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	<title>Facciamo la Differenza &#187; discussione</title>
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	<description>Piero Marrazzo - Campagna per la raccolta differenziata dei rifiuti nel Lazio</description>
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		<title>Qualcuno avrebbe preferito la politica che non decide?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 14:33:34 +0000</pubDate>
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di Piero Marrazzo
Mi fa piacere vedere che questo strumento di discussione sta raccogliendo le opinioni di tanti cittadini, e non voglio sottrarmi al confronto, nonostante spesso si cada sulla polemica personale vicina alla maleducazione. A chi è più infervorato e si lascia andare a considerazioni fuori luogo, vorrei semplicemente dire che questo strumento esiste per [...]]]></description>
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<p class="testofocus">di Piero Marrazzo</p>
<p class="testofocus">Mi fa piacere <strong>vedere che questo strumento di discussione sta raccogliendo le opinioni di tanti cittadini, e non voglio sottrarmi al confronto</strong>, nonostante spesso si cada sulla polemica personale vicina alla maleducazione. A chi è più infervorato e si lascia andare a considerazioni fuori luogo, vorrei semplicemente dire che <strong>questo strumento esiste per volontà del presidente della Regione, che legge e risponde direttamente.</strong> A chi minaccia “ritorsioni elettorali” voglio far sapere che non ne ho paura,  e che <strong>è proprio la democrazia a stabilire, per fortuna, che gli amministratori siano sottoposti al giudizio dei cittadini</strong>.</p>
<p><span id="more-211"></span>Vorrei ricordare – soprattutto ai più polemici &#8211; che stanno <strong>contestando alcune decisioni</strong>. Decisioni che in passato si era fatto di tutto per rimandare. Non so se <strong>vi soddisfa di più la politica che non decide</strong>, la politica che rimanda. Io ho sempre interpretato il mio ruolo in modo differente, e faccio del mio rapporto diretto con tutti i cittadini del Lazio una prerogativa di questo mandato. Vorrei che la stessa veemenza potesse essere indirizzata a chi questi spazi di discussione non li apre, a chi di questo confronto non ne fa un punto qualificante. Ma lasciamo andare queste puntualizzazioni di poco conto, e passiamo al merito.</p>
<p>Intanto <strong>vorrei ringraziare tutti quei cittadini</strong> che ci segnalano, se pur impropriamente, le inefficienze delle aziende municipalizzate che si occupano della raccolta dei rifiuti. E’ bene che si crei la consapevolezza di cosa non funziona, e noi siamo disponibili a far presenti a chi di dovere le vostre segnalazioni.</p>
<p><strong>Vedo anche che questo blog sta diventando un punto d’incontro per tutti i cittadini che sono contrari all’impianto di Albano</strong>. Rispondiamo a tutti ancora una volta.</p>
<p><strong>Renato</strong> trova in contraddizione il fatto che, spingendo sulla differenziata, abbiamo avviato l’iter per la realizzazione del quarto impianto. Non è così, perché vorrei fosse chiaro che nel Lazio, a fronte di una raccolta differenziata al 50%, saranno necessari 4 impianti di chiusura del ciclo. Sono quindi strade che procedono parallele, e una non esclude l’altra. Il piano prevede che, per scongiurare emergenze, arriviamo al 2011 con quattro impianti per la chiusura del ciclo e il 50% di raccolta differenziata. <strong>A chi dice che sarebbe meglio il 100% di differenziata senza termovalorizzatori rispondo che sono d’accordo</strong>, ma che al momento siamo soltanto al 20% e tutti continuano a produrre rifiuti. Accettare questo pur nobile obiettivo oggi significherebbe purtroppo porre le basi per una catastrofe: sento nelle orecchie le lamentele di chi ancora oggi dice che già raggiungere il 50% è un’utopia. Dovremmo tutti responsabilmente cercare di raggiungere obiettivi concreti, e da quelli ripartire, piuttosto che driblare i problemi e porre l’asticella dove sappiamo che sarebbe troppo rischioso per l’equilibrio del ciclo dei rifiuti regionale.</p>
<p>Sempre <strong>Renato</strong> si dice preoccupato delle falde acquifere della zona di Albano. Rispondo a lui e anche a <strong>Rita</strong>, che si chiede come mai la Valutazione d’impatto ambientale sia stata prima negativa e poi positiva. E’ successo perché nella prima procedura non era stata data a chi aveva presentato il progetto la possibilità di presentare le proprie controdeduzioni, e questo avrebbe reso il pronunciamento degli uffici impugnabile di fronte al Tar con grande perdita di tempo prezioso. Tra le controdeduzioni, poi regolarmente presentate, e che sono state la base per la concessione della valutazione di impatto ambientale, c’era – mi spiegano i miei uffici &#8211; sia <strong>l’assicurazione su un monitoraggio continuo e costante dell’aria</strong>, sia quella che <strong>l’impianto non avrebbe avuto bisogno di prelievi nelle falde acquifere locali, perché raffreddato ad aria</strong>.</p>
<p>A chi continua  a dire che non voglio incontrare i cittadini di Albano rispondo ancora una volta che è falso, e la prova è che <strong>sono stato a un appuntamento pubblico ad Albano meno di un mese fa</strong>, e che sono qui a parlare anche con loro e a dire che se l’impianto di Albano vedrà la luce, se supererà quindi tutte le fasi istruttorie che esistono proprio a tutela della cittadinanza, questo accadrà con il più attento monitoraggio ambientale a tutela della salute di tutti.</p>
<p>Al signor <strong>Claudio</strong>, che dice di aver smesso di fare la raccolta differenziata per le difficoltà logistiche, vorrei dire di riprendere e di pretendere dalle aziende municipalizzate e dagli amministratori, proprio come fa con noi, i mezzi per poterla fare senza dover ogni volta affrontare una peripezia.</p>
<p>Infine a chi, magari impegnato in associazioni ambientaliste, come <strong> Serenella</strong>, ci chiede la raccolta porta a porta spinta, rispondo intanto dicendo che <strong>il suo impegno per questa causa le fa onore</strong>, e poi ponendole un problema pratico. Come lei ben saprà non è la Regione che può né deve per legge farsi carico di un impegno del genere. Spetta a ogni provincia, e a ogni singolo comune, reperire i fondi per attivare questi interventi e metterli in pratica. Consapevole delle difficoltà, e con alle spalle un periodo di commissariamento durato non pochi mesi ma 10 anni, la Regione ha messo a disposizione fondi e competenze, e sta facendo sensibilizzazione. Insieme anche alle associazioni possiamo spingere su ogni amministratore locale perché si faccia carico di questa scelte, ma se questo non avviene  non possiamo permetterci di andare alla deriva.</p>
<p><strong>Appena usciti dall’emergenza, non possiamo rientrarci per essere stati troppo ambiziosi</strong>. Facciamo oggi, tutti insieme, il possibile per innescare un circuito virtuoso che potrà portarci a dimostrare in tempi ragionevoli la convenienza della differenziata e del porta a porta “spinto”.</p>
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