Il Campidoglio si mette in contrasto con le leggi nazionali e comunitarie

17 dic 2008

di Piero Marrazzo

Prendo atto che l’amministrazione comunale di Roma rinuncia a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata posti dal piano commissariale sui rifiuti, approvato soltanto a giugno dal Governo e dal dipartimento nazionale di Protezione civile, e verso il quale anche il sindaco aveva usato parole di approvazione.

Vorrei fare presente che dire che Roma raggiungerà il 30% nel 2013 pone la Capitale non soltanto fuori dalla programmazione regionale, ma la mette in condizione di violare quanto stabilito dalle leggi dello Stato e dalle normative della Comunità europea.

Desta tra l’altro stupore veder definiti “fantasie pericolose” gli obiettivi che tante altre città, in Italia, in Europa e oltreoceano sono riuscite a raggiungere, e soprattutto i livelli di raccolta differenziata fissati non dalla Regione Lazio, ma – lo sottolineo – dal Governo e dalla Comunità europea.

Nessuno finora si è rifiutato di ragionare, ma di fronte a una effettiva rinuncia a perseguire gli obiettivi la Regione è garante verso il Governo e in sede comunitaria.

Siamo disponibili anche a rivedere le procedure che potranno portare la Regione ad aiutare i Comuni che non riescono a far fronte con le proprie risorse a questa sfida, ma non possiamo accettare che ci si dica che si vuole aumentare la differenziata del 10% nell’arco dei prossimi 5 anni.

Che la modalità di raccolta stradale multimateriale possa essere un ostacolo per un aumento cospicuo della raccolta differenziata pare abbastanza evidente, ma che non si faccia nulla per cambiare questo sistema, a parte le sperimentazioni di porta a porta che proprio la Regione ha finanziato, è una scelta controcorrente nel momento in cui tutte le amministrazioni europee ed extraeuropee stanno facendo il massimo per investire sulla tutela ambientale.

I nuovi impianti di chiusura del ciclo non sono previsti dal piano, che pure li ha più che raddoppiati rispetto a quelli esistenti nel 2005, e finché rimarranno in vigore le attuali regole locali, nazionali e comunitarie non è previsto che ne servano di più.

Ricordiamo infine che l’impianto di proprietà pubblica al servizio di Roma è una soluzione già realizzabile nel Lazio con l’impiantistica ad oggi autorizzata, senza ricorrere alla costruzione di nuovi termovalorizzatori. Come farlo pare abbastanza evidente e non credo ci sia bisogno di scendere nei dettagli.

A chi non avesse ancora preso in considerazione questa eventualità facciamo infine presente che la Regione, oltre al compito di sorvegliare il raggiungimento degli obiettivi da parte di tutti gli enti locali, su questi argomenti può arrivare in casi estremi fino al loro commissariamento.

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2 commenti a “Il Campidoglio si mette in contrasto con le leggi nazionali e comunitarie”

  1. Luciano scrive:

    Sarebbe bene che sia comune, che regione che provincia comincino ad ascoltare di più le persone che non vogliono incenerire nulla, invece di tacciarle di “fantasie”, come succede spesso in questo blog, quando si parla di rifiuti zero etc etc…
    Vi siete allontanati dai cittadini! Il VI è rivolto al comune, alla regione e alla provincia ovviamente!
    Mi vengono i brividi al solo pensare che oltre a Cerroni, ci sia qualcuno che gestisce i nostri rifiuti come gestisce l’Ama!!
    Invece di spendere cifre folli per fare inceneritori in svariati anni, soprattutto in questo periodo di crisi, non sarebbe bene fare degli impianti di riciclo che permettano al comune e alla regione di rivendersi i materiali anche all’estero, in modo da recuperare soldi?
    Fossi in Alemanno spenderei 20 di quei 500 milioni di euro “piovuti” a roma, per costruire 4 centri riciclo e spingere su un porta a porta spinto, in modo da non far più arrivare NULLA agli inceneritori “by marrazzo”, e contemporaneamente recuperare un sacco di soldi per il comune e creare un sacco di posti di lavori autofinanziati direttamente da parte dei ricavi!
    …alla faccia della differenziata regionale…sarebbe un grande schiaffo superare di molto i vostri obiettivi! Purtroppo anche la destra, come voi della sinistra, predilige l’incenerimento…..

  2. laura raduta scrive:

    parole sante, luciano!purtroppo i nostri cari amministratori hanno i paraocchi quando non sono in malafede, altrimenti non si capisce perchè non fare di piu(differenziata) con spesa minore(impianti di riciclaggio). o non sapete fare due conti o siete in malafede…
    bruciare o buttare in discarica quella che è materia prima, è da idioti per il semplice fatto che la materia prima è scarsa e costerà sempre di piu!
    vogliamo uscire dalla crisi? investiamo in nuove(veramente vecchie)tecnologie di recupero dei materiali, diamo posti di lavoro e recuperiamo materia sempre piu preziosa…

    poi presidente, le voglio ricordare quello che lei sa: l’inceneritore è causa di morte, lei lo so bene, lo ha vissuto in prima persona cosa significa tumore, cancro, malattia…possibile che non abbia imparato nulla?!
    adesso viene natale, faccia un giro nei reparti di oncologia, magari si ricorderà un po di cose…

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