembrare inappropriato è soltanto perché ci sembra – lo vedrà anche lei – di non vedere considerato il senso di quello che diciamo, e lo sforzo che questa amministrazione sta compiendo proprio per raggiungere la maggior parte di quegli obiettivi virtuosi che ci vengono proposti.
    L’esempio più calzante è proprio quello di Luciano, che ci propone come “piano alternativo” esattamente la trasposizione sulla provincia di Roma del piano commissariale. Stessi obiettivi, stessa tabella di marcia. Piano che condividiamo, e che si basa proprio sulla tabella di marcia fissata dal piano commissariale. Su questo abbiamo appena risposto direttamente – e tutti potete leggere il commento – a Luciano.
    Inoltre: i fondi che lei cita non sono sffatto stati usati per costruire termovalorizzatori, ma per incentivare la raccolta differenziata e per dare vita a decine di ecocentri su tutto il territorio regionale. Sono fondi destinati direttamente alla raccolta differenziata, che non avrebbero potuto essere usati in altri modi.
    Sul problema della metropoli: lei cita Los Angeles e Perth. Siamo d’accordo, ma dovremmo tutti essere più informati su che tipo di sensibilizzazione – e da quanto tempo, sia sia fatta in quei centri. Poi un altro spunto di discussione, che non andrebbe sottovalutato: Los Angeles, o Perth, sono città relativamente giovani, dove un gran numero di abitanti occupa una grande superficie territoriale. La raccolta porta a porta è molto più semplice da mettere in pratica dove – come a Los Angeles – non c’è un vero e proprio centro cittadino abitato (la cosiddetta “downtown” è piccola e composta soprattutto da uffici), ma la città si sviluppa su un territorio molto vasto con case più piccole. Nei nostri centri storici e nei nostri quartieri molto densamente abitati, con una rete viaria contorta e con grandi condomini in periferia il porta a porta è oggettivamente più difficile dal punto di vista logistico. Il paragone più logico sarebbe da fare con Londra, Bruxelles, Madrid o Parigi, e nei più virtuosi di questi casi si supera con difficoltà, e di poco, il 50%. Proprio quel 50% che noi riteniamo punto di partenza per il Lazio.
    Infine, Enza, non vigliamo prendere in giro nessuno: monitorare non significa soltanto essere a conoscenza delle emissioni, ma assicurare a tutti i cittadini che le emissioni sono controllate e non possono superare limiti che il Lazio rende ancora più stringenti rispetto a quanto stabilito dalle leggi dello Stato.
    In una situazione come quella del Lazio che stava per arrivare al collasso, fare certe scelte è stato necessario. L’alternativa, purtroppo, sarebbe stata quella della spazzatura bruciata per strada come è successo in Campania, e degli impianti imposti (quanti? probabilmente più dei quattro previsti dal piano) da un commissario esterno: non credo che nessuno possa preferire questo scenario. Capiamo che per sostenere una battaglia possa anche fare comodo parlare di “monopolio” e di “connivenze”. La realtà è molto più semplice di così, perché non ci sono né monopoli né connivenze con nessuno da parte di questa amministrazione, ed è quella che abbiamo appena descritto. Siamo convinti il vostro contributo per la riuscita di questa campagna, e quindi per la sensibilizzazione di tutti i cittadini alla raccolta differenziata, sia una parte fondamentale del percorso che ci porterà a essere una Regione virtuosa nella gestione del cilo dei rifiuti.

  10. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/partecipa-alla-denuncia-contro-il.html

    Partecipa alla denuncia contro il finanziamento degli inceneritori con i soldi delle nostre bollette elettriche (CIP 6).

    Non basta denunciare, criticare, far vedere errori e magagne.
    Dobbiamo anche fare qualcosa!

    Oggi vi propongo di partecipare all’iniziativa del Comitato “Sotto terra il treno” di Pavona (Albano Laziale – Roma).
    Cosa si sono inventati?
    Una bella denuncia contro il finanziamento (pubblico) degli inceneritori (privati) alla Direzione generale Concorrenza , Protocollo Aiuti di Stato, della Commissione Europea.
    L’Unione Europea, speriamo, dovrebbe essere un po’ più seria del nostro paese!
    L’idea è che il finanziamento pubblico degli inceneritori con i fondi CIP-6 è una violazione al regime della concorrenza.

    Potete partecipare anche voi!

    Innanzitutto, leggete bene tutta la spiegazione dal sito del comitato (è breve ma molto interessante!).

    Poi, scaricate la denuncia (sempre dal sito del comitato), personalizzatela con i vostri dati e la firma e speditela all’indirizzo email stateaidgreffe@ec.europa.eu

    Per agevolarvi, qui potete trovare lo stesso identico testo (senza alcuna modifica), ma in formato testo (TXT) anzichè PDF, in modo che possiate modificarlo con Word (meglio con OpenOffice!) e personalizzarlo con i vostri dati personali.

    Diamoci da fare: possiamo farcela!

  11. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Comitato sotto terra il treno
    http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/
    scusate non avevo inserito il link

  12. arturo russo scrive:

    vivo da 5 anni a roma (anche) perchè sono praticamente scappato dalla mia città, aversa, al centro dell’ormai nota crisi dei rifiuti, e qui mi ritrovo a vivere e combattere gli stessi problemi; ecco alcune proposte:
    1) fate in modo che i bidoni della differenziata si aprano (totalmente), come quelli dei rifuti genrali: in quei “buchetti”, cartoni e grosse bottiglie, per non parlare delle buste non entrano e molti lasciano i rifiuti per terra, o stufati buttano tutto nel più comodo contenitore indifferenziato.
    2) da un pò di tempo, in italia, c’è (e lo ha scritto, in parte, anche marrazzo) una “guerra” in italia tra due fazioni: i fautori della differenziata + rifiuti zero + riciclo + riduzione imballaggi, contro i fautori di inceneritori + discariche, ognuno con i suoi (ben noti) motivi: decidete una buona volta dove schierarvi ed agite di conseguenza: se sono stati usati poliziotti ed esercito per “difendere” discariche (a napoli) perchè non usare forze dell’ordine per imporre per strada la raccolta differenziata porta a porta? sono (ovviamente) stanco di vedere solo “proposte”, “campagne”, “sensibilizzazioni” pro raccolta: o si fa o non si fa.
    3) come funziona il sistema di raccolta rifiuti speciali a roma? si possono lasciare davanti ai bidoni? bisogna telefonare all’ama?
    grazie e ciao a tutti

  13. Luciano scrive:

    Arturo in effetti è quel che cerchiamo di chiedere a Marrazzo e compagnia in tutti i modi: O SI FA O NON SI FA! I bidoni dovrebbero sparire…
    Ieri 1 Dicembre è stata la GIORNATA MONDIALE CONTRO GLI SPRECHI E L’INCENERIMENTO…vi sono arrivati dei portachiavi ho letto? :-)

    Riporto uno stralcio di un comunicato stampa del Comitato Malagrotta:
    E’ giunto il momento di fare scelte virtuose nella gestione dei rifiuti,
    privilegiando la diminuzione dei rifiuti, l’incremento della Raccolta Differenziata Porta a Porta e scegliendo
    trattamenti a freddo, già ampiamenti sperimentati, per il residuo. Di scegliere cioè tra gli interessi dei cittadini,
    nel rispetto dell’ambiente al posto degli interessi del monopolista privato.

  14. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Arturo Russo
    Stiamo innanzitutto cercando di sesibilizzare chi della raccolta differenziata non si è ancora interessato. La situazione di questo blog probabilmente non è indicativa, perché la maggior parte delle persone che intervengono lo fa essendo già altamente sensibilizzato all’argomento, o per sostenere una battaglia. Basterebbe citare Enzo, che ogni volta che riceve una risposta nel merito controbatte con “bla bla bla”, salvo indignarsi se nessuno gli risponde. L’unica risposta che accetterebbe sarebbe quella che vorrebbe sentirsi dare, ma non siamo qui per compiacere, quanto per spiegare.
    Accogliamo i suoi suggerimenti sui cassonetti. In realtà la Regione sta finanziando in molti Comuni del Lazio, anche a Roma, la raccolta porta a porta, e in quel caso lei sa che vengono distribuite compostiere che non hanno nulla a che vedere con gli attuali cassonetti.
    Quanto al punto 2, la “guerra tra fazioni”, noi abbiamo chiarito la nostra posizione: veniamo fuori da un’emergenza, contiamo su una percentuale di raccolta differenziata molto bassa, e abbiamo il dovere di evitare scenari come quelli che lei ci ha descritto. Puntare tutto su sistemi a “rifiuti zero” in un territorio dove la riuscita di ogni progetto dipende da una metropoli sarebbe stato troppo rischioso. E d’altra parte nessuno dei progetti a rifiuti zero che ci vengono proposti sono già stati attuati su una città paragonabile per grandezza e struttura urbanistica a Roma. Non vogliamo che questo territorio piombi di nuovo nell’emergenza, ma vogliamo seguire una tabela di marcia che ci faccia arrivare a essere sempre più virtuosi. Dal momento che raggiungere il 50% entro il 2011 è già un obiettivo che da più parti viene definito ambizioso, e che tutto il rimanente raccolto in maniera indifferenziata deve essere smaltito portando a chiusura le discariche di tal quale, si sono prese le decisioni del caso. Le assicuriamo che la sensibilizzazione ha un ruolo fondamentale, e che va fatta non soltanto verso i cittadini, ma anche e soprattutto verso le amministrazioni che hanno un ruolo fondamentale per centrare gli obiettivi.
    Quanto ai rifiuti speciali a Roma l’Ama ha predisposto diverse isole ecologiche, di cui trova l’elenco sul sito, e per comodità le copiamo il link qui sotto.
    http://www.amaroma.it/index.php?option=com_content&task=view&id=247&Itemid=112

  15. arturo russo scrive:

    vi ringrazio delle risposte abbastanza esaurienti.Sono convinto però che superati i tempi della “sensibilizzazione” si dovrebbe passare, prima o poi, alla repressione; ad esempio l’unico provvvedimento giusto di bertolaso in camoania è stato quello relativo all’arresto immediato per l’abbandono abusivo di rifiuti speciali: se si usa la forza per le discariche, non vedo perchè non si può usare per la difesa ambientale della città.

  16. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    per Arturo Russo
    Quello che lei indica non è tra l’altro l’unica forma di “repressione” da attuare: una volta che la differenziata sarà avviata bene, sarà necessario prevedere anche tutte le sanzioni per chi non utilizza le compostiere nel modo corretto, proprio come succede in tutte le realtà n cui questo sistema è già sviluppato.

  17. Gianluca Bracca scrive:

    Invito lo “staff del presidente Marrazzo” e tutti i lettori a prendere visione della lettera aperta rivolta al sindaco di Torino Chiamparino, con un botta e risposta tra lui, il sindaco, ed un affermato medico sulla questione dell’inceneritore del Gerbido in costruzione:

    http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1441&Itemid=62

    Presidente Marrazzo, legga per cortesia.
    Ha preso in considerazione il fatto che sta dando il via libera alla costruzione di macchine di morte, come ben dimostrato da studi indipendenti e dalla stessa ARPA Piemontese?
    La salute dei cittadini, oltre alla gestione della “monnezza”, rientra nelle sue responsabilità per il ruolo di cui è stato investito, ripeto RESPONSABILITA’.
    Lei sa benissimo che ogni norma di legge in materia è puntualmente e più o meno legalmente aggirata da chi costruisce, gestisce e… controlla cosa esce da impianti di incenerimento (solo in Italia abbiamo già innumerevoli casi di sequestri disposti dalla magistratura, ma si sa, quando si arriva a questo punto è già tardi): non si culli sul fatto che la demagogia portata avanti dalla politica a tutti i livelli -e lei e il suo schieramento non siete esclusi- riesca per sempre a coprire la verità ed annullare le responsabilità di chi governa, prima o poi -spero molto presto- i danni saranno evidenti e non più contenibili a livello informativo e bisognerà renderne conto ai cittadini.

    Nessuno si merita un inceneritore, incenerire serve solo a bruciare le responsabilità.

    Saluti

  18. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Risposte per Arturo Russo
    Quesito 1
    I cassonetti fanno parte del medioevo: con la raccolta porta a porta sono inutili ed inoltre si recuperano parecchi posti macchina, come puoi verificare leggendo questa notizia di fonte Ama Roma
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/10/raccolta-differenziata-porta-porta-roma.html

    Quesito 2
    Caro Arturo, le fazioni sono differenti da quelle che vedi tu.
    Fazione 1: discariche, inceneritori (privati con i soldi pubblici), affari, spreco di denaro pubblico, impianti ad alto rischio, diossina, nanopolveri, inquinamento, tumori, malformazioni infantili, un residuo del 30% del totale di rifiuti speciali, il fallimento della raccolta differenziata (come dice Di Carlo, assessore della giunta Marrazzo ancora in carica, “aho ma se nun ce ’sta la carta e la plastica, ma che te bruci?), bruciare, medioevo.

    Fazione 2
    Riduzione dei rifiuti alla fonte, riciclaggio e riutilizzo, raccolta differenziata porta a porta, coinvolgimento dei cittadini, futuro, razionalità, modernità, rifiuti zero, trattamenti a freddo, Carla Poli, Vedelago, Capannori, San Francisco (California: seguono la strategia rifiuti zero), Edmonton (Canada, rifiuti zero, 900.000 abitanti: seguono la strategia rifiuti zero).

    Sempre sul quesito 2
    Ma è sicuro che l’unica soluzione sia militarizzare? Occorre coinvolgere i cittadini, consultarli, fare referendum invece di imporre gli inceneritori, e poi mettere un sistema fiscale di incentivi e disincentivi per premiare i comportamenti virtuosi (questo comune fa più differenziata e paga meno tasse sui rifiuti!), comprese ovviamente le multe (come fanno dove la raccolta porta a porta già funziona).

    Un saluto, Arturo!

  19. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Risposta per Gianluca Bracca
    La soluzione è semplice:
    rifare la valutazione di impatto ambientale finchè ALLA FINE non è come diciamo noi (vedi Albano Laziale);
    ignorare il diritto dei cittadini a dire il PROPRIO parere (vuoi la raccolta porta a porta o l’inceneritore?)
    usare i soldi pubblici per fare rendere una cosa medievale e antieconomica (usare i soldi dei CIP-6 per costruire gli inceneritori, cioè i soldi che tu ed io paghiamo all’Enel)
    manovrare i dati sui tumori, cosa che ben sanno fare a Brescia
    ignorare gli allarmi dei medici di tante parti diverse (dalla Francia a Padova all’Emilia Romagna)
    ripetere in modo ossessivo, fino allo sfinimento, NON SIAMO COME NAPOLI – NON SIAMO COME NAPOLI -NON SIAMO COME NAPOLI – NON SIAMO COME NAPOLI -NON SIAMO COME NAPOLI – NON SIAMO COME NAPOLI -NON SIAMO COME NAPOLI – NON SIAMO COME NAPOLI -NON SIAMO COME NAPOLI – NON SIAMO COME NAPOLI-NON SIAMO COME NAPOLI – NON SIAMO COME NAPOLI

  20. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianluca Bracca
    Prendiamo atto della sua segnalazione, e proviamo timidamente a dirle che questo blog non è un referendum pro o contro i termovalorizzatori, ma uno spazio aperto per parlare di raccolta differenziata. La inviteremmo quindi a stare al tema, a meno che non si preferisca avvitarsi in questo dibattito che non ha basi per andare avanti. Una semplice considerazione: nessun impianto viene costruito in barba alle leggi dello Stato. Se così fosse, i responsabili andrebbero perseguiti. I temovalorizzatori sono quindi previsti dalla legge, e noi vogliamo rendere ancora più stringenti i vincoli del Governo, senza aggiramenti di nessun tipo. Non miriamo inoltre a costruirne 7 o 8, come nel piano precedente, ma il numero necessario a smaltire il 50% di rifiuti che fino al 2011 non sarà possibile differenziare. Concluderei sul fatto che la demagogia non ci appartiene: demagoico sarebbe stato pensare di differenziare il 50% e non fare niente per il resto, o aspettare un altro commissariamente che di sicuro avrebbe imposto più impianti. Gianluca, capiamo le sue perplessità, ma sarà il caso di rimboccarsi prima di tutto le maniche per ottenere percentuali decneti di raccolta differenziata, per sensibilizzare tutte le amministrazioni locali su questi temi. Tutte le altre battaglie ideologiche sono legittime, ma intanto sull’aumentare seriamente la raccolta differenziata dovremmo essere tutti dalla stessa parte.

  21. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Per Gianluca Bracca
    I termovalorizzatori non esistono: si chiamano inceneritori!!!

  22. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Esterino Montino (vicepresidente del Lazio): se aumenta la raccolta differenziata non servono gli inceneritori
    Esultano i Verdi dei Castelli Romani
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/12/per-montino-vicepresidente-del-lazio.html

  23. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Enzo
    1) abbiamo già spiega la vicenda della valutazione di impatto ambientale su Albano. La inviteremmo a non fare insinuazioni o a provarle. Questa la vicenda: se la Via non fosse stata sospesa – dal momento che non era stato data a chi aveva presentato il progetto la possibilità di fare le proprie controdeduzioni (prevista per legge) – si sarebbe andati incontro a ricorsi amministrativi che, a causa di questa palese irregolarità – avrebbe rischiato di bloccare tutto per mesi. Da qui la sospensione, le controdeduzioni e alla fine l’esito positivo una volta prese in considerazione le risposte del proponente. Nessun mistero, quindi, lo ripetiamo.
    2) i cittadini hanno tutto il diritto di dire il proprio parere, e lei con i suoi proclami ne è la prova più lampante, ma la politica ha il dovere di decidere.
    3) Prendiamo atto del suo parere sul Cip6, ma c’è da dire che si tratta di fondi stanziati proprio per questi scopi e di cui tutti possono chiedere di usufruire.
    4)Sui dati manovrati, affermazione di cui è bene si assuma tutta la responsabilità, sarebbe più utile fare questi discorsi con la magistratura, per il bene di tutti.
    5)Nessun allarme viene ignorato, e i limiti fissati dalla Regione Lazio saranno senmpre più vincolanti di quelli stabiliti dalle leggi dello Stato.
    Infine, per quanto la cosa la disturbi, è vero: non saremo come Napoli, non avremo la spazzatura bruciata in mezzo alla strada. Speriamo di riuscirci anche grazie a lei, e al contributo che potrà dare per far aumentare la raccolta differenziata nella nostra Regione.

  24. Gianluca Bracca scrive:

    Scusate, ma di cosa stiamo parlando?!?
    “Battaglie ideologiche”?!?

    Dite: “nessun impianto viene costruito in barba alle leggi dello Stato. Se così fosse, i responsabili andrebbero perseguiti”

    Dissento. E porto qualche dato recuperato “al volo”, in alcuni casi i responsabili sono sotto pesanti inchieste per omicidio:

    - Pollino, Lucca: La ciminiera dei dati truccati
    http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/20112008_ciminiera/default.asp

    - Modugno, Bari: Sequestrato l’inceneritore di Modugno
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Stop-all%C2%B4inceneritore-Marcegaglia/2042017/6

    - Terni: Raffica di avvisi di garanzia per omicidio colposo partiti dall’inceneritore di Terni
    http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=7290

    - Malagrotta, Roma: Sequestrato inceneritore discarica di Malagrotta
    http://www.rifiutizerocampania.org/articololibero/sequestrato-inceneritore-discarica-di-malagrotta-roma-ansa

    - Taranto: sequestrato inceneritore
    http://www.ecquologia.it/sito/pag898.map?action=single&field.joined.id=45189&field.joined.singleid=56278

    Possono bastare per smentire quanto affermate?
    Ricordiamo a tutti che la legislazione in materia è (volutamente) piuttosto carente: i controlli sulle emissioni vengono fatti non sull’intero ciclo produttivo dell’impianto, ma in alcune sequenze temporali che non contemplano i picchi massimi di emissione. Non vengono prese in considerazione, dalla normativa attuale, le emissioni di micro e nanoparticelle e, a proposito, ricordo che l’OMS è dal 2005 che invita gli stati ad adeguare le normative in quanto esiste un vuoto legislativo per queste pericolosissime emissioni.

    Essere fuori tema parlando di inceneritori (si chiamano così “staff del presidente Marrazzo http://current.com/items/89294138/italiano_per_statisti.htm ) mi sembra un pò il colmo in questo forum/sito!
    Nessuno chiede di non far nulla ed attendere un commissariamento, semplicemente si tratta di valutare la best available technology in materia di raccolta, differenziazione e recupero dei rifiuti. A quanto pare in questa valutazione non rientra, o lo fa solo in parte, una metodologia che non preveda discariche ed inceneritori. Metodologia già ben collaudata non solo in Italia (per cui ci si potrebbe tacciare di illusi o visionari) ma in realtà al minimo paragonabili a quella romana e laziale. Seattle, Perth, Tel-Aviv, Sidney… perchè, mi chiedo, loro perseguono l’obiettivo “Zero Waste” e ci riescono senza far ricorso a discariche e inceneritori e qui si discute se farne 4 o 7 di impianti?!?
    Parlate del problema contingente dell’attuale indifferenziato che da qualche parte, fino a che la differenziata seria non va a regime (mi chiedo dov’eravate negli ultimi 10 anni, a parte mangiar code alla vaccinara), deve pur andare: esistono trattamenti a freddo che non utilizzano fiamme o calore per ridurne il volume, ottenendo come risultato non CDR ma ’sabbia’ sintetica per edilizia (da non confondere con il pericolosissimo scarto dell’incenerimento che purtroppo stanno mettendo sul mercato come materiale edilizio per strade e manufatti!)

    Perchè spendere quasi un milione di euro per tappezzare il Lazio di manifesti che quasi colpevolizzano i cittadini come incivili indifferenziatori (ma io ho ancora le vecchie campane di raccolta sotto casa, non servono a molto, nonostante ci si “rimbocchino le maniche”!).

    E sono perplesso anche quando apprendo notizie del genere (Nel Lazio aumentano i benefits ambientali a enti sedi di termovalorizzatori):
    http://current.com/items/89291910/nel_lazio_aumentano_i_benefits_ambientali_a_enti_sedi_di_termovalorizzatori.htm

    O quando guardo Report e mi rendo conto dell’enorme “affaire” che da anni sta dietro la questione rifiuti.

    Infine, riguardo i CIP6, affermate “c’è da dire che si tratta di fondi stanziati proprio per questi scopi e di cui tutti possono chiedere di usufruire”: avete spiegato a qualcuno che l’UE, nel definire le linee guida per questi fondi, tutto prevedeva tranne incenerimento e raffinazione dei derivati petroliferi?!? Di nuovo, di cosa stiamo parlando? La stessa UE li ha definiti illegittimi!
    Sappiamo in molti che, nel recepire la norma europea, il legislatore italiano ha aggiunto le parole “e assimilate” di fianco alla voce “rinnovabili”, dirottando oltre 50.000.000.000 di euro verso tutto quanto NON è da considerarsi rinnovabile (e nemmeno “assimilabile”, aggiungo): incenrimento di rifiuti e raffinazione di scarti del petrolio!
    E’ un caso, forse, che negli stessi anni di regime dei CIP6 (prendo a riferimento gli anni 2000/2006) è enormemente aumentata la quota di energia prodotta da “derivati di raffinazione petrolifera” e “energia da rifiuti e biomasse”, mentre SCANDALOSAMENTE il fotovoltaico è sceso dai già miseri 6GW/anno a 4GW/anno, nonostante i CIP6 fossero destinati proprio ad incentivarne la diffusione!
    I dati su quanto affermo ce li fornisce un ente pubblico garante ed indipendente, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, nel suo report annuale: http://www.autorita.energia.it/pubblicazioni/annualreport07.pdf

    Ripeto, di cosa stiamo parlando?!?

  25. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    I termovalorizzatori non esistono: si chiamano inceneritori!!!

    I dati sui tumori si riferiscono ovviamente esclusivamente a Brescia, dove l’inceneritore già c’è. Da Report abbiamo appreso la preoccupante situazione del monitoraggio dell’aria di Malagrotta.

    Potete leggere qui la Valutazione d’Impatto Ambientale NEGATIVA effettuata nella primavera 2008 dal Dipartimento Territorio della Regione Lazio sul progetto per la realizzazione di una “Centrale Elettrica della potenza di 40 Mwe alimentata a gas di sintesi derivato dal CDR” da ubicarsi nel Comune di Albano Laziale, in località Cecchina.
    http://www.noinceneritorealbano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=101

    La riduzione degli inceneritori (da otto a quattro?) porterà a costruire ad Albano il più grande inceneritore d’Europa: un bel vantaggio, no?

  26. Gianluca Bracca scrive:

    @ENZO: Appena pubblicano il mio precedente commento, ne parlo anche lì del fatto che “termovalorizzatore” è un termine inesistente nella lingua italiana:
    http://current.com/items/89294138/italiano_per_statisti.htm

  27. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianluca Bracca:
    Il suo precedente commento è già stato pubblicato

  28. laura raduta scrive:

    rimbocchiamoci le maniche… perchè alla regione non fate la differenziata!?

  29. Gianluca Bracca scrive:

    @lo staff:
    Non leggo il commento che avevo inviato in risposta alla “vostra risposta”. Magari v’è sfuggito. Avendo la buona abitudine di conservare tutto, lo riporto speranzoso di vederlo online. Al di là dei toni poco sopra le righe (in tv siamo abituati a molto peggio) dovuti davvero all’indignazione verso comportamenti ormai omogenei da destra a sinistra sul tema, è importante per i riferimenti che contiene. Cancellate pure, se volete, questa prima parte. Grazie.
    —————————————-

    Scusate, ma di cosa stiamo parlando?!?
    “Battaglie ideologiche”?!?

    Dite: “nessun impianto viene costruito in barba alle leggi dello Stato. Se così fosse, i responsabili andrebbero perseguiti”

    Dissento. E porto qualche dato recuperato “al volo”, in alcuni casi i responsabili sono sotto pesanti inchieste per omicidio:

    - Pollino, Lucca: La ciminiera dei dati truccati
    http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/20112008_ciminiera/default.asp

    - Modugno, Bari: Sequestrato l’inceneritore di Modugno
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Stop-all%C2%B4inceneritore-Marcegaglia/2042017/6

    - Terni: Raffica di avvisi di garanzia per omicidio colposo partiti dall’inceneritore di Terni
    http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=7290

    - Malagrotta, Roma: Sequestrato inceneritore discarica di Malagrotta
    http://www.rifiutizerocampania.org/articololibero/sequestrato-inceneritore-discarica-di-malagrotta-roma-ansa

    - Taranto: sequestrato inceneritore
    http://www.ecquologia.it/sito/pag898.map?action=single&field.joined.id=45189&field.joined.singleid=56278

    Possono bastare per smentire quanto affermate?
    Ricordiamo a tutti che la legislazione in materia è (volutamente) piuttosto carente: i controlli sulle emissioni vengono fatti non sull’intero ciclo produttivo dell’impianto, ma in alcune sequenze temporali che non contemplano i picchi massimi di emissione. Non vengono prese in considerazione, dalla normativa attuale, le emissioni di micro e nanoparticelle e, a proposito, ricordo che l’OMS è dal 2005 che invita gli stati ad adeguare le normative in quanto esiste un vuoto legislativo per queste pericolosissime emissioni.

    Essere fuori tema parlando di inceneritori (si chiamano così “staff del presidente Marrazzo” http://current.com/items/89294138/italiano_per_statisti.htm ) mi sembra un pò il colmo in questo forum/sito!
    Nessuno chiede di non far nulla ed attendere un commissariamento, semplicemente si tratta di valutare la best available technology in materia di raccolta, differenziazione e recupero dei rifiuti. A quanto pare in questa valutazione non rientra, o lo fa solo in parte, una metodologia che non preveda discariche ed inceneritori. Metodologia già ben collaudata non solo in Italia (per cui ci si potrebbe tacciare di illusi o visionari) ma in realtà al minimo paragonabili a quella romana e laziale. Seattle, Perth, Tel-Aviv, Sidney… perchè, mi chiedo, loro perseguono l’obiettivo “Zero Waste” e ci riescono senza far ricorso a discariche e inceneritori e qui si discute se farne 4 o 7 di impianti?!?
    Parlate del problema contingente dell’attuale indifferenziato che da qualche parte, fino a che la differenziata seria non va a regime (mi chiedo dov’eravate negli ultimi 10 anni, a parte mangiar code alla vaccinara), deve pur andare: esistono trattamenti a freddo che non utilizzano fiamme o calore per ridurne il volume, ottenendo come risultato non CDR ma ’sabbia’ sintetica per edilizia (da non confondere con il pericolosissimo scarto dell’incenerimento che purtroppo stanno mettendo sul mercato come materiale edilizio per strade e manufatti!)

    Perchè spendere quasi un milione di euro per tappezzare il Lazio di manifesti che quasi colpevolizzano i cittadini come incivili indifferenziatori (ma io ho ancora le vecchie campane di raccolta sotto casa, non servono a molto, nonostante ci si “rimbocchino le maniche”!).

    E sono perplesso anche quando apprendo notizie del genere (Nel Lazio aumentano i benefits ambientali a enti sedi di termovalorizzatori):
    http://current.com/items/89291910/nel_lazio_aumentano_i_benefits_ambientali_a_enti_sedi_di_termovalorizzatori.htm

    O quando guardo Report e mi rendo conto dell’enorme “affaire” che da anni sta dietro la questione rifiuti.

    Infine, riguardo i CIP6, affermate “c’è da dire che si tratta di fondi stanziati proprio per questi scopi e di cui tutti possono chiedere di usufruire”: avete spiegato a qualcuno che l’UE, nel definire le linee guida per questi fondi, tutto prevedeva tranne incenerimento e raffinazione dei derivati petroliferi?!? Di nuovo, di cosa stiamo parlando? La stessa UE li ha definiti illegittimi!
    Sappiamo in molti che, nel recepire la norma europea, il legislatore italiano ha aggiunto le parole “e assimilate” di fianco alla voce “rinnovabili”, dirottando oltre 50.000.000.000 di euro verso tutto quanto NON è da considerarsi rinnovabile (e nemmeno “assimilabile”, aggiungo): incenrimento di rifiuti e raffinazione di scarti del petrolio!
    E’ un caso, forse, che negli stessi anni di regime dei CIP6 (prendo a riferimento gli anni 2000/2006) è enormemente aumentata la quota di energia prodotta da “derivati di raffinazione petrolifera” e “energia da rifiuti e biomasse”, mentre SCANDALOSAMENTE il fotovoltaico è sceso dai già miseri 6GW/anno a 4GW/anno, nonostante i CIP6 fossero destinati proprio ad incentivarne la diffusione!
    I dati su quanto affermo ce li fornisce un ente pubblico garante ed indipendente, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, nel suo report annuale: http://www.autorita.energia.it/pubblicazioni/annualreport07.pdf

    Ripeto, di cosa stiamo parlando?!?

  30. Enrico R scrive:

    Ancora continuate a spacciare gli inceneritori come soluzione al ‘problema dei rifiuti’? Vi ricordo che siamo nel 21esimo secolo. Vergognatevi della vostra ignoranza prima di dimettervi, ma vi prego fate in fretta. Grazie.

    http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1441&Itemid=1

  31. veronica scrive:

    @ R.
    Dobbiamo collaborare con la politica e la politica deve collaborare con noi. Incitare alla vergogna non è un buon metodo.

    @ Staff del Pres. Marrazzo
    Mentre vi scrivo mi trovo in Brasile, a San Paolo, non per vacanza ma per lavoro. Lavoro sul quale metto tutto il mio impegno e i miei sacrifici, insieme a quelli di chi voglio bene. Mi chiedo cosa sarà del mio lavoro e del mio impegno quando sarà costruito l’inceneritore più grande d’Europa a non meno di un km dalla mia azienda agricola. Dalle aziende agricole che producono uva, vino e altra frutta biologica, da chi produce biodinamico. Io me lo chiedo, mi piacerebbe trovare in voi un confronto a riguardo.

    Altro tema che vorrei far notare è questo. Sono a San Paolo, città da 16.000.000 di abitanti. Caldo, tanto caldo. Non c’è un secchione. Non uno di quei secchioni verdi e puzzolenti che si trovano per le nostre strade, in Italia. Niente puzze o liquami. L’immondizia viene tutta divisa, il ritiro è davanti ad ogni numero civico.
    16.000.000 di abitanti. Cestini per la differenziata ovunque. Cestini diversi per diversi colori di vetro da riciclare. Stessa cosa per la plastica.
    Il vero terzo mondo siamo noi?

  32. arturo russo scrive:

    visto (con piacere) che il mio commento è stato (quanto meno)stimolante specifico alcune mie “vedute”:
    1) le famose fazioni da me indicate sono le stesse, amplificate, da enzo, io sono stato un pò più diplomatico. Essendo un geologo dal 1994, sono abbastanza consapevole dell’antichità degli inceneritori (li ho studiati su un libro del 1989, se volete ve lo porto, e già allora c’erano perplessità sulla loro utilità).
    2) Proposta: cominciate a diffondere la raccolta differenziata in tutte le scuole di roma (non con dibattiti, incontri ecc…; con la consegna, utilizzazione e ritiro di bidoni almeno per la carta): ho insegnato in 10 anni in 14-15 diverse scuole della provincia di roma e ,sarò sfortunato, non ho trovato un, dico uno, plesso scolastico organizzato in tal modo.
    3) Per i rifiuti indifferenziati (che come dite voi, forse non a torto, sono inevitabili nei centri storici pieni di turisti, uffici, ecc…) da anni viene attutato il sistema “trattamento meccanico biologico a freddo”.
    4) bruciare i rifuti non vuol dire farli scomparire, ma semplicemente “trasformarli chimicamente: è vero che la cenere ricavata, poi, equivale a circa 1/3 del volume iniziale? che fine farebbe questo rifiuto “tossico”?

  33. Luciano scrive:

    @veronica ed arturo:

    Ottimi! Bella la testimonianza di veronica, e ottime le osservazioni di arturo, che sicuramente studia da più tempo di me l’argomento ma vedo che le cose che ho imparato io erano già in giro da tempo…forse non bisognerebbe mai smettere di studiare…
    Comunque mi sembra di leggere tra le righe di tutti che nessuno si stà lamentando sul fare la differenziata….ma sul fatto che si vuole un livello superiore di differenziata non quella multicassonetto!….poi sappiamo tutti che con quel tipo di differenziata gli inceneritori diventano automaticamente inutili…

  34. enza scrive:

    Caro sig. Staff, davvero la sua pazienza nel rispondere puntualmente a tutti noi e la sua perseveranza nel prestare il fianco a tante critiche è ammirevole. Davvero credo che il sig. Marrazzo debba essere fiero di avere collaboratori così validi e sono sicura che tutti noi apprezziamo la sua volontà di difendere la linea indifendibile di questa Amministrazione però forse dovrebbe pretendere che il suo Presidente rispondesse un po’ più in prima persona di responsabilità che un domani potrebbe sempre dire di avere ignorato. Parlo del domani in cui prima o poi verrà chiesto conto a quelle Amministrazioni ed a quegli Amministratori che ignorando le più banali regole del buon senso e della tutela della salute, ignorando gli studi pubblicati da medici, ricercatori ed esperti, ignorando gli appelli e gli avvertimenti di tante persone autorevoli, hanno perseverato in scelte che provocheranno danni irreversibili. Caro sig. Staff, lei mi è simpatico ma quando penso a mio figlio, che ha 12 anni e che per colpa di chi, come quelli che lei difende, è sottoposto ogni giorno a veleni di ogni tipo in ciò che respira, in ciò che beve, in ciò che mangia, bhe , la mia simpatia lascia spazio a rabbia e disperazione. Sto ancora aspettando di sapere se il sig. Marrazzo ha letto il rapporto del Consiglio dei Medici Francesi che vi ho linkato. Vorrei sapere se ha letto la lettera aperta al suo collega Chiamparino con il botta e risposta con il dott. Topino. Vorrei sapere perché continuate a dire che volete portare la differenziata al 50% e contemporaneamente volete costruire mostri che si cibano di plastica, carta e legno. Non credo che si spendano milioni di euro per costruire impianti che poi resterebbero inutilizzati se si differenziassero le materie più energetiche o pensate di bruciare l’insalata? La differenziata non potrà mai essere spinta se prima di tutto non si costruiscono impianti di compostaggio e si differenzia l’umido. I materiali contaminati dall’umido sono irriciclabili. Pechè non si porta il compostaggio nelle scuole? Abbiamo centinaia di istituti scolastici con giardino. Stanziate fondi per un progetto che aiuti le scuole ad insegnare il compostaggio. Una compostiera in ogni scuola, una compostiera in ogni villa comunale, un addetto del servizio giardini deputato a gestire la compostiera e la possibilità delle famiglie di conferire il proprio umido. Pochi soldi, tanti posti di lavoro, tanta educazione reale alla differenziata e tonnellate di umido sottratte alle discariche ed ai cassonetti. Non mi sembra un progetto impossibile e sicuramente è meno costoso dei 900.000 euro spesi per vedere la faccia di Tozzi tappezzare le nostre città. Ti prego, sig. Staff, rispondi a questo. Enza

  35. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Laura Raduta
    La seconda parte della nostra campagna sarà indirizzata proprio alla raccolta differenziata nelle pubbliche amministrazioni (oltre che nelle scuole e negli esercizi commerciali): i locali regionali sono già stati attrezzati con le compostiere, ma abbiamo intenzione di intervenire anche sulla mensa interna e sui punti di ristoro.

  36. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    per Veronica
    Grazie intanto di aver risposto lei ad Enrico, è una dimostrazione del fatto che aprire uno spazio di discussione, oltre ad attirarci ogni tipo di critica, serve anche per mettere in piedi un dialogo serio con cittadini non prevenuti.
    La risposta che possiamo darle è che intanto i nuovi impianti possono contare su livelli di controllo molto alti. Se lei si riferisce all’impianto di Albano, inoltre, possiamo intanto dire che la situazione è ancora in itinere, e che si sta procedendo alle verifiche per l’autorizzazione integrata ambientale, quella che giudica nel merito tutti i parametri tecnici dell’impianto. C’è da aggiungere che il progetto di Albano non prevede in ogni caso immissioni di liquidi nelle falde acquifere circostanti, e che presto presentermo il sistema di monitoraggio delle emissioni che abbiamo intenzione di applicare sugli impianti della Regione. Metteremo quindi in campo – al di là di tutti gli allarmismi – ogni forma di tutela per i cittadini e le aziende della zona.
    Quanto alle sua considerazioni su San Paolo non possiamo che condividerle. Lo sforzo che stiamo facendo è proprio quello di uscire da una situazione imbarazzante, che ci vede in una brutta posizione della “classifica” delle Regioni che adottano la raccolta differenziata. E’ una scelta di civiltà oltre a essere – lo ricordiamo a tutti coloro che volessero risolvere tutto con i termovalorizzatori – una prescrizione di legge.

  37. Gianluca Bracca scrive:

    Continuo a vedere i miei due commenti non pubblicati (Il tuo commento è in attesa di pubblicazione.). Saluti

  38. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Arturo Russo
    1)Forse proprio lei, che studia queste questioni da così tanto tempo, potrà testimoniare che un termovalorizzatore del 1989 è molto diverso da uno di ultima generazione.
    2) Lo dicevamo poco fa rispondendo ad Enza. La campagna nelle scuole la riteniamo fondamentale, e sarà proprio l’oggetto della seconda parte di questa campagna (differenziata negli uffici pubblici, nelle scuole e negli esercizi commerciali). Acquisteremo compostiere per le scuole e organizzeremo iniziative di formazione per gli insegnanti e gli studenti.
    3) Nel territorio della Capitale ci sono quattro impianti di trattamento meccanico biologico che serviranno per differenziare l’indifferenziato.
    4) Gli impianti più moderni, come quello di Malagrotta, non producono ceneri, ma “scorie” vetrificate e inerti che hanno possibilità di riutilizzo.

  39. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Luciano
    Possiamo essere d’accordo che il multimateriale non sia il modo migliore di fare la differenziata, ma la scelta dipende dalle singole amministrazioni. Con la raccolta porta a porta, invece, non si elimina direttamente la necessità dei termovalorizzatori. Per arrivare al quello ci vorrebbe la raccolta porta a porta al 100%, obiettivo che non si può raggiungere in pochi anni.

  40. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Enza
    Noi non ignoriamo nessuna regola. Anzi, nel nostro agire rispettiamo le leggi dello stato, e in più stabiliamo principi ulteriormente restrittivi. Riceviamo continuamente ogni tipo di materiale, compreso quello di chi ci dice che l’unica salvezza sono i termovalorizzatori. Non ignoriamo nulla, e agiamo secondo i principi stabiliti dalla legge e dai governi che fin qui si sono succeduti. Continuiamo a dire che vogliamo portare la raccolta differenziata al 50%, e ribadiamo che il restante 50% non può finire in discarica come “tal quale”. Continuiamo a dire che le discariche del Lazio sono in esaurimento, e che la legge prevede che si chiudano le discariche di tal quale. Questo vuol dire che, non potendo raggiungere il 100% di differenziata in poco tempo, per il 50% di rifiuti non differenziati è necessario trovare una soluzione, che abbiamo individuato in 4 impianti per la chiusura del ciclo, monitorati e controllati per la massima tutela della salute dei cittadini.
    Gli impianti di compostaggio li abbiamo finanziati, e da poco è entrato in funzione quello di Col Felice che da solo potrebbe trattare tutto l’umido prodotto a Roma.
    Quanto al compostaggio nelle scuole, come dicevamo prima sarà proprio l’oggetto della seconda parte di questa campagna, compresa la sensibilizzazione e la formazione di insegnanti e studenti.
    Infine sul finanziamento di questa campagna: si tratta – come abbiamo già avuto modo di dire – di fondi destinati specificamente alla comunicazione, che non avrebbero potuto essere usati in altro modo.

  41. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gian Luca Bracca:
    Provi a pubblicare di nuovo, il sistema gestisce in automatico la pubblicazione, non vorremmo che si sia verificato qualche problema tecnico. Verifichi soltanto prima che il commento in oggetto non sia quello già pubblicato al punto 17 di questa pagina.

  42. Gianluca Bracca scrive:

    E’ una risposta alla vostra “risposta” al mio commento n°17 appunto.
    Di nuovo, lo riporto.

    —————————————
    Scusate, ma di cosa stiamo parlando?!?
    “Battaglie ideologiche”?!?

    Dite: “nessun impianto viene costruito in barba alle leggi dello Stato. Se così fosse, i responsabili andrebbero perseguiti”

    Dissento. E porto qualche dato recuperato “al volo”, in alcuni casi i responsabili sono sotto pesanti inchieste per omicidio:

    - Pollino, Lucca: La ciminiera dei dati truccati
    http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/20112008_ciminiera/default.asp

    - Modugno, Bari: Sequestrato l’inceneritore di Modugno
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Stop-all%C2%B4inceneritore-Marcegaglia/2042017/6

    - Terni: Raffica di avvisi di garanzia per omicidio colposo partiti dall’inceneritore di Terni
    http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=7290

    - Malagrotta, Roma: Sequestrato inceneritore discarica di Malagrotta
    http://www.rifiutizerocampania.org/articololibero/sequestrato-inceneritore-discarica-di-malagrotta-roma-ansa

    - Taranto: sequestrato inceneritore
    http://www.ecquologia.it/sito/pag898.map?action=single&field.joined.id=45189&field.joined.singleid=56278

    Possono bastare per smentire quanto affermate?
    Ricordiamo a tutti che la legislazione in materia è (volutamente) piuttosto carente: i controlli sulle emissioni vengono fatti non sull’intero ciclo produttivo dell’impianto, ma in alcune sequenze temporali che non contemplano i picchi massimi di emissione. Non vengono prese in considerazione, dalla normativa attuale, le emissioni di micro e nanoparticelle e, a proposito, ricordo che l’OMS è dal 2005 che invita gli stati ad adeguare le normative in quanto esiste un vuoto legislativo per queste pericolosissime emissioni.

    Essere fuori tema parlando di inceneritori (si chiamano così “staff del presidente Marrazzo” http://current.com/items/89294138/italiano_per_statisti.htm ) mi sembra un pò il colmo in questo forum/sito!
    Nessuno chiede di non far nulla ed attendere un commissariamento, semplicemente si tratta di valutare la best available technology in materia di raccolta, differenziazione e recupero dei rifiuti. A quanto pare in questa valutazione non rientra, o lo fa solo in parte, una metodologia che non preveda discariche ed inceneritori. Metodologia già ben collaudata non solo in Italia (per cui ci si potrebbe tacciare di illusi o visionari) ma in realtà al minimo paragonabili a quella romana e laziale. Seattle, Perth, Tel-Aviv, Sidney… perchè, mi chiedo, loro perseguono l’obiettivo “Zero Waste” e ci riescono senza far ricorso a discariche e inceneritori e qui si discute se farne 4 o 7 di impianti?!?
    Parlate del problema contingente dell’attuale indifferenziato che da qualche parte, fino a che la differenziata seria non va a regime (mi chiedo dov’eravate negli ultimi 10 anni, a parte mangiar code alla vaccinara), deve pur andare: esistono trattamenti a freddo che non utilizzano fiamme o calore per ridurne il volume, ottenendo come risultato non CDR ma ’sabbia’ sintetica per edilizia (da non confondere con il pericolosissimo scarto dell’incenerimento che purtroppo stanno mettendo sul mercato come materiale edilizio per strade e manufatti!)

    Perchè spendere quasi un milione di euro per tappezzare il Lazio di manifesti che quasi colpevolizzano i cittadini come incivili indifferenziatori (ma io ho ancora le vecchie campane di raccolta sotto casa, non servono a molto, nonostante ci si “rimbocchino le maniche”!).

    E sono perplesso anche quando apprendo notizie del genere (Nel Lazio aumentano i benefits ambientali a enti sedi di termovalorizzatori):
    http://current.com/items/89291910/nel_lazio_aumentano_i_benefits_ambientali_a_enti_sedi_di_termovalorizzatori.htm

    O quando guardo Report e mi rendo conto dell’enorme “affaire” che da anni sta dietro la questione rifiuti.

    Infine, riguardo i CIP6, affermate “c’è da dire che si tratta di fondi stanziati proprio per questi scopi e di cui tutti possono chiedere di usufruire”: avete spiegato a qualcuno che l’UE, nel definire le linee guida per questi fondi, tutto prevedeva tranne incenerimento e raffinazione dei derivati petroliferi?!? Di nuovo, di cosa stiamo parlando? La stessa UE li ha definiti illegittimi!
    Sappiamo in molti che, nel recepire la norma europea, il legislatore italiano ha aggiunto le parole “e assimilate” di fianco alla voce “rinnovabili”, dirottando oltre 50.000.000.000 di euro verso tutto quanto NON è da considerarsi rinnovabile (e nemmeno “assimilabile”, aggiungo): incenrimento di rifiuti e raffinazione di scarti del petrolio!
    E’ un caso, forse, che negli stessi anni di regime dei CIP6 (prendo a riferimento gli anni 2000/2006) è enormemente aumentata la quota di energia prodotta da “derivati di raffinazione petrolifera” e “energia da rifiuti e biomasse”, mentre SCANDALOSAMENTE il fotovoltaico è sceso dai già miseri 6GW/anno a 4GW/anno, nonostante i CIP6 fossero destinati proprio ad incentivarne la diffusione!
    I dati su quanto affermo ce li fornisce un ente pubblico garante ed indipendente, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, nel suo report annuale: http://www.autorita.energia.it/pubblicazioni/annualreport07.pdf

    Ripeto, di cosa stiamo parlando?!?

  43. Enzo - Inceneritori? No, grazie! scrive:

    Staff, staff, ma che mi combini?
    Sentiamo da lontano il rumore delle unghie sugli specchi…
    Difendere l’indifendibile è davvero difficile…

    Non capisco…

    1) Non capisco.
    Capannori non va bene, perchè è troppo piccolo. E Vedelago? L’impianto serve un milione di cittadini della provincia di Treviso: sono pochi?
    Volete informazioni sulla raccolta porta a porta a Torino, capoluogo del Piemonte? Anche Torino è un paesetto?
    Leggete qui come va.
    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/11/torino-con-la-raccolta-porta-porta-la.html

    Il signor Marrazzo può chiedere informazioni direttamente al signor Chiamparino, sindaco di Torino: mi pare siano dello stesso raggruppamento politico (a proposito: sarà un caso che tutti e due aderiscano anche al partito degli inceneritori? bah…)

    2) Non capisco…
    A Vicenza il partito democratico ha sostenuto la consultazione popolare dei cittadini per esprimere la propria opinione sull’allargamento della base americana.
    Nel Lazio il partito democratico governa.
    Ne segue che sarebbe lecito aspettarsi che il partito democratico del Lazio sostenesse con forza la consultazione popolare sugli inceneritori.
    E invece no, la giunta Marrazzo non vuole un referendum!
    E allora non capisco: a Vicenza sì e nel Lazio no? Refrendum sulla base Nato sì e referendum sugli inceneritori no? Forse i veneti sono belli e bravi e noi del Lazio siamo brutti, sporchi e cattivi? Forse a Vicenza c’è da recuperare consensi alla lega? Non capisco.

    3) Non capisco…
    Il Lazio è alle prese con un buco enorme nella sanità lasciato da Storace e compari eppure la giunta Marrazzo sostiene gli inceneritori che porteranno nei prossimi anni e decenni tumori, malattie, malformazioni, con un enorme spesa pubblica sanitaria.
    Ma che senso ha?
    se volete informazioni sui rapporti tra inceneritori e tumori e sulle posizioni dei medici di tutto il mondo contro gli inceneritori, qui trovate una marea di materiale
    http://www.stefanomontanari.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1233&Itemid=67

    4) Non capisco…
    Sui CIP-6 veramente non avete capito? I CIP-6 per legge dovrebbero essere destinati alle energie rinnovabili: Prodi prima e Berlusconi poi (destra o sinistra, basta che siano inceneritori!) hanno detto che i CIP-6 si possono usare pure per gli inceneritori. Ma per voi i rifiuti sono una fonte rinnovabile? Ma davvero pensate che i cittadini non sappiano che le energie rinnovabili sono il sole, il vento, le biomasse e non bruciare i rifiuti? L’Unione Europea dovrà pronunciarsi e vedrete che ci farà l’ennesima sanzione.

    http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/

  44. Luciano scrive:

    Io comincio a credere che ci sia un fattore linguistico di fondo che lasci un senso di non-confronto. Sembra di parlare due lingue differenti (nel vero senso della parola…):
    termovalorizzare (per voi)=incenerire(in realtà)
    termovalorizzare non è un verbo reale, non esiste. Incenerire è il verbo presente nella lingua italiana. Certo a forza di farlo sentire dovunque riuscirete a farlo entrare nei vocaboli di uso comune. (ottima tattica non c’è che dire…).
    Produrre CDR (per voi) = Riciclo (in realtà)
    Riciclare significa: Riutilizzare materiali di scarto. ~ recuperare
    Ora capisco perchè parlate sempre di “recupero energetico”, in modo da poter sfruttare una parola nata per altri scopi per portare acqua al mulino degli inceneritoristi. L’unico modo per recuperare l’energia di un materiale è RIUSARLO.
    Voi mi obietterete che in effetti lo state riusando producendo Combustibile da rifiuti che andrà poi bruciato, come tutti i combustibili. In realtà voi il materiale lo avete distrutto nel momento che lo trasformate in cdr!
    Eppure volete far passare per la parola riciclo come sinonimo di produzione Combustibile da rifiuto.

    cmq 2 dati al volo:
    - nell’89 esistevano gli inceneritori con filtri che facevano passare polveri anche polveri molto grossolane, nel ‘08 esistono ancora gli inceneritori con filtri molto più grandi che producono polveri molto più sottili. Sbaglio o dal ‘89 al ‘08 si continuano a misurare sempre e solo le Pm10 senza dar peso alla scoperta delle nanopatologie di fine anni ‘90?
    - i 4 impianti di TMB che dite esistono nella regione purtroppo vengono da voi usati per produrre anche Cdr, quando potrebbe essere utilizzati al 100% come TMB!!

  45. Gianluca Bracca scrive:

    Ho perso le speranze circa la pubblicazione della mia risposta allo staff… L’ho ormai postata 3 volte e continuo a vederla “In attesa di pubblicazione”.

    Mi riallaccio a quanto detto da Luciano… e visto che un’immagine vale mille parole,
    http://farm3.static.flickr.com/2235/2508724008_c6242dd5ac.jpg
    questo potrebbe definirsi un termovalorizzatore.

    Non esiste documento, legge o quant’altro nell’intera e vasta normativa comunitaria in cui si utilizza “termovalorizzatore”, mai! Esiste solo in Italia, ma sulla bocca e penna di giornalisti, politici e, da qualche tempo, nella normativa (vedi ultimo decreto rifiuti governativo). In realtà qualsiasi dizionario aggiornato o enciclopedia non conosce quel termine e, sinceramente, utilizzarlo per legiferare è davvero sintomo del degrado anche culturale che s’è impossessato delle persone che sono chiamate a governarci.

  46. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Rispetto al suo breve e simaptico trattato di linguistica, che non ci convincerà a dire “inceneritore” invece di “temovalorizzatore”, c’è da aggiungere soltanto una cosa: nulla di quello che viene raccolto con la differenziata va a finire nei termovalorizzatori sottoforma di Cdr. Il combustibile da rifiuti deriva dal trattamento dei rifiuti indifferenziati, che al 2011 saranno il 50% del totale. Rispetto ai controlli sui termovalorizzatori o sui vecchi inceneritori, come lei saprà gli standard sono fissati per legge, e quei limiti la Regione Lazio li rende ancora più stringenti a tutela della salute dei cittadini.

  47. Gianluca Bracca scrive:

    1. motivereste cortesemente i perchè dell’utilizzo del termine termovalorizzatore in luogo di inceneritore? Decreto rifiuti a parte, in quali norme internazionali o anche nazionali compare tale fuorviante termine?

    2. Gli standard sono fissati per legge, chi ha legiferato? Su quali basi? Leggi pessime ne vediamo quotidianamente, gli inceneritori non credo possano essere esclusi dall’eventuale errore legislativo (come ad esempio i tempi di controllo delle emissioni, ne parlavo nella risposta precedente ma non riesco a farvela pubblicare!): non è ultimo quanto proposto dalla Prestigiacomo secondo cui tutto è passibile di falò; solo perchè è legge non vuol dire che sia verità.

    3. Non vi sembra riduttivo affermare “è a norma di legge” senza però guardare a quanto la legge NON norma? Ormai di letteratura scientifica nostrana ed internazionale, ampiamente riconosciuta come valida ed allarmante anche dall’OMS ne abbiamo a iosa sull’argomento, perchè viene sempre abilmente evitato l’argomento?
    Insomma, non vi ho mai e dico mai sentito parlare di danni reali o anche solo possibili (in quanto tali, secondo il principio della precauzione, andrebbero comunque evitati) alla salute e all’ambiente derivanti da questi impianti.
    Eppure c’è un intero ordine dei medici di uno Stato come la Francia che ne ha chiesto una moratoria, avrà avuto i suoi buoni motivi; USA, Australia e tanti altri stati li stanno dismettendo, anche loro lo faranno per qualche valida ragione…

    4. Come mai i comuni che si accollano questi impianti vengono compensati economicamente? Non dovrebbe essere una ricchezza secondo quanto affermate, o sbaglio?

    5. Perchè mai dovrei fidarmi di chi costruirà e gestirà tali impianti se, in altri luoghi come Terni, le stesse figure hanno fatto danni gravissimi?

    Di nuovo non trovo risposte a dubbi e domande che non solo da me vengono sollevati, mai che ci si azzardi ad entrare nel merito delle questioni legate ad ambiente e salute.
    Saluti

  48. Gianni T. scrive:

    Gianluca vatti a rivedere su YouTube l’intervento del braccio destro di Marrazzo, Di Carlo, a Report. spiega chiaramente che per bruciare nell’inceneritore ci vogliono carta e plastica: quindi se funziona la differenziata non funzionano gli inceneritori e viceserva.

  49. Luciano scrive:

    Come avete detto voi: “Il combustibile da rifiuti deriva dal trattamento dei rifiuti indifferenziati,”
    Come sappiamo nei soliti giganti secchioni il vetro si distrugge rendendo indifferenziata anche la plastica differenziata…et voilà si brucia il differenziato!
    …è sempre una questione di termini…quella che ci propinate voi, il comune, la provincia e tutte le altre istituzioni non è una vera raccolta differenziata!
    Forse vogliamo dare anche a questo termine un nuovo significato?

    …come giustamente anche Gianni T. ha notato, i due elementi con più potere “termovalorizzabile” sono carta e plastica asciutte!Quindi….si traggono facili deduzioni.

  50. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianluca Bracca
    1) Non riusciamo ad appassionarci a questa disputa sui termini, e non c’è nulla che dobbiamo motivare da questo punto di vista. Termovalorizzatore è un impianto che brucia combustibile da rifiuti per produrre energia.
    2)Ha legiferato il Parlamento, cui nelle democrazie spetta il potere legislativo, sulla base di analisi e studi che non possiamo presupporre in malafede. Ciò non toglie che lei possa non essere d’accordo.
    3)Dal momento che siamo in uno stato di diritto, dire che si agisce a norma di legge è l’unica garanzia per tutti. In più, la regione Lazio, come dicevamo, rende ancora più stringenti i limiti di legge sulle emissioni.
    4)Le compensazioni economiche vengono stabilite volta per volta e dipendono dagli accordi che vengono stipulati tra il gestore e le amministrazioni. Potrebbero dipendere dalla redistribuzione del ritorno economico che deriva dalla produzione di energia e dal risparmio rispetto alle spese del conferimento in discarica.
    5)Può non fidarsi dei privati, ma potrebbe fidarsi delle istituzioni che esistono a garanzia dei cittadini. Può anche non fidarsi, ma il fatto che qualcuno non si fidi di solito non è un buon motivo per non prendere iniziative e non agire su un tema che altrimenti si trasformerebbe in emergenza.

  51. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianni T e Luciano
    Siamo costretti a ripeterci, e proveremo a essere ancora più chiari. Il Cdr viene prodotto dai rifiuti raccolti in modo indifferenziato, che derivano cioé esclusivamente dai cassonetti verdi dell’indifferenziato.
    Tutto il resto viene inviato a riciclo e non entra nel circuito del Cdr.

  52. laura raduta scrive:

    scusate, mi spiegate come fate a bruciare l’indifferenziato che è piano al 40% di umido?!? tanto per capire…

    e quali risultati vi aspettate da 900.000 euro spesi per tappezzare la città della facce di Marrazzo e Tozzi? potevte fare un bel impianto di compostaggio, se non uno come a vedelago…
    proprio oggi, su rainews24, hanno fatto vedere che una associazione in burkina faso, ha fatto un impianto di riciclaggio della plastica, sminnuzzandola dopo averla selezionata per colori e tipo, per poi da rivendere.
    lo hanno fatto con 35 persone, con qualche vecchia macchina per fare truccioli e hanno prodotto ricchezza!!stiamo parlando del burkina faso,terzo mondo! e lo stesso “impianto” è stato fatto in altri 4 paesi del terzo mondo!

  53. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Laura Raduta
    Non abbiamo detto che nei termovalorizzatori, ma che il Cdr viene prodotto dal trattamento dei rifiuti indifferenziati.
    Quanto alla spesa per la campagna, come abbiamo più volte avuto modo di ripetere, si tratta di fondi dedicati specificamente alla comunicazione che non potevano essere spesi in altro modo.
    Per concludere, è chiaro che lei non sentisse il bisogno di una campagna di sensibilizzazione, perché fa parte di una piccola percentuale di cittadini già sensibilizzati. Ma se vogliamo raggiungere risultati importanti è necessario che di raccolta differenziata senta parlare anche chi non ne aveva mai sentito parlare prima. Ci creda, non sono poche persone.

  54. laura raduta scrive:

    nelle amministrazioni la raccolta differenziata doveva essere gia a regime da un bel po… soprattutto in regione! bastava usare 50% di quei 900.000 euro per portare i cassonetti in tutte le scuole, uffici e quant’altro…
    vi invito a chiamare qualche associazione di volontariato a farlo nel futuro, loro ci riescono anche con un po di spiccioli!
    il mio comune, san Cesareo, provincia di Roma, non ha neanche l’1%di differenziata! mi spiegate come faranno ad arrivare al 50%?
    e non è colpa dei cittadini che usano le campane messe a loro disposizione, ma di chi amministra, che ha il coraggio di no SAPERE i dati sui rifiuti, piu volte chiesti da me…
    cosa farete in questi casi? delle multe? e chi le pagherà, il sindaco con i soldi propri o il comune con i soldi nostri?!

  55. laura raduta scrive:

    grazie della rapida risposta!!
    i soldi forse erano meglio spesi per informare la gente con oppuscoli esplicativi, e volontari che parlasserò alla gente in piazza, quel manifesto non credo sia molto esplicativo! non penso che erano vincolati alla faccia di Marrazzo, per quanto affascinante sia…cè modo e modo di fare comunicazione.

  56. Luciano scrive:

    ……il COnai dice che gli arriva poco differenziato, voi dite che il Cdr lo fate solo con l’indifferenziato…vorrà dire che allora buttate plastica e carbone in discarica e negli inceneritori sennò non si spiega!
    D’altronde le immagini di report le han viste in molti e vedere quei cumuli di plastica differenziata pronti ad essere trasformati in cdr beh che dire…forse non l’avete visto voi il programma e vi basate su documenti scritti da qualcuno.
    Che dire sul fatto che avete anche creato la definizione che mancava per il vocabolario del termine: “Termovalorizzatore è un impianto che brucia combustibile da rifiuti per produrre energia.” ….se mi dite su che vocabolario è domani vado a comprarlo e vediamo di ristudiare bene la lingua italiana!

    Riguardo le “norme di legge” vediamo sempre più spesso come deve arrivare la Cassazione a legiferare in vece del legislatore che a volte è “distratto”….oppure facciamo come in Puglia che, sempre a norma di legge, si aumentano di punto in bianco i limiti di diossina sopportabili?

  57. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Laura Raduta
    I volontari nelle piazze ci sono, e c’è anche un’iniziativa itinerante rivolta ai più piccoli, il fun tour. Quanto agli opuscoli informativi, non sono stati realizzati per un motivo molto semplice: dal momento che in diversi Comuni della Regione si sono scelte modalità diverse di raccolta differenziata, produrre materiale informativo sulla situazione caotica che abbiamo ereditato sarebbe stato poco utile, se non a volte controproducente. A titolo di esempio: ci sono comuni, come Roma, dove si da la raccolta stradale multimateriale; altri in cui si fa la raccolta porta a porta, altri in cui la porta a porta è multimateriale. Le diverse amministrazioni, inoltre, hanno scelto colori diversi per le campane della raccolta stradale e per le compostiere, cosa che rende impossibile spiegare cosa bisogna buttare dove. Da qui si è deciso di fare una prima campagna di sensibilizzazione ad ampio raggio, e stiamo studiando come sia più utile produrre il materiale informativo per la seconda parte della campagna.

  58. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Luciano
    Non ci stupisce che la Conai arrivi poco differenziata, siamo appena al 20%! Ne arriverà di più man mano che aumenterà la raccolta differenziata.
    Le immagini di Report riguardavano il Cdr, prodotto dal trattamento dei rifiuti non differenziati. Il programma l’abbiamo visto con attenzione, e siamo pronti a rispondere su tutto, come vede. Se possiamo permetterci di darle un consiglio senza voler fare polemiche con nessuno: si documenti anche per conto proprio, chieda anche alle sedi istituzionali, metta in discussione anche Report, cerchi la verità: potrebbe scoprire che le cose non stanno proprio come le sono state presentate.
    Quanto alla Cassazione, nutriamo il massimo rispetto verso tutta la magistratura, ed eventuali “sviste” del legislatore non dipendono certo dal presidente di una Regione.
    Quanto infine al suo ultimo esempio, ribadiamo che nel Lazio i limiti di legge sono resi ancora più stringenti proprio a tutela della salute dei cittadini.

  59. Luciano scrive:

    Allora….la differenziata al 20% è colpa di TUTTE le pubbliche amministrazioni che non ci mettono in condizioni di differenziare per davvero! Addirittura nel corso degli anni sono sparite le campane per il vetro….quindi non venite sempre a dire che dovete istruire i cittadini! Esempio di salerno che avrebbe meritato le prima pagine dei giornali:http://starbearer.wordpress.com/2008/08/05/salerno-in-15-giorni-raggiunto-il-90-di-raccolta-differenziata/

    Poi….non è più questione di polemiche, è questione di fatti a confronto. Io mi sono informato finora da solo…non ho “visto” il problema rifiuti con Report, conoscevo già la situazione e mi sono sempre documentato in tutti i sensi…mi sono ritrovato anche a studiare testi medici per capire….voi, sicuramente avrete fatto lo stesso no?
    Io personalmente ho ridotto la mia quantità di rifiuti di 3/4 al mese…voi con la vostra campagna puntate a far diminuire i rifiuti alle persone? E nel frattempo mi avete messo in condizione di riciclare e riutilizzare quel 1/4 di imballaggi che ancora devo per forza gettare? E’ stata diminuita la mia tariffa rifiuti? …e non mi rispondete che è solo colpa del comune…le responsabilità sono di tutte le amministrazioni!
    Report è stato messo sicuramente in discussione da me, visto che è andato a fare un confronto con Berlino che non mi sembra una città così virtuosa, ma quel che si vedeva e che è stato ribadito dal vostro assessore, ed è che quello che viene bruciato viene dai prodotti che voi spingete a differenziare nei cassonetti bianchi e blu, e che solo in minima parte sono destinati al riciclo (che è il sospetto della maggior parte dei cittadini ormai sfiduciati), visto che per la maggior parte (anche nei TMB già esistenti…) fate produrre CDR piuttosto che riciclare le materie!
    Produrre CDR non corrisponde a riciclare sia chiaro! Era l’ultima opzione scelta anche dalla comunità europea, ma da noi diventa sempre la prima scelta.

    P.S.:Manca la risposta sul vocabolario che devo acquistare per imparare termini come “termovalorizzatore” e affini….a proposito….ma si scrive tutto attaccato oppure no?

    P.P.S.:C’è un mio commento nel post del 25 novembre che risulta in attesa di pubblicazione…può darsi che fosse troppo lungo?

  60. Luciano scrive:

    Dimenticavo questa frase:”Quanto alla Cassazione, nutriamo il massimo rispetto verso tutta la magistratura, ed eventuali “sviste” del legislatore non dipendono certo dal presidente di una Regione.”
    Sembra che dal presidente della regione non dipenda nulla….
    Secondo voi è colpa dei comuni se non si fa il porta a porta, è colpa dell’emergenza se si fanno gli inceneritori, è colpa dei cittadini se non si differenzia, è colpa dello stato se ci sono leggi “con sviste”, però è merito del Presidente della Regione se ci sono i progetti pilota del porta a porta a Roma….mhhhh…mi sembra un pò troppo facile così!
    Certo sarebbe però un successo vero per il presidente accorgersi della “svista” legislativa e non sfruttare quella legge “con svista” e magari creare un sistema virtuoso da poter esportare magari noi a Parigi, Berlino etc etc
    Facciamo guadagnare soldi ad aziende tipo l’Ama invece di bruciare risorse in tutti i sensi!!

  61. Roberto Pirani scrive:

    Per quanto insistiate su queste opinioni…(basate su cosa non è dato sapere)
    <>

    …il Corepla, il consorzio di filiera delle plastiche, comunica che il 47% delle plastiche (ne esistono decine in commercio) tolti quei 5-6 polimeri che hanno mercato direttamente dopo la raccolta differenziata, -specie quella sporca stradale- vengono avviati all’incenerimento.
    Purtroppo è legale: solo in Italia il recupero di materia è parificato al recupero energetico (siamo sempre fantasiosi in questo Paese).

    Con l’indifferenziato plastico (anche se evidentemente di risparmiare qualche centinaio di milioni di euro via Enel non vi importa molto) a Vedelago viene prodotta sabbiella per l’industria: da costo diviene un utile per il sistema-Paese.
    E anche se non fa parte del Piano Commissariale, a sud di Roma è in costruzione proprio un impianto gemello di quello di Vedelago.
    Magari la politica bipartisan tira verso l’industria sporca assistita con denaro pubblico (vedi le concessioni al Gerbido) ma l’imprenditoria sana, senza sussidi, da tempo si è rimboccata le maniche.
    C’è speranza ancora.

  62. Roberto Pirani scrive:

    “Per Gianni T e Luciano
    Siamo costretti a ripeterci, e proveremo a essere ancora più chiari. Il Cdr viene prodotto dai rifiuti raccolti in modo indifferenziato, che derivano cioé esclusivamente dai cassonetti verdi dell’indifferenziato.
    Tutto il resto viene inviato a riciclo e non entra nel circuito del Cdr”

    è saltato fra le virgolette del mio messaggio di prima. Riallego per la comprensione, tutto.

  63. Roberto Pirani scrive:

    Per quanto insistiate su queste opinioni…(basate su cosa non è dato sapere)

    “Per Gianni T e Luciano
    Siamo costretti a ripeterci, e proveremo a essere ancora più chiari. Il Cdr viene prodotto dai rifiuti raccolti in modo indifferenziato, che derivano cioé esclusivamente dai cassonetti verdi dell’indifferenziato.
    Tutto il resto viene inviato a riciclo e non entra nel circuito del Cdr”

    …il Corepla, il consorzio di filiera delle plastiche, comunica che il 47% delle plastiche (ne esistono decine in commercio) tolti quei 5-6 polimeri che hanno mercato direttamente dopo la raccolta differenziata, -specie quella sporca stradale- vengono avviati all’incenerimento.
    Purtroppo è legale: solo in Italia il recupero di materia è parificato al recupero energetico (siamo sempre fantasiosi in questo Paese).

    Con l’indifferenziato plastico (anche se evidentemente di risparmiare qualche centinaio di milioni di euro via Enel non vi importa molto) a Vedelago viene prodotta sabbiella per l’industria: da costo diviene un utile per il sistema-Paese.
    E anche se non fa parte del Piano Commissariale, a sud di Roma è in costruzione proprio un impianto gemello di quello di Vedelago.
    Magari la politica bipartisan tira verso l’industria sporca assistita con denaro pubblico (vedi le concessioni al Gerbido) ma l’imprenditoria sana, senza sussidi, da tempo si è rimboccata le maniche.
    C’è speranza ancora.

    http://www.buonsenso.info

  64. Maria Elena scrive:

    mia suocera ha 84 anni, ha poca istruzione, vive sola a Roma, è cieca da un occhio eppure divide il vetro, la plasstica, i barattoli.
    ma de che parlate quando dite che ce voiono decenni per sensibilizzare la gente? la gente è meio de voi e de come pensate che sia.
    fate la raccolta porta a porta e vediamo se la gente da subito la fa o no.
    mia cugina sta a ciampino e li va benissimo: ma perchè ce pigliate in giro? la verità l’abbiamo vista tutti a report: per fortuna c’è la gabanelli e pochi altri giornalisti veramente indipendenti.
    Per roberto pirani
    Grazie perchè ci spieghi tante cose utili e smonti gli errori e le panzane di Marrazzo e al suo staff

  65. Gianluca Bracca scrive:

    Qualche considerazione.

    Intanto un invito ad evitare di redirigere le parole a vostro tornaconto:
    “5)Può non fidarsi dei privati, ma potrebbe fidarsi delle istituzioni che esistono a garanzia dei cittadini. Può anche non fidarsi, ma il fatto che qualcuno non si fidi di solito non è un buon motivo per non prendere iniziative e non agire su un tema che altrimenti si trasformerebbe in emergenza.”
    Scusate, chi ha mai parlato di NON prendere iniziative come volete far credere io abbia detto?
    Non fidarsi è un ottimo motivo per andare a fondo sull’approfondimento delle questioni che altri dispongono ma che noi, cittadini, subiamo, altrochè! Non fidarsi è anche un buon motivo per affrontare a mente aperta la questione ed arrivare ad una visione generalmente più ampia (ad esempio quella che non contempla l’incenerimento nel ciclo di gestione dei rifiuti).
    Fidarsi delle istituzioni poi, constatata la condizione misera in cui versa questo Paese GRAZIE alle istituzioni prese d’assalto da comitati d’affari senza scrupoli, è come chiedere alle pecore di fidarsi dei lupi. Mi dispiace, signori politici, ma a buon diritto vi siete meritati quell’alone di “sporco” e “meschino” che è ormai opinione diffusa tra i cittadini. Non faccio di tutta l’erba un fascio, sarebbe gesto estremo e “qualunquista” (va di moda oggi), ma posso constatare che le persone oneste e di buona volontà sono relegate a contorni o comparse, quando non costrette a farsi passare sotto gli occhi le peggiori cose, tacendo. Non parlate di fiducia oggi, saremmo grati se faceste un atto di umiltà, almeno voi.

    “1) Non riusciamo ad appassionarci a questa disputa sui termini, e non c’è nulla che dobbiamo motivare da questo punto di vista. Termovalorizzatore è un impianto che brucia combustibile da rifiuti per produrre energia.”
    Sul fatto che non abbiate nulla da motivare a cittadini che chiedono motivazioni (non mi pare di essere mosca bianca in tal senso) è una decisione vostra di cui prendo atto e, spero, ne prendano atto i lettori che domani saranno chiamati a rinnovare o negare la fiducia a chi nulla ha da motivare nei confronti di chi li ha eletti.

    “4)Le compensazioni economiche vengono stabilite volta per volta e dipendono dagli accordi che vengono stipulati tra il gestore e le amministrazioni. Potrebbero dipendere dalla redistribuzione del ritorno economico che deriva dalla produzione di energia e dal risparmio rispetto alle spese del conferimento in discarica.”
    E’ una non risposta questa (ed anche le altre a dire il vero) che di fatto nulla aggiungono al dibattito. Dal basso della mia profana esperienza in materia, mi sono invece fatto l’idea che tali compensazioni servano a mitigare i danni che tali pratiche producono sui territori interessati, altrochè “risparmio e ritorno economico”: non avrebbe alcun senso, ove vi fosse bontà nella pratica di incenerimento, a concedere soldi alle amministrazioni (sempre ben liete di rimpinguare le magre casse) per ottenere la facoltà di mettere in atto certe pratiche e certi impianti. Piuttosto io penso che tali compensazioni servano, oltre a “comprare” la disponibilità degli amministratori locali (che ricordo in larga parte legati al sistema partitico a cui devono comunque dire grazie), a “compensare” appunto i danni che deriveranno alla popolazione tutta da questi impianti: qualcuno di voi ha mai spiegato ai cittadini “compensati” cosa succede in altri luoghi in situazioni simili? Ha mai spiegato che, esempio tra i tanti, il “migliore e più efficiente” inceneritore di Europa, quello di Brescia, ha di fatto decretato la morte di ben 16 tra marchi DOC/DOP/IGP, con conseguente chiusura di aziende agroalimentari e posti di lavoro? Noto che ve guardate bene dal dirlo. Altri innumerevoli esempi di impianti di incenerimento, compensazioni e conseguenti chiusure/ridestinazioni di colture e produzioni alimentari ne troviamo in mezza Italia; a richiesta (visto che nessuno mi paga per farlo, a differenza vostra) posso fornire l’elenco completo.

    Domanda: in Regione qualcuno è al corrente del fatto che è necessario, prima di ogni altra V.I.A., avere il parere favorevole delle popolazioni interessate (badate, non dei soli amministratori) prima di procedere? Qualcuno è al corrente che i cittadini interessati vanno “correttamente informati” su tutti gli aspetti di tali vicende? Non mi sto inventando nulla, ma visto che continuate a ribadire “a norma di legge”, “secondo quanto stabilito dalle istituzioni”, io vi ricordo che l’Italia, assieme ad altri Stati, ha ratificato la cosiddetta “Convenzione di Aarhus” ( http://www.ambientediritto.it/Convenzioni/convenzioni.htm#Convenzione%20di%20Aarhus ) con una Legge dello Stato ( http://www.ambientediritto.it/Convenzioni/convenzioni/L.%202001%20n%20108.htm ), secondo cui i cittadini interessati hanno diritto di accesso alle informazioni, alla partecipazione ai processi decisionali ed all’accesso alla giustizia in materia ambientale: mica vogliamo disattendere quanto stabilito dalla “legge”, di cui ci dovremmo fidare ciecamente, no?

    Saluti

  66. Paolo B. scrive:

    Il terzo obiettivo a costo zero.

    Allora, la regione Lazio si è posta l’obiettivo di portare la raccolta differenziata al 50% entro il 2011 , e di incenerire il restante 50% , “dato che non può finire in discarica come “tal quale” poichè le discariche del Lazio sono in esaurimento, e la legge prevede che si chiudano le discariche di tal quale”.
    Quindi sono stati individuati 4 impianti per la chiusura del ciclo in cui bruciare quel 50 %.
    Credo che per chiudere veramente il ciclo non si può dividere in 50 da riciclare e 50 da bruciare ma bisogna darsi un terzo obiettvo in una quota di riduzione dei rifiuti a monte. Bisogna ridurre la torta altrimenti quel 50 % che si brucerà sarà maggiore all’80% che oggi va in discarica o negli inceneritori.

    Un esempio è il sistema utilzzato dall’Europa per la lotta ai cambiamenti climatici cioè 20 20 20 entro il 2020 gli obiettivi di 20% di fonti rinnovabili, 20% di risparmio energetico e 20% riduzione CO2.

    Credo che sia più difficile e costoso arrivare al 50% di raccolta differenziata che ridurre di un 10% il totale dei rifiuti.
    Tra l’altro ridurre di un 10% il monte rifiuti significa simultaneamente far aumentare la quota di differenziata attuale.

    Dato che e difficile parlare di “rifiuti zero” in questo momento, per essere ascoltati potremmo costruire noi cittadini questo terzo obiettivo che la regione non si è posta, facendo una sorta di manifesto in cui elencare i nostri suggerimenti, che più saranno elementari e semplici (quindi a costo zero) più dovranno essere recepiti se si vuole essere amministratori credibili.

    Perchè se la carta e la plastica bruciano bene dopo che sono stati differenziati, noi possiamo toglierli dal fuoco.

    Ogni proposta sarà una piccola goccia che pian piano spegnerà quel fuoco.

    Dobbiamo essere propositivi…..

    Spero che ognuno invii un proprio contributo per fissare insieme il nostro obiettivo e spero che si apra su questo blog una sezione in cui si possano pubblicare i suggerimeti che riducono i rifiuti all’origine.

    Vi segnalo un sito in cui viene esaminato il mercato e l’evoluzione dei consumi quindi l’aumento dei rifiuti di 100 prodotti.

    http://www.massmarket.it/acquaminerale.htm

  67. Gianluca Bracca scrive:

    “Gianluca Bracca scrive: Il tuo commento è in attesa di pubblicazione.” Attendo…

  68. lo staff del presidente Marrazzo scrive:

    Per Gianluca Bracca
    la pubblicazione dei commenti avviene in automatico. Se non vede pubblicati alcuni dei suoi è probabilmente perché sono troppo lunghi o troppo pesanti.

  69. MAIELLARO scrive:

    LE CHIACCHERE STANNO A ZERO.
    IL VERO OBIETTIVO PER IL POLITICO COLLUSO CON L’IMPRENDITORE(e viceversa)SI CHIAMA CIP6

    CONTI ALLA MANO E A RIGOR DI LOGICA AMBIENTALISTA NON CI SONO ALTRI ARGOMENTI, NE’ ECONOMICI NE’ TECNICI, CHE POSSANO GIUSTIFICARE L’UTILIZZO DI UNA TECNOLOGIA COSI’ RUDE E OBSOLETA COME QUELLA DEI “TERMOVALORIZZATORI”, PERALTRO IN DISMISSIONE NEI PAESI EUROPEI PIU’ EVOLUTI E PIU’ AVANTI DI NOI IN MATERIA DI RECUPERO E RICICLO DEI RIFIUTI.

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