Giovedì 4 dicembre il Fun Tour a Colleferro

Giovedì 4 dicembre a Colleferro continua il Fun Tour “Fai la Differenza”: laboratori, musica, giochi e spettacoli per scoprire come differenziare i rifiuti in modo creativo e divertente.
Dopo il successo di Latina e Frosinone si replica a Colleferro la ricerca dei componenti che faranno parte delle “Piccola Grande Orchestra del Riciclo”. Infatti grandi e piccoli dopo aver creato durante la mattina strumenti musicali con materiale riciclabile (trombe, batterie, xilofoni, maracas e altro ancora) si esibiranno in splendide performances misicali guidati dal Direttore Ciclo Riciclo: un meraviglioso concerto dal titolo “DO RE MI FA LA DIFFERENZA!”.
Infine saluterà la mattina il volo di aeroplani realizzati con la carta.
Il Tour ideato e organizzato dall’Associazione Sunrise1 e dall’Arciragazzi di Roma Onlus, con il contributo della Regione Lazio – e con il patrocinio della Provincia di Frosinone e del Comune di Frosinone, per questa tappa – prevede 8 tappe che coinvolgeranno tutti i capoluoghi di Provincia della Regione Lazio e ha l’obiettivo di contattare direttamente i cittadini – soprattutto le famiglie, composte di genitori, nonni e bambini – per spiegare e insegnare loro, in modo ludico e divertente, qual’e’ il modo piu’ corretto per fare la RACCOLTA DIFFERENZIATA dei rifiuti.
Durante la mattina, bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni apprenderanno, attraverso giochi e laboratori ludico-didattici, tanti modi “divertenti” e “artistici” di riutilizzare la carta, materiale riciclabile per eccellenza, la plastica e il metallo, realizzando piccole creazioni. Potranno partecipare a moltissimi e coinvolgenti laboratori: il laboratorio di costruzione degli origami che guiderà i ragazzi alla scoperta della tecnica giapponese del piegare la carta per creare forme e colori: un modo per divertire ed educare alla manualità; il laboratorio di costruzione di scultura con materiale povero che consiste nel realizzare delle sculture utilizzando bottiglie di plastica di tutti i tipi (acqua minerale, detersivi o altro ancora) e il laboratorio di costruzione di strumenti musicali con il supporto di materiali poveri e di riciclo che insegnerà ai piccoli partecipanti a realizzare, utilizzando materiali di recupero, come lattine e derivati del metallo, strumenti a percussione di cui verrà mostrato il prototipo. Il lavoro verrà ultimato e personalizzato con decorazione degli oggetti prodotti (con nastri colorati o pennarelli).
Inoltre tante le attività dedicate al GIOCO PER TUTTE LE ETA’ che si svolgeranno nel pomeriggio:
IL GRANDE GIOCO DELL’OCA A SQUADRE – composte da grandi e piccini – con domande sulla RACCOLTA DIFFERENZIATA per imparare – rispondendo bene o sbagliando – a fare in modo giusto la raccolta differenziata.
IL GRANDE GIOCO DEL RICICLIERE (dal musichiere al gioco del riciclo) dedicato a tutti; anche qui i concorrenti dovranno dimostrare al conduttore e al pubblico di essere preparati a differenziare i rifiuti: davanti ai diversi cassonetti dei rifiuti di colore diverso carta, plastica, bottiglie, lattine e altro ancora dovranno trovare la loro giusta collocazione proprio in uno di quei contenitori colorati. Chi sbaglia farà delle divertenti penitenze.
Per coinvolgere un pubblico over 65 – sarà proposto il grande RICIBINGO. Una tombola dove i numeri contano fino a un certo punto: gli ambi, i terni le quaterne e le cinquine si fanno mettendo in fila più prodotti simili che vanno gettati negli stessi contenitori; infatti un ambo si potrà fare con una bottiglia di vetro e un vaso di vetro e una quaterna con il cartone, la carta del giornale, un libro ormai vecchio e un contenitore di cartone per la pasta. E così via dicendo.
Infine, per chi vorrà, un video box, con il supporto di RAITRE, dove i partecipanti al FUN TOUR FAI LA DIFFERENZA potranno dire la loro sulla raccolta differenziata e rivedersi on line sul sito della Regione Lazio.
La giornata si concluderà con uno spettacolo di teatro di figura (puppet-burattini) con narratore esterno dedicato al tema della raccolta dei rifiuti e del loro riciclo.
FUN TOUR FAI LA DIFFERENZA
Giovedì 4 dicembre
Colleferro – Corso Garibaldi angolo Don Bosco
adiacente Scuola Mazzini
Dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle ore 15,00 alle 18,00
Per info:
Associazione Sunrise 1
Tel. 06 41735010
Arciragazzi di Roma
Tel. 06 41733356
329 0521937
Ufficio Stampa: Creare e Comunicare
Responsabile Comunicazione
Stefano Bernardini 349 75 57 952
Ufficio Stampa
Federica Cefalo 328 30 27 297






Articoli

Gli inceneritori sono pericolosi per la salute: lo ribadiscono i Medici per l’ambiente.
Andatevi a leggere le terrificanti statistiche sulla crescita dei tumori infantili in Italia.
Ah, dimenticavo! I Medici per l’ambiente sono poco attendibili perchè disfattisti, terroristi e qualunquisti (come i lettori di questo sito!).
Meditate in particolare le parole del professor Lorenzo Tomatis , oncologo e ricercatore di fama mondiale, scomparso a 78 anni e unanimemente riconosciuto come colui che ha posto le basi scientifiche e metodologiche della cancerogenesi.
“La deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia è stata usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che ne derivano si è ora estesa su tutta la popolazione del pianeta, coinvolgendone la componente più fragile che sono i bambini, sia con l’ esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze tossiche presenti nell’ acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat”.
Dicono ancora i medici per l’ambiente:
“Al contrario, pensare di avere un inceneritore sul cammino dei rifiuti significa doverlo far funzionare per oltre 25 anni, vanificando così implicitamente la raccolta differenziata dato che sono impianti che funzionano se si immettono carta e plastiche.”
http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/2008/12/lappello-dei-medici-dellambiente-nella.html
|Lasciato il 1 dicembre 2008 alle 19:59|Riguardo il porta a porta, è l’unico sistema utile in una città grande per smettere di sprecare denaro. Buonos aires e San Francisco cosa sono di grazia???
Sono i cassonetti ad essere antieconomici. è di tutta evidenza che ci si dovrebbe informare su fatti e storia recente prima di avventurarsi in territori di confronto pubblico.
Riguardo Albano, la decisione non è mai stata neppure discussa in alcuna sede deputata a farlo, contro non so quante normative: congratulazioni.
L’inceneritore di Malagrotta non rispetta diverse norme, la seveso 2 in primis: osservando le leggi esistenti non sarebbe mai stato possibile costruire un inceneritore in quell’area.
E la scusa del Commissariamento è finita finalmente.
Ho letto tutte le 24 mail del post precedente.. neppure i cittadini si lasciano intimidire se è per questo, e pacificamente vi verranno a fare un saluto il 5 mattina.
Pacatamente, ricordo che almeno 8 milioni di italiani (non i “paesini” come qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere…) praticano oggi il porta a porta, 2 mila comuni italiani su 8 mila circa.
Il denaro erogato dalla Regione non ha alcuna linea guida su come viene speso dai Comuni: a Roma si sono comprati cassonetti da 3200litri invece di estendere il porta a porta in più quartieri. Un ottimo lavoro davvero.
Quanto ai cip 6 usati “legalmente” invito “lo staff del presidente” a informarsi: non sapete che pessima figura state facendo.
Aggiungo cosa scrive la Corte dei Conti a maggio del 2007, magari è ora di farsi un esame di coscienza:
“Suscita notevoli perplessità e preoccupazione, per la palese violazione delle direttive comunitarie e nazionali sulla concorrenza, che per l’impianto di gassificazione di Malagrotta sarebbero intervenuti atti amministrativi di assegnazione dei lavori di costruzione e di esercizio nell’ambito di una non meglio chiarita procedura di affidamento diretto”. Nessuno ha mai smentito la Corte: è così.
La società civile ormai ne sa più di voi e pretende a ragione che il denaro pubblico sia speso per la collettività, non per i gestori di inceneritori.
|Lasciato il 2 dicembre 2008 alle 18:56|Cordiali saluti, Roberto Pirani
http://www.buonsenso.info
Gentile Roberto Pirani,
|Lasciato il 2 dicembre 2008 alle 19:00|ti ringrazio per le utilissime e circostanziate informazioni.
Enzo
Per il Presiedente Marrazzo: se non volete ascoltare i tecnici, ascoltate almeno i Colleghi. Alessio Ciacci, Assessore responsabile del porta a porta a Capannori 45mila abitanti. Vedasi sito: http://www.ciaccima gazine.org/ 2008/11/29/ da-lunedi- 1-dicembre- il-porta- a-porta-ad- altri-10000- cittadini- di-capannori/ >>
|Lasciato il 3 dicembre 2008 alle 10:17|Per Enzo, Roberto Pirani ed Enza
|Lasciato il 3 dicembre 2008 alle 11:25|Non sottovalutiamo nessun allarme, come speriamo non lo sottovalutino le leggi dello Stato che fissano i limiti per le emissioni e consentono l’autorizzazione dei termovalorizzatori.
Quanto alla raccolta Porta a porta a San Francisco e Buenos Aires, sono certamente esempi importanti a cui anche noi tendiamo. Ci limitiamo però a dire che i risultati importanti in questi campi non si ottengono da un giorno all’altro, ma nell’arco di anni. Noi siamo al 20% e miriamo al 50% nei prossimi tre anni. Capannori, che ci segnala Enza, prevede rifiuti zero per poche migliaia di abitanti (rispetto alla popolazione capitolina) prevedendo di centrare l’obiettivo nel 2020. Se si facesse ora una cosa del genere in una metropoli, senza stabilire passi intermedi, i rischi di vedere le discariche esaurite sarebbero alti, e non possiamo permettercelo. 8 milioni di abitanti su tutto il territorio nazionale sono un numero di tutto rispetto, ma non sciolgono il nodo delle metropoli. Lo stesso di dica dei comuni: 2mila su 8mila è un numero rispettabile, ma non rende l’idea delle dimensioni e delle caratteristiche urbanistiche di questi centri, né del grado di sensibilità che ci sia nella popolazione su questi temi. Ripetiamo: Milano o Napoli in Italia, come Madrid, Bruxelles, Parigi o Londra non superano di molto il 50%, e in alcuni casi nemmeno ci arrivano. Se nelle grnadi capitali europee questa è la situazione è evidente che ci siano difficoltà oggettive che non posso essere superate soltanto con la buona volontà. Detto questo, riteniamo che il porta a porta sia fondamentale, e lo stiamo incentivando con crescenti risorse economiche a disposizione degli enti locali. Se a Roma si è deciso per la raccolta multimateriale non dipende certo da questa amministrazione, come non dipendono da questa amministrazione le scelte del Campidoglio o dell’Ama. Dove nella Capitale si è sperimentato il porta a porta questo è avvenuto anche grazie ai finanziamenti della Regione Lazio.
Sul Cip 6 ci si avvale delle possibilità offerte dalla legge, mentre per quanto riguarda Malagrotta c’è già un’archiviazione, di cui forse non è al corrente, e comunque la magistratura sta facendo tutte le verifiche del caso e ha a propria disposizione tutti i documenti per intervenire e chiarire ogni irregolarità. Il loro lavoro è una tutela per tutti, e aspettiamo serenamente il pronunciamento dei magistrati.
Infine, Roberto, tutto il denaro della Regione Lazio è speso per la collettività. Abbiamo messo in piedi il sistema che non farà piombare questa Regione nell’emergenza, e le chiediamo di volerci aiutare a far aumentare la raccolta differenziata sul nostro territorio. Il suo aiuto è importante, come quello di Enzo e di Enza e di tutti coloro che indirizzano in questo spazio le loro critiche. Sappiamo che la strada da fare è molta, e abbiamo accettato la sfida di portare la differenziata al 50%: anche voi ricnoscerete che è una sfida importante, con abiettivi che altrove sono stati centrati in tempi molto più lunghi. Sfida resa più difficile dal fatto che far decollare questo sistema in una città come Roma sarà particolarmente difficile. Una volta raggiunto il 50%, sarà più semplice mirare a obiettivi più alti e più virtuosi.
Leggo le risposte di Marrazzo sul suo blog su raccolta differenziata e inceneritori e davvero non capisco.
Non capisco…
1) Non capisco…
Capannori non va bene, perché è troppo piccolo. E Vedelago? L’impianto serve un milione di cittadini della provincia di Treviso: sono pochi?
Volete informazioni sulla raccolta porta a porta a Torino, capoluogo del Piemonte? Anche Torino è un paesetto?
Leggete qui come va.
Il signor Marrazzo può chiedere informazioni al signor Chiamparino, sindaco di Torino: mi pare siano dello stesso raggruppamento politico (a proposito: sarà un caso che tutti e due aderiscano anche al partito degli inceneritori? bah…)
2) Non capisco…
A Vicenza il partito democratico ha sostenuto la consultazione popolare dei cittadini per esprimere la propria opinione sull’allargamento della base americana.
Nel Lazio il partito democratico governa.
Ne segue che sarebbe lecito aspettarsi che il partito democratico del Lazio sostenesse con forza la consultazione popolare sugli inceneritori.
E invece no, la giunta Marrazzo non vuole un referendum!
E allora non capisco: a Vicenza sì e nel Lazio no? Un referendum per la base Nato sì e un referendum per gli inceneritori no? Forse i veneti sono belli e bravi e noi del Lazio siamo brutti, sporchi e cattivi? Forse a Vicenza c’è da recuperare consensi alla lega? Non capisco.
3) Non capisco…
Il Lazio è alle prese con un buco enorme nella sanità lasciato da Storace e compari, eppure la giunta Marrazzo sostiene gli inceneritori che porteranno nei prossimi decenni tumori, malattie, malformazioni, con un enorme spesa pubblica sanitaria.
Ma che senso ha?
Se volete informazioni sui rapporti tra inceneritori e tumori e sulle posizioni dei medici di tutto il mondo contro gli inceneritori, qui trovate una marea di materiale.
Magari Marrazzo questi documenti non li conosce…
4) Non capisco…
Sui CIP-6 veramente non avete capito? I CIP-6 per legge dovrebbero essere destinati alle energie rinnovabili.
Prodi prima e Berlusconi poi (destra o sinistra, basta che siano inceneritori!) hanno detto che i CIP-6 si possono usare anche per gli inceneritori.
Ma per voi i rifiuti sono una fonte rinnovabile? Ma davvero pensate che i cittadini non sappiano che le energie rinnovabili sono il sole, il vento, le biomasse e non bruciare i rifiuti?
L’Unione Europea dovrà pronunciarsi e vedrete che ci farà l’ennesima sanzione.
http://inceneritori-no-grazie.blogspot.com/
|Lasciato il 3 dicembre 2008 alle 14:15|Per Enzo
|Lasciato il 3 dicembre 2008 alle 15:28|1)Purtroppo né Vedelago e né Torino sono paragonabili a Roma, né per numero di abitanti né tantomeno per la logistica della raccolta dovuta alle caratteristiche urbanistiche delle zone in cui viene realizzata. Lei insiste a citare esempi come se non fosse a conoscenza del dibattito sulle difficoltà della raccolta porta a porta nelle grandi città, che pure si sta articolando da tempo con pro e contro che meritano se non altro di essere considerati con attenzione. Le ripetiamo che a Londra, Parigi, Bruxelles e Madrid la raccolta – dove va molto bene – è di poco superiore al 50%, ci chiediamo se non ci siano impedimenti reali o se lei voglia spiegare anche questo con dietrologie.
Quanto al partito dei termovalorizzatori, siamo costretti a smentirla di nuovo. Il piano regionale ereditato da questa Giunta parlava di otto impianti, mentre l’ufficio del commissario Marrazzo ha stabilito che ne sarebbero stati sufficienti 4. E ancora oggi c’è chi ne chiede con insistenza di nuovi. Pare, quindi, che lei stia clamorosamente sbagliando mira.
2)I motivi per accomunare Vicenza al Lazio ci sfuggono. In ogni caso dovrebbe informarsi se questo è uno dei casi previsti per promuovere un referendum in una Regione, se sì dovrebbe informarsi sulle modalità, e poi dovrebbe metterle in pratica. Le sfugge, infatti, che stiamo parlando di un’istituzione e non dell’iniziativa di un partito politico. Un’istituzione ha il dovere di rappresentare tutti i cittadini, e si muove seguendo le regole fissate dalla Costituzione dello Stato Italiano.
3)Non è possibile purtroppo rispondere direttamente, perché vorrebbe dire dare per buona la sua associazione di idee. Le sue informazioni saranno certamente a disposizione del Governo e noi seguiamo e continuiamo a seguire le leggi. Nei limiti di quanto stabilito dalle leggi dello Stato, inoltre, rendiamo i nostri limiti più restrittivi rispetto a quelli fissati dal Governo, proprio per assicurare il massimo della tutela per la salute dei cittadini.
4)Vediamo che finalmente inizia a indirizzare le sue critiche alle sedi competenti.
“Sufficicienti” 4 inceneritori (con 8 linee)
Differenza? Nessuna.
Quanto a “darvi una mano”, il mio intero sito è a vostra disposizione, come di centro, destra e financo tirolesi.
Guardatevi cosa dice l’Intero ordine dei medici francese, quando parallela gli inceneritori all’amianto, e fatevi un bell’esame di coscienza.
Voi da che parte state?
Per approfondire quanto siete fuori strada a livello tecnico e metodologico, basta ricordarvi che Roma è divisa in municipi e i rifiuti dei turisti sono omogenei a livello merceologico.
A seconda di come li intercetti ne puoi fare materia prima o smaltimento.
Il solo ostacolo a un porta a porta capillare, a puntare a zero sprechi, è la volontà politica. E la competenza.
http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1610
per approfondire basta e avanza.
Cosa brucia un inceneritore?
carta, cartone, legno, plastica. Alla base del processo di riciclaggio. Come ha spiegato Report.
Se poi volete fare un inceneritore solo a base di termoaccoppiati immagino tetrapak ne sarà entusiasta.
Intere zone di Milano non si schiodano dal 40% di raccolta differenziata da 10 anni perchè devono alimentare prima silla 1 e adesso silla 2.
Come, l’ha mostrato Exit recentemente. Su you tube c’è tutto.
Su http://www.stefanomontanari.net la lettera di un medico del lavoro, Roberto Topino, a Sergio Chiamparino.
L’incenerimento, ricordo, è una truffa di stato costata 53 miliardi di euro in 15 anni.
Utili privati con denaro pubblico, contro la direttiva 2001/77/CE (vi piaccia o meno le direttive europee non sono opinabili come le scelte politiche italiane)
Che il Presidente Marrazzo prima di fare politica conducesse una trasmissione che difendeva interessi collettivi e adesso difenda tuttaltro lascia “perplessi”.
Un termine, perplessi, che la Corte dei Conti vi ha rivolto a maggio del 2007, senza ricevere alcuna risposta.
Iniziate a rispondere a loro, poi sarete più credibili quando parlate di raccolta differenziata.
(non vi ho ancora sentito parlare di RIUSO tra le altre cose, di molto più conveniente della mera raccolta differenziata)
Invito a leggere “Lo stivale di Barabba” saggio collettivo appena uscito per Arianna editrice, per sapere la situazione laziale e italiana, e magari, mettere a fuoco cosa è necessario fare (sempre per interessi collettivi si intende)
|Lasciato il 4 dicembre 2008 alle 00:48|No al gassificatore di Albano
|Lasciato il 5 dicembre 2008 alle 14:38|“5)Può non fidarsi dei privati, ma potrebbe fidarsi delle istituzioni che esistono a garanzia dei cittadini. Può anche non fidarsi, ma il fatto che qualcuno non si fidi di solito non è un buon motivo per non prendere iniziative e non agire su un tema che altrimenti si trasformerebbe in emergenza.”
Scusate, chi ha mai parlato di NON prendere iniziative come volete far credere io abbia detto?
Non fidarsi è un ottimo motivo per andare a fondo sull’approfondimento delle questioni che altri dispongono ma che noi, cittadini, subiamo, altrochè! Non fidarsi è anche un buon motivo per affrontare a mente aperta la questione ed arrivare ad una visione generalmente più ampia (ad esempio quella che non contempla l’incenerimento nel ciclo di gestione dei rifiuti).
Fidarsi delle istituzioni poi, constatata la condizione misera in cui versa questo Paese GRAZIE alle istituzioni prese d’assalto da comitati d’affari senza scrupoli, è come chiedere alle pecore di fidarsi dei lupi. Mi dispiace, signori politici, ma a buon diritto vi siete meritati quell’alone di “sporco” e “meschino” che è ormai opinione diffusa tra i cittadini. Non faccio di tutta l’erba un fascio, sarebbe gesto estremo e “qualunquista” (va di moda oggi), ma posso constatare che le persone oneste e di buona volontà sono relegate a contorni o comparse, quando non costrette a farsi passare sotto gli occhi le peggiori cose, tacendo. Non parlate di fiducia oggi, saremmo grati se faceste un atto di umiltà, almeno voi.
“1) Non riusciamo ad appassionarci a questa disputa sui termini, e non c’è nulla che dobbiamo motivare da questo punto di vista. Termovalorizzatore è un impianto che brucia combustibile da rifiuti per produrre energia.”
Sul fatto che non abbiate nulla da motivare a cittadini che chiedono motivazioni (non mi pare di essere mosca bianca in tal senso) è una decisione vostra di cui prendo atto e, spero, ne prendano atto i lettori che domani saranno chiamati a rinnovare o negare la fiducia a chi nulla ha da motivare nei confronti di chi li ha eletti.
“4)Le compensazioni economiche vengono stabilite volta per volta e dipendono dagli accordi che vengono stipulati tra il gestore e le amministrazioni. Potrebbero dipendere dalla redistribuzione del ritorno economico che deriva dalla produzione di energia e dal risparmio rispetto alle spese del conferimento in discarica.”
E’ una non risposta questa (ed anche le altre a dire il vero) che di fatto nulla aggiungono al dibattito. Dal basso della mia profana esperienza in materia, mi sono invece fatto l’idea che tali compensazioni servano a mitigare i danni che tali pratiche producono sui territori interessati, altrochè “risparmio e ritorno economico”: non avrebbe alcun senso, ove vi fosse bontà nella pratica di incenerimento, a concedere soldi alle amministrazioni (sempre ben liete di rimpinguare le magre casse) per ottenere la facoltà di mettere in atto certe pratiche e certi impianti. Piuttosto io penso che tali compensazioni servano, oltre a “comprare” la disponibilità degli amministratori locali (che ricordo in larga parte legati al sistema partitico a cui devono comunque dire grazie), a “compensare” appunto i danni che deriveranno alla popolazione tutta da questi impianti: qualcuno di voi ha mai spiegato ai cittadini “compensati” cosa succede in altri luoghi in situazioni simili? Ha mai spiegato che, esempio tra i tanti, il “migliore e più efficiente” inceneritore di Europa, quello di Brescia, ha di fatto decretato la morte di ben 16 tra marchi DOC/DOP/IGP, con conseguente chiusura di aziende agroalimentari e posti di lavoro? Noto che ve guardate bene dal dirlo. Altri innumerevoli esempi di impianti di incenerimento, compensazioni e conseguenti chiusure/ridestinazioni di colture e produzioni alimentari ne troviamo in mezza Italia; a richiesta (visto che nessuno mi paga per farlo, a differenza vostra) posso fornire l’elenco completo.
Domanda: in Regione qualcuno è al corrente del fatto che è necessario, prima di ogni altra V.I.A., avere il parere favorevole delle popolazioni interessate (badate, non dei soli amministratori) prima di procedere? Qualcuno è al corrente che i cittadini interessati vanno “correttamente informati” su tutti gli aspetti di tali vicende? Non mi sto inventando nulla, ma visto che continuate a ribadire “a norma di legge”, “secondo quanto stabilito dalle istituzioni”, io vi ricordo che l’Italia, assieme ad altri Stati, ha ratificato la cosiddetta “Convenzione di Aarhus” ( http://www.ambientediritto.it/Convenzioni/convenzioni.htm#Convenzione%20di%20Aarhus ) con una Legge dello Stato ( http://www.ambientediritto.it/Convenzioni/convenzioni/L.%202001%20n%20108.htm ), secondo cui i cittadini interessati hanno diritto di accesso alle informazioni, alla partecipazione ai processi decisionali ed all’accesso alla giustizia in materia ambientale: mica vogliamo disattendere quanto stabilito dalla “legge”, di cui ci dovremmo fidare ciecamente, no?
Saluti
|Lasciato il 5 dicembre 2008 alle 15:02|No all’inceneritore di Albano la salute non ha prezzo
|Lasciato il 5 dicembre 2008 alle 16:32|Oltre a dire No all’inceneritore cominciamo a dire anche Sì alla raccolta differenziata PORTA A PORTA, così non ci sentiremo dire dall’amministratore di turno: “non siete propositivi, sapete solo criticare”.
|Lasciato il 5 dicembre 2008 alle 16:44|E poi basta con la scusa che i modelli di porta a porta e gestione di rifiuti di altre città non sono esportabili a Roma. A parte che non è vero, se pure lo fosse perchè non ingegnarvi voi amministratori (insieme ad altri esperti, uno l’avete trovato in questo blog: Roberto Pirani)e creare un modello Roma?
I miei commenti, non questi, quelli un pò più approfonditi, da giorni non vengono pubblicati.
|Lasciato il 5 dicembre 2008 alle 17:30|Saluti allo staff.
Ciao Gianluca Bracca, idem per me!
|Lasciato il 12 gennaio 2009 alle 16:13|NO AGLI INCENERITORI, NO ALL’INCENERITORE DI ALBANO.
NON so da dove iniziare….
|Lasciato il 18 maggio 2009 alle 12:41|Qui è tutto uno sfacelo..
io faccio la raccolta differenziata da più di 20 anni…. Ma sinceramente ci vuole tutto il mio senso civico, che come ben sappiamo e pochissimo radicato nella maggioranza di noi Romani…
Se non si coinvogono i Cittadini in maniera soltanziale… madandogli opuscoli a casa e in TUTTE le scuole primarie e secondarie della Regione…
Se le istituzioni si “limitano” a brevi campagne spot….
Se non si pubblicano su i cartelloni su i giornali le percentuali di rifiuti riciclati veramente; coinvolgendo davvero il Cittadino medio, stimolando a fare di più.
NULLA cambierà davvero! MAI!
Certo la raccolta porta a porta sarebbe il massimo!! Ma almeno intanto che ci si decida a farla.. Si punti sullo spiegare cosa RECICLARE CORRETTAMENTE, come e quali materiali si possono gettare nella plastica ed alluminio e quali NO!!
|Lasciato il 18 maggio 2009 alle 12:55|I vecchi adesivi che tentavano una benchè minima spiegazione, giacciono da anni scoloriti e illegibili sui cassonetti bianchi e blu… Senza essere sostituiti….
Sono costretto settimanalmente ad inviare un sms all’AMA per far svuotare le camapane della mia strada… altrimenti stracolme per giorni…
Insomma prima del perfetto io mi accontnterei di “azioni di base” che ad oggi sono latitanti!
E dimostrano uno scarso interesse delle Istituzioni tutte per questo problema!